Roma 27 gennaio 2026: Caregiver Familiari di tutta Italia in Piazza

Apparentemente abbiamo latitato nell’aggiornare le informazioni sul sito GT. Nella realtà Genitori Tosti ha lavorato sodo in questi mesi, soprattutto sul tema dei caregiver familiari. Tant’è che una rete di associazioni, movimenti, comitati, persone si è unita nella battaglia per una legge giusta per i caregiver familiari subito dopo la presentazione del disegno di legge della Ministra Locatelli. Un DDL che ha lasciato tutti noi esterrefatti per l’inconsistenza del contenuto e dei supporti, ancor più dopo aver appreso che il testo non è stato tenuto conto del lavoro del Tavolo ministeriale appositamente costituito.

A questo pressapochismo che viene sbandierato come risposta alle decennali attese di milioni di persone, il gruppo Caregiver Familiari Uniti sta svolgendo una intensa attività di organizzazione di protesta e di richiesta di un testo che contenga le risorse (di supporti e di risorse finanziarie) corrette.

I Caregiver Familiari Uniti hanno lanciato una petizione per il riconoscimento delle e dei caregiver familiari come lavoratori, che ad oggi ha superato le 5.000 adesioni.

CFU ha partecipato allo sciopero nazionale del 12 dicembre 2025 contro la Legge di Bilancio, dove rappresentanti di varie regioni hanno parlato esplicitando le carenze del Disegno di Legge e l’enorme difficoltà del ruolo che le e i caregiver affrontano h24.

La ministra Locatelli e le compagini che sostengono la logica del disegno di legge dicono che questo è un inizio, che poi potrà essere migliorato. Ma questa dialettica è oramai arcinota, non ha mai portato a migliorare alcunché. Lo abbiamo scritto nella lettera aperta al Presidente della Repubblica Mattarella: quando nel dicembre 2019 Genitori Tosti andò dal sottosegretario del Ministero del Lavoro per chiedere risorse economiche adeguate, dopo aver capito cosa fosse necessario e quanti sono i caregiver familiari in Italia ci venne candidamente detto “non esserci risorse disponibili”, chiudendo la porta in faccia ai caregiver. Più subdolo è il DDL della Ministra Locatelli, che offre l’elemosina.

Non ci stiamo.

Il 27 gennaio 2025 i Caregiver Familiari Uniti hanno indetto una manifestazione di protesta a Roma e una conferenza stampa nella quale verranno, ancora una volta, chiariti i contenuti che devono esserci in una buona legge per tutti. Il ritrovo è fissato per le 10 in Piazza dei Santi e Apostoli.

Tutte e tutti i caregiver familiari sono invitati a partecipare, e in caso di impossibilità a inviare a CFU video e testimonianze che sappiamo essere devastanti per chiunque non conosca questa realtà, postando sulle pagine social CFU:

Pagina Facebook

https://www.facebook.com/share/16iyL4TUnm

Profilo Instagram

https://www.instagram.com/caregiverfamiliariuniti?igsh=MW8weWpidzZ0ZHdteA==

Firma la PETIZIONE!👇 È IMPORTANTE:

https://www.ioscelgo.org/…/il-caregiver-familiare-h24…

E se vuoi conoscere i Referenti Regionali e tutte le Associazioni aderenti a questa iniziativa, puoi visitare il sito web👇

www.caregiverfamiliariuniti.org

Grazie

#unaleggebuonaxtutti

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Abbiate pietà dei genitori di figli con disabilità

Leggo la nota della UILDM Nazionale che invita a non tenere conto della presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare, cancellato a colpi di pistola da Marco Vicentini, a L’Aquila, e quindi a non liquidare il fatto come “dramma della disabilità”.

Capisco che si tema lo stigma e quant’altro ma io chiedo di avere coraggio e finalmente fronteggiare una questione fondamentale e sempre trascurata: l’impatto che può avere su un genitore la sorte di un figlio nato con una patologia tale da renderlo con disabilità.

Nessuno, fin dall’inizio ti aiuta e ti affianca nel tuo percorso di genitore che noi abbiamo chiamato, magari in modo naive, “tosto” al punto da intitolarci l’associazione di cui siamo membri,  ma la realtà è che quel genitore è destinato a fare il triplo della fatica, rispetto ad un collega cui è nato un figlio normodotato: non ci sono, in primis, aiuti psicologici – e invece una palestra in cui esplorare e capire il nostro porci nei confronti della disabilità sarebbe fulcrale per gli anni che ci attendono e per migliorare il contesto che ci circonda, sempre asciutto ed escludente quando non discriminante e abusante.

Se non hai una base di forza tale da poter accogliere il macigno che significa, fin dai primi giorni di vita, terapie invece che parchigioco, terapie invece che corsi di basket o danza classica, terapie invece di amici con i quali tuo/a figlio/a esce, terapie invece che tempo scuola e ancora progetto ad hoc che tu genitore elabori per dare un lavoro o parvenza perché in Italia il settore dell’inserimento lavorativo è un immenso flop. La persona disabile una volta maggiorenne è abbandonata a sè stessa, non esiste nulla a parte ovviamente i centri diurni (ghetti) e residenze (altri ghetti). Dal 1992 anno in cui è uscita la legge quadro del settore non è cambiato niente per  colmare il gap  che separa le persone disabili da quelle normodotate. Per fortuna ci vien in aiuto l’Europa  che impone la fine degli istituti e l’inserimento nel tessuto sociale  nonché l’assistenza continuativa a domicilio anche nei casi più gravi o di assenza di familiari assistenti.

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