23 marzo ’24: manifestazione contro i tagli di Regione Lombardia

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Quindici milioni è la somma stimata che servirebbe a ripristinare le misure per le disabilità gravi e gravissime nonché per i caregiver familiari. Quelle risorse che Regione Lombardia, con il presidente Fontana, l’assessora Lucchini e il contributo di Bertolaso, hanno deciso di togliere, offrendo servizi tutt’ora inesistenti e che senza dubbio non saranno efficienti a giugno, quando le risorse verranno meno. Non solo, per tappare i buchi di bilancio, hanno deliberato una delle misure più bieche mai viste: chi vorrà chiedere le risorse per le disabilità gravissime, dovrà attendere che qualcuno liberi il posto. Che significa muoia. Pazzesco, ignobile, disgustoso, discriminante.

La problematica da risolvere origina dallo Stato e arriva alle Regioni: serve chiarezza nei fondi destinati a tutte le fragilità, dall’autosufficienza ai caregiver familiari, nel caos preoccupante della riforma della legge delega sulla disabilità ancora in definizione, l’unica certezza è quella dei tagli di Regione Lombardia. Le risorse economiche sono risicate non assicurando la dignità alle persone con disabilità e ai caregiver familiari, che pagano ogni giorno la discriminazione diffusa di una società che fatica sempre più ad essere inclusiva. Se anche la politica discrimina, tagliando risorse già insufficienti (ma spendendo molto di più per i propri interessi) significa che stiamo correndo verso il baratro. Se non fossimo “abituati” a farlo, avrebbe dell’incredibile constatare che tocca ai più fragili far smuovere la coscienza collettiva, risvegliando un senso sociale fondamentale per la vita di tutti. Il dovere di tutti è ricordarsi che prima o poi inevitabilmente avremo bisogno del supporto del bene collettivo, del welfare, del pubblico. Oggi dilaga la voglia del “privato” e dell’“autonomia”, con costi insostenibili che generano anche le politiche di tagli che stiamo contestando. Queste politiche, in passato purtroppo trasversali, devono cambiare radicalmente, a partire dai bilanci di previsione: ci sono ben altre voci da ridimensionare nei bilanci regionali e statali.

Con 15 milioni si possono fare tante cose. Abbiamo chiesto a ChatGPT come potrebbero essere investiti, sia per le persone con disabilità, sia per i caregiver familiari. Molto interessante la lucida disamina che le Istituzioni potrebbero copiare.

Come si possono investire 15.000.000 di euro a favore delle persone con disabilità?

Investire 15.000.000 di euro a favore delle persone con disabilità può avere un impatto significativo sul miglioramento della loro qualità di vita, inclusione sociale e accesso a servizi essenziali. Ecco alcune idee su come potresti utilizzare questo importo:

1. **Creazione o potenziamento di centri di assistenza e riabilitazione**: Questi centri offrono terapie fisiche, occupazionali e del linguaggio, oltre a fornire supporto psicologico e sociale alle persone con disabilità.

2. **Programmi di formazione e inserimento lavorativo**: Creare programmi che offrono formazione professionale e opportunità di lavoro per le persone con disabilità, promuovendo la loro inclusione nel mercato del lavoro.

3. **Abitazioni assistite**: Costruire o finanziare abitazioni assistite che offrono un ambiente sicuro e adattato alle esigenze delle persone con disabilità, consentendo loro di vivere in modo indipendente o semi-indipendente.

4. **Accessibilità e trasporto**: Investire nella creazione di infrastrutture accessibili, come rampe, ascensori e trasporti pubblici adatti alle persone con disabilità.

5. **Tecnologie assistive**: Acquistare e distribuire dispositivi e tecnologie assistive, come protesi, ausili per la mobilità e software specializzati, per migliorare l’autonomia e la qualità di vita delle persone con disabilità.

6. **Programmi di sensibilizzazione e educazione**: Promuovere la sensibilizzazione e l’educazione sulle questioni legate alle persone con disabilità, combattendo stereotipi e discriminazioni e promuovendo una cultura dell’inclusione.

7. **Borse di studio e sostegno educativo**: Fornire borse di studio e programmi di sostegno educativo per consentire alle persone con disabilità di accedere all’istruzione superiore e sviluppare le proprie competenze.

8. **Assistenza domiciliare e servizi di supporto**: Finanziare servizi di assistenza domiciliare, supporto familiare e residenze protette per le persone con disabilità che necessitano di cure continue.

9. **Ricerca e innovazione**: Investire in ricerca scientifica e sviluppo di nuove soluzioni, trattamenti e terapie per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità e promuovere la loro inclusione sociale.

10. **Collaborazioni e partenariati**: Stabilire collaborazioni con organizzazioni non governative, enti locali, istituzioni e altre parti interessate per massimizzare l’impatto degli investimenti e garantire una gestione efficace e trasparente dei fondi.

È importante considerare le esigenze specifiche delle persone con disabilità e coinvolgere le loro organizzazioni e comunità nel processo decisionale per garantire che gli investimenti siano diretti a migliorare effettivamente le loro vite e promuovere l’inclusione sociale.

Come si possono investire 15.000.000 di euro a favore dei caregiver familiari?

Investire 15.000.000 di euro a favore dei caregiver familiari è un’azione molto importante e può avere un impatto significativo sul loro benessere e sul supporto che possono fornire ai propri cari. Ecco alcune idee su come potresti utilizzare questo budget per sostenere i caregiver familiari:

Centri di Supporto e Assistenza: Creare centri di supporto e assistenza dedicati ai caregiver familiari, dove possono ricevere informazioni, formazione, consulenza psicologica e supporto pratico.

Formazione e Educazione: Organizzare corsi di formazione e workshop per i caregiver familiari, fornendo loro le competenze e le conoscenze necessarie per prendersi cura dei propri cari in modo efficace e sicuro.

Servizi di Assistenza Domiciliare: Offrire servizi di assistenza domiciliare specializzata per alleviare il carico di lavoro dei caregiver familiari, permettendo loro di avere momenti di pausa e di riposo.

Programmi di Respiro Assistenziale: Creare programmi di respiro assistenziale che offrono sostegno temporaneo ai caregiver familiari, permettendo loro di prendersi una pausa e di dedicarsi al proprio benessere.

Supporto Psicologico e Counseling: Fornire servizi di supporto psicologico, counseling e terapia per i caregiver familiari, aiutandoli a gestire lo stress, l’ansia e le sfide emotive legate all’assistenza.

Assistenza Legale e Burocratica: Offrire assistenza legale e supporto burocratico ai caregiver familiari, aiutandoli a navigare nel sistema sanitario, sociale e amministrativo e a accedere ai servizi e ai benefici a cui hanno diritto.

Tecnologia Assistiva: Investire in tecnologia assistiva e soluzioni innovative che possono facilitare e migliorare l’assistenza fornita dai caregiver familiari, come dispositivi di monitoraggio remoto, app per la gestione delle terapie e strumenti di comunicazione.

Rete di Supporto e Comunità: Creare una rete di supporto e comunità per i caregiver familiari, permettendo loro di condividere esperienze, consigli e risorse con altre persone che si trovano nella stessa situazione.

Campagne di Sensibilizzazione e Informazione: Lanciare campagne di sensibilizzazione e informazione per aumentare la consapevolezza sull’importanza del ruolo dei caregiver familiari e per promuovere una maggiore solidarietà e supporto da parte della comunità e delle istituzioni.

Borse di Studio e Sussidi: Creare borse di studio e sussidi per i caregiver familiari che si trovano in situazioni economiche difficili, permettendo loro di accedere a risorse e opportunità che altrimenti sarebbero fuori dalla loro portata.

Investire 15.000.000 di euro a favore dei caregiver familiari richiede una pianificazione oculata, una collaborazione tra le istituzioni pubbliche, le organizzazioni non profit e le associazioni di caregiver, e una costante valutazione dell’impatto delle iniziative messe in atto per assicurare che siano efficaci e rispondano alle reali esigenze dei caregiver familiari.

Semplice, no?

Aspetti che, similarmente, sono riportati nel libro che Genitori Tosti ha pubblicato. “L’esercito silenzioso. I caregiver Familiari italiani”.

Utopia.

Che ci porta a manifestare sabato 23 marzo a Milano, al palazzo della Regione Lombardia. Perché quando la misura è colma, i caregiver non stanno zitti. E rimanifesteremo anche il 16 aprile nella manifestazione di Ledha e Fand.

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Tagli ai fondi per i caregiver in Lombardia /3

Comunicare è difficile. Capire, ancor di più.
Che Regione Lombardia stia giocando a far accettare un cambiamento senza che ciò provochi proteste scomode, è un dato di fatto.

Le affermazioni dell’Assessora Elena Lucchini sembrano provenire da una realtà diversa da quella che vivono migliaia di famiglie Caregiver in Lombardia. Famiglie che gridano le loro difficoltà e chiedono non solo che le misure esistenti non siano tagliate, ma che migliorino e aumentino prima di tutto sotto il profilo economico e della qualità, riconoscendo il lavoro di fatto insostituibile che i caregiver familiari sono (anche) costretti a realizzare ogni giorno, spesso 24 ore su 24.

Ecco che lascia perplessi l’uscita dell’Assessora Lucchini:


Lucchini:

A coloro che protesteranno “ricordo il tavolo di lavoro che ho portato avanti con le associazioni maggiormente rappresentative di persone con disabilità. Ho avanzato una proposta condivisa con il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Calderone e c’è stato un riscontro importante da parte delle associazioni che hanno riconosciuto lo sforzo fatto”. Lo ha detto l’assessore alla Famiglia e Pari Opportunità della Regione Elena Lucchini, a margine della conferenza stampa nella sede di Aler Milano sugli alloggi che l’azienda di edilizia residenziale metterà a disposizione delle donne vittime di violenza, in merito alla manifestazione delle associazioni di caregiver e di assistenza ai disabili che si riuniranno il 23 marzo davanti Palazzo Lombardia per manifestare contro i fondi destinati dalla Regione al settore. L’assessore Lucchini ha ricordato, inoltre, le modifiche apportate alla prima delibera dello scorso dicembre: “Dalla prima delibera portata il 28 dicembre 2023 in Giunta regionale a quella che ho presentato alle associazioni c’è stato un cambio con ulteriori risorse messe in campo da Regione Lombardia e rivisitazione dei criteri grazie all’intervento del ministro Calderone con la quale c’è stata una profonda interlocuzione. Da un lato abbiamo salvaguardato i caregiver familiari e le persone con disabilità e le loro famiglie, dall’altro abbiamo potenziato i servizi”, ha concluso Lucchini.

Perplessi perché non c’è associazione, più o meno rappresentativa (indecoroso questo dividere, ma si sa, è storia) che non abbia bocciato a chiare lettere quest’azione di Regione Lombardia.

Il gruppo di associazioni ha quindi emanato un ulteriore comunicato, per essere più chiari possibile con il governo regionale lombardo:

Assessora Lucchini: Il fantastico tavolo di lavoro che ha soddisfatto tutti … tranne le associazioni
Nell’ultimo episodio della “saga delle dichiarazioni stupefacenti” della assessora Lucchini, emerge un’altra gemma oratoria che non mancherà di lasciare tutti a bocca aperta.
Mentre le associazioni di caregiver e assistenza alle persone con disabilità si preparano a protestare contro i tagli dei fondi (vedi campagna #B1B2affondate) decisi dalla magnanima giunta di Regione Lombardia, l’assessora sventola l’illusione di un tavolo di lavoro prodigioso. In un capolavoro di autocelebrazione, Lucchini rivendica un incontro più che positivo con le associazioni, dipinto come l’equivalente moderno della tavola rotonda. Ha proposto, ha condiviso, ha collaborato anche con la ministra Calderone: un vero successo! E le associazioni? Appagate, soddisfatte, ammaliate dalla meraviglia delle sue parole! Un trionfo di diplomazia che ha affascinato proprio tutti.
Il cambio epocale introdotto dopo la delibera di giunta di dicembre? Grazie allo spirito illuminato della assessora e all’intervento risolutivo della ministra, tutto è cambiato per il meglio! Le risorse riversate, i criteri rivisti, i servizi potenziati – un miracolo della politica che farebbe invidia a qualsiasi Houdini.
E mentre le masse si preparano a manifestare sotto Palazzo Lombardia, forse è il caso di riflettere sul potenziale di un’altra notevole performance: quella della politica-fiction messa in atto dalla assessora. Un racconto suggestivo sulle relazioni tra politici e associazioni, dove buon senso e realismo non sono di casa, ma anzi vengono battuti a favore della sopravvivenza del governo.
Forse, in fondo, il cambiamento non è solo nelle delibere, ma anche nelle trame avvincenti che intrecciano potere e politica, proprio come in House Of Cards.

Resta quindi ancor più confermata la protesta di sabato 23 marzo.
#B1B2affondate

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#b1b2affondate Regione Lombardia: continua la protesta sui tagli ai caregiver

Il logo della campagna contro i tagli alle misure B1 e B2

Oramai ogni raggruppamento, associazione, federazione che lavora nella disabilità ha bocciato il piano di revisione delle misure di sostegno per le disabilità gravi e gravissime che Regione Lombardia ha presentato e rimodulato in extremis.
Martedì 5 marzo il raggruppamento di associazioni che aveva già protestato ha pubblicato il comunicato che segue:

Regione Lombardia ha approvato all’unanimità in Giunta la delibera 1669 con cui ha tagliato le Misure B1 e B2 a sostegno della disabilità grave e gravissima. Misure finanziate con le risorse statali del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (FNA) e con risorse regionali.
Una scelta che colpisce un sostegno essenziale per tutti i caregiver familiari. Persone che da sole, ogni giorno, assistono familiari con una disabilità grave o gravissima.
Passare da un sistema di sostegno che preveda contributi ai caregiver a uno fondato su servizi offerti in forma diretta richiede non solo un passaggio graduale, ma la certezza che questi servizi vengano erogati in modo efficace, professionale, continuativo. Ad oggi l’unica certezza è che i contributi verranno ridotti.
Nel lungo confronto con le istituzioni che accompagna sempre le famiglie che vivono la disabilità ogni giorno, questa mossa è risultata dirompente. E resta dirompente anche dopo gli ultimi incontri che hanno portato a evitare il taglio solo in parte. E solo per alcuni casi.
A questo si aggiunge il secondo aspetto: in caso di nuove domande è altamente probabile che queste finiranno in lista d’attesa. Di soldi non ce ne sono. Peccato che chi vive la disabilità non la possa mettere in lista d’attesa, ma ci conviva ogni giorno.

B1 e B2. Caregiver familiari, colpiti e affondati.

Un segnale inequivocabile di fronte al quale nessuno può restare in silenzio.
Anche perché tutto parte dal Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2022-2024. Se oggi ad essere preoccupate sono le famiglie della Lombardia, domani sarà la volta delle altre Regioni che si dovranno allineare.
Insomma, il quotidiano navigare dei caregiver nel tentativo di arrivare ogni sera sani e salvi in porto con la Persona di cui si prendono cura — purtroppo non divertente come il gioco della battaglia navale cui ci siamo ispirati — continua a essere una navigazione particolarmente difficile. E osteggiata.
Servono risorse, certamente.
Ma anche un cambio di mentalità.
Adesso.
#b1b2affondate

Genitori Tosti supporta questa iniziativa.

Chi ha ideato questa stagione di tagli sta amministrando in modo deplorevole una tematica di estrema delicatezza e fragilità.
L’elefante nel negozio di cristalli rende bene l’idea: pur avendo Regione Lombardia rimodulato il taglio, permangono pesantissime ripercussioni, sia nell’immediato che nel futuro. I tagli sono stati in parte rivisti: ridotti sì, ma con maggior complessità per recuperarli in parte e, come già avvenuto in passato, con probabili trafile burocratiche alle quali spesso i caregiver familiari non possono sottostare: chi curerebbe il familiare? E perché gravare di ulteriori fardelli chi vive già una condizione inimmaginabile da coloro che non conoscono questa vita? Le disabilità più gravi non verranno toccate, ma per colmare il taglio verranno useranno risorse ministeriali del fondo caregiver travasandole nella misura B1! Insomma, con una mano dai e l’altra togli. Inoltre, non ci sono garanzie per quanto avverrà dal prossimo anno e, cosa estremamente dannosa, bloccando l’accesso alla misura B1 se prima non si liberano “posti”. Mostruoso. Si sa che dalla misura B1 esci solo con un decesso. Molto raramente se si passa alla B2. Oppure se si accede a una RSA/RSD.

C’è una distanza siderale nel concetto di gestione della disabilità. Le associazioni firmatarie dell’appello, compatte, rifiutano questa linea politica; accetteranno solo il reintegro delle condizioni precedenti, senza limiti, contrattazioni o compromessi al ribasso.

Se questo è il piano che il governo ha in mente per la riforma della legge quadro per la disabilità, DICIAMO NO alla legge delega in materia di disabilità. Non serve. Abbiamo una delle migliori legislazioni al mondo, la Legge 104 del 1992, e chi dice il contrario forse non l’ha capita fino in fondo e apre il fianco a modifiche pericolose per i diritti delle persone con disabilità. In questo momento storico non è da fare.

Diciamo NO ad ogni provvedimento che modifichi, riducendole o rimodulandole, le risorse economiche. Le riforme del sociosanitario hanno ampiamente dimostrato le finalità politiche di togliere servizi e risorse per tutti; immaginare le ripercussioni sulle persone più fragili è facile. Verranno accettate solo misure in aumento delle risorse economiche.

Per ora non possiamo che affermare B1 e B2: colpite e affondate.

#b1b2affondate

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I tagli ai fondi per i caregiver in Lombardia

I caregiver e le associazioni firmano un appello per ritirare i tagli di Regione Lombardia.

La preoccupazione per i caregiver lombardi è altissima. Le ricadute saranno potenzialmente pesantissime per le famiglie attualmente sostenute economicamente dalle misure B1, per le disabilità gravissime, e B2 per quelle gravi. Si tratta di mensilità che ad oggi possono arrivare nel primo caso a oltre mille euro. I tagli previsti da giugno potrebbero arrivare a oltre il 50%, tali da rendere le misure inconsistenti, tanto da farle risultare inutili a supportare le famiglie nel sostenere i costi per il sostegno dei propri cari. Sostegno che talvolta diventa un esborso ben oltre le quote mensili e senza contare che i caregiver familiari che hanno questo ruolo 24 ore su 24, non hanno riconoscimenti di sorta, nessun sollievo, nessun respiro nel sostituirsi di fatto agli Enti statali e locali. Chi non vive o non ha vissuto questa convivenza totalizzante con il proprio caro, può solo immaginare una vita dove non esistono orari nell’intervenire e curare, inventandosi infermieri, insegnanti, assistenti alla persona, intrattenitori di persone che i servizi sociosanitari non riescono (o non vogliono) supportare. I caregiver condividono l’invisibilità con i loro cari: dimenticati o ignorati, raramente escono dalle loro dimore, non hanno tempo e forze per occuparsi di altro. Con le conseguenze che troppo spesso si leggono nelle cronache nere.

Come Genitori Tosti seguiamo l’iter parlamentare delle leggi sul caregiver da oltre dieci anni e abbiamo ripetutamente chiesto ai governanti, Ministri e Ministre, di riconoscere il caregiver familiare come lavoratore, innanzitutto con un conteggio statistico per avere una mappa precisa di quanti e dove siano. Nel frattempo abbiamo fatto la nostra parte scrivendo un saggio dedicato al tema. Nel silenzio, senza risposte concrete, la Lombardia ha primeggiato (in negativo) tra le regioni decretando un taglio dei fondi con in cambio la promessa di servizi “sostitutivi”, che per ora sono solo parole prive di fondamento. Dando l’idea che Regione abbia fatto cassa sulla pelle dei più deboli, ideando uno scatolone vuoto nel quale i caregiver familiari e i loro cari saranno in balia di servizi insufficienti, inefficienti e nella povertà. Diciamo questo osservando l’accelerazione del socio-sanitario lombardo verso un precipizio di disservizi (pubblici) sempre più gravi nel crescendo vertiginoso dell’offerta privata. Vivremo in un miraggio di servizi privati irraggiungibili per costi e per sostanza?

Il gruppo di associazioni che hanno firmato l’appello allo Stato e alla Regione Lombardia chiede una drastica revisione della Delibera regionale 1669 del 28 dicembre 2023 entro il prossimo 29 febbraio. Qualora non ci siano risposte si procederà protestando in piazza.

Salvatore Usala e il “Comitato 16 Novembre” riuscivano a far correggere norme inique con gesti ai limiti dell’estremo, facendosi accompagnare davanti ai palazzi del potere dando ai governanti poche ore per correggere le leggi, giusto quello necessario allo scaricarsi delle batterie dei dispositivi salvavita. Oggi come allora: combattere contro persone, contro scelte politiche ed economiche ai danni dei più deboli. Erano prese di posizione che possono sembrare assurde e non vorremmo vedere mai più, ma senza le quali molte disposizioni ancor più assurde sarebbero parte delle norme odierne.
Ricordiamo anche la manifestazione organizzata da LEDHA nel maggio 2011 sotto il Pirellone, a Milano, che nel giro di pochi giorni fece tornare il governo regionale di Formigoni sui propri passi.
Sono fatti ai quali abbiamo partecipato.

Le politiche regionali lombarde odierne sono però molto più raffinate nella loro complessità. Sono favorite dalla riforma della sanità che ha permesso di realizzare un’offerta (tutta virtuale) di servizi “sostitutivi” a quelli storici. Di fatto, generando quanto scritto sopra.

Deprime constatare la continuità con la quale la politica si accanisce contro le persone con disabilità, contro i caregiver familiari. Deprime constatare che sperperi e malaffare aumentino. È una deriva culturale generalizzata quella a cui stiamo assistendo. Oggi come allora, a noi non rimane che continuare combattere.

Nell’immagine iniziale, l’indimenticabile guerriero Salvatore Usala con il Comitato 16 Novembre, che ringraziamo.

Di seguito il testo del comunicato:

Milano 16 febbraio 2024

La delibera 1669 approvata il 28 dicembre 2023, prevede una riduzione delle risorse destinate alle misure di assistenza indiretta (B1 disabilità gravissima e B2 disabilità grave), che rappresentano un sostegno essenziale per le famiglie e che sono finanziate con il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (FNA) e con fondi regionali.

Le associazioni sottoscrittrici del comunicato, dopo il respingimento della mozione che chiedeva l’annullamento dei tagli nel corso della seduta del consiglio regionale del 16-01-2024 e delle lettere inviate sia al Ministero delle politiche sociali che all’Assessorato regionale competente, non hanno ricevuto alcun impegno/rassicurazione/notizia, da parte di alcuno né sulla eventuale richiesta di proroga della attuazione del Piano nazionale non autosufficienza, né tantomeno sulla implementazione dei fondi regionali che consentirebbero di annullare i tagli medi dei contributi del 32% per la misura B1 (con punte del 47%) e del 75% per la misura B2 per i caregiver, previsti dal 1 giugno 2024, che avrebbero conseguenti devastanti sulla quotidianità delle famiglie.

Ribadiamo che nessuna regione italiana ad oggi, oltre la Lombardia ha “interpretato” i dettami del PNNA in maniera tanto penalizzante per i caregiver familiari conviventi, quanto immotivata. Il contributo economico indiretto non è e non sarà mai alternativo ai servizi erogati in forma diretta, peraltro assolutamente inadeguati come segnalato praticamente dalla totalità dei comuni capoluoghi lombardi. Nell’ambito del progetto di vita individuale e partecipato, così come sottolineato dalla Convenzione ONU, (ratificata dall’Italia nel 2009 e diventato legge dello Stato), la libertà di scelta tra assistenza diretta e/ indiretta, è un principio cardine da rafforzare e non certamente da eliminare.

Pertanto, le richieste delle famiglie e delle associazioni sono:

– Modifica sostanziale della delibera 1669, sia rispetto all’implementazione dei fondi per consentire di non modificare gli importi dei contributi odierni, ma semmai di aumentarli, sia rispetto alle modifiche dei voucher sociosanitari;

– Rimodulazione del sistema di offerta di servizi che ad oggi riteniamo assolutamente inadeguata in quanto eccessivamente standardizzati e non in linea con i reali bisogni individuali, sia per quello che concerne servizi sanitari e sociosanitari, sia per quello che concerne quelli prettamente sociali;

– Istituzione di un tavolo di lavoro con la necessaria presenza delle associazioni di familiari, affinché si possa costruire insieme un percorso che vada nella direzione della costruzione e implementazione dei LEPS, senza penalizzare la assistenza indiretta che deve rimanere un punto fermo. Non ci accontenteremo di soluzioni temporanee e non condivise.

Confidiamo che le nostre richieste siano prese in considerazione, mettendo in atto le conseguenti azioni necessarie a rispondere alle nostre esigenze. Tuttavia, annunciamo che, se ciò non avvenisse entro il 29 febbraio, saremo costretti a scendere in piazza per manifestare nel prossimo mese di marzo, chiedendo la massima partecipazione non solo alle famiglie coinvolte ma anche ad altre realtà associative, istituzioni, media e a tutta la società civile.

Associazioni che sottoscrivono:

Abilità diverse Aps

A.L.I.S. Associazione Lodigiana per l’inclusione sociale ODV

Alleanza Malattie Rare

AMIP Associazione malati di ipertensione polmonare

ANFFAS APS sez. Sondrio

ASD Studio Danza

Autismando ATS Brescia

Associazione AIBWS

Associazione ConSlancio Onlus

Associazione Coordinamento Familiari CDD Milano

Associazione Famiglie LGS Italia

Associazione Genitori Tosti i tutti i Posti

Associazione Il sogno di Ele

Associazione Io sto con Simone Onlus

Associazione ISAV ODV ETS

Associazione Neurofibromatosi ANF ODV

Associazione Un Ponte nella Vita

Aurora nell’ Autismo Aps

Confad Coordinamento nazionale famiglie con disabilità

Debra Italia ETS

Famiglie Sma Aps Ets

FIRST Federazione Italiana rete tutela e sostegno – già Rete dei 65 movimenti

Fondazione CondiVivere

Fondazione REB ETS

Gabry Little Hero ODV

Gruppo Fuori dalle Bolle

I ragazzi di Robin

Insieme per un sorriso Onlus Gavardo

Molirari Onlus

Mondo Charge

Oltre Ugualmente Artisti

Nessuno è Escluso ODV

Pastello Bianco Aps

Salvatore Usala Viva la vita Sard. Odv Sla

Sapso-Sanità privata sostenibile Aps

UILDM Nazionale (63 zezioni)

Uniti per l’Autismo

Di seguito una prima rassegna stampa inerente il comunicato:

Il Cittadino di Lodi:

Repubblica:

Il Giorno:

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