23 marzo ’24: manifestazione contro i tagli di Regione Lombardia

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Quindici milioni è la somma stimata che servirebbe a ripristinare le misure per le disabilità gravi e gravissime nonché per i caregiver familiari. Quelle risorse che Regione Lombardia, con il presidente Fontana, l’assessora Lucchini e il contributo di Bertolaso, hanno deciso di togliere, offrendo servizi tutt’ora inesistenti e che senza dubbio non saranno efficienti a giugno, quando le risorse verranno meno. Non solo, per tappare i buchi di bilancio, hanno deliberato una delle misure più bieche mai viste: chi vorrà chiedere le risorse per le disabilità gravissime, dovrà attendere che qualcuno liberi il posto. Che significa muoia. Pazzesco, ignobile, disgustoso, discriminante.

La problematica da risolvere origina dallo Stato e arriva alle Regioni: serve chiarezza nei fondi destinati a tutte le fragilità, dall’autosufficienza ai caregiver familiari, nel caos preoccupante della riforma della legge delega sulla disabilità ancora in definizione, l’unica certezza è quella dei tagli di Regione Lombardia. Le risorse economiche sono risicate non assicurando la dignità alle persone con disabilità e ai caregiver familiari, che pagano ogni giorno la discriminazione diffusa di una società che fatica sempre più ad essere inclusiva. Se anche la politica discrimina, tagliando risorse già insufficienti (ma spendendo molto di più per i propri interessi) significa che stiamo correndo verso il baratro. Se non fossimo “abituati” a farlo, avrebbe dell’incredibile constatare che tocca ai più fragili far smuovere la coscienza collettiva, risvegliando un senso sociale fondamentale per la vita di tutti. Il dovere di tutti è ricordarsi che prima o poi inevitabilmente avremo bisogno del supporto del bene collettivo, del welfare, del pubblico. Oggi dilaga la voglia del “privato” e dell’“autonomia”, con costi insostenibili che generano anche le politiche di tagli che stiamo contestando. Queste politiche, in passato purtroppo trasversali, devono cambiare radicalmente, a partire dai bilanci di previsione: ci sono ben altre voci da ridimensionare nei bilanci regionali e statali.

Con 15 milioni si possono fare tante cose. Abbiamo chiesto a ChatGPT come potrebbero essere investiti, sia per le persone con disabilità, sia per i caregiver familiari. Molto interessante la lucida disamina che le Istituzioni potrebbero copiare.

Come si possono investire 15.000.000 di euro a favore delle persone con disabilità?

Investire 15.000.000 di euro a favore delle persone con disabilità può avere un impatto significativo sul miglioramento della loro qualità di vita, inclusione sociale e accesso a servizi essenziali. Ecco alcune idee su come potresti utilizzare questo importo:

1. **Creazione o potenziamento di centri di assistenza e riabilitazione**: Questi centri offrono terapie fisiche, occupazionali e del linguaggio, oltre a fornire supporto psicologico e sociale alle persone con disabilità.

2. **Programmi di formazione e inserimento lavorativo**: Creare programmi che offrono formazione professionale e opportunità di lavoro per le persone con disabilità, promuovendo la loro inclusione nel mercato del lavoro.

3. **Abitazioni assistite**: Costruire o finanziare abitazioni assistite che offrono un ambiente sicuro e adattato alle esigenze delle persone con disabilità, consentendo loro di vivere in modo indipendente o semi-indipendente.

4. **Accessibilità e trasporto**: Investire nella creazione di infrastrutture accessibili, come rampe, ascensori e trasporti pubblici adatti alle persone con disabilità.

5. **Tecnologie assistive**: Acquistare e distribuire dispositivi e tecnologie assistive, come protesi, ausili per la mobilità e software specializzati, per migliorare l’autonomia e la qualità di vita delle persone con disabilità.

6. **Programmi di sensibilizzazione e educazione**: Promuovere la sensibilizzazione e l’educazione sulle questioni legate alle persone con disabilità, combattendo stereotipi e discriminazioni e promuovendo una cultura dell’inclusione.

7. **Borse di studio e sostegno educativo**: Fornire borse di studio e programmi di sostegno educativo per consentire alle persone con disabilità di accedere all’istruzione superiore e sviluppare le proprie competenze.

8. **Assistenza domiciliare e servizi di supporto**: Finanziare servizi di assistenza domiciliare, supporto familiare e residenze protette per le persone con disabilità che necessitano di cure continue.

9. **Ricerca e innovazione**: Investire in ricerca scientifica e sviluppo di nuove soluzioni, trattamenti e terapie per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità e promuovere la loro inclusione sociale.

10. **Collaborazioni e partenariati**: Stabilire collaborazioni con organizzazioni non governative, enti locali, istituzioni e altre parti interessate per massimizzare l’impatto degli investimenti e garantire una gestione efficace e trasparente dei fondi.

È importante considerare le esigenze specifiche delle persone con disabilità e coinvolgere le loro organizzazioni e comunità nel processo decisionale per garantire che gli investimenti siano diretti a migliorare effettivamente le loro vite e promuovere l’inclusione sociale.

Come si possono investire 15.000.000 di euro a favore dei caregiver familiari?

Investire 15.000.000 di euro a favore dei caregiver familiari è un’azione molto importante e può avere un impatto significativo sul loro benessere e sul supporto che possono fornire ai propri cari. Ecco alcune idee su come potresti utilizzare questo budget per sostenere i caregiver familiari:

Centri di Supporto e Assistenza: Creare centri di supporto e assistenza dedicati ai caregiver familiari, dove possono ricevere informazioni, formazione, consulenza psicologica e supporto pratico.

Formazione e Educazione: Organizzare corsi di formazione e workshop per i caregiver familiari, fornendo loro le competenze e le conoscenze necessarie per prendersi cura dei propri cari in modo efficace e sicuro.

Servizi di Assistenza Domiciliare: Offrire servizi di assistenza domiciliare specializzata per alleviare il carico di lavoro dei caregiver familiari, permettendo loro di avere momenti di pausa e di riposo.

Programmi di Respiro Assistenziale: Creare programmi di respiro assistenziale che offrono sostegno temporaneo ai caregiver familiari, permettendo loro di prendersi una pausa e di dedicarsi al proprio benessere.

Supporto Psicologico e Counseling: Fornire servizi di supporto psicologico, counseling e terapia per i caregiver familiari, aiutandoli a gestire lo stress, l’ansia e le sfide emotive legate all’assistenza.

Assistenza Legale e Burocratica: Offrire assistenza legale e supporto burocratico ai caregiver familiari, aiutandoli a navigare nel sistema sanitario, sociale e amministrativo e a accedere ai servizi e ai benefici a cui hanno diritto.

Tecnologia Assistiva: Investire in tecnologia assistiva e soluzioni innovative che possono facilitare e migliorare l’assistenza fornita dai caregiver familiari, come dispositivi di monitoraggio remoto, app per la gestione delle terapie e strumenti di comunicazione.

Rete di Supporto e Comunità: Creare una rete di supporto e comunità per i caregiver familiari, permettendo loro di condividere esperienze, consigli e risorse con altre persone che si trovano nella stessa situazione.

Campagne di Sensibilizzazione e Informazione: Lanciare campagne di sensibilizzazione e informazione per aumentare la consapevolezza sull’importanza del ruolo dei caregiver familiari e per promuovere una maggiore solidarietà e supporto da parte della comunità e delle istituzioni.

Borse di Studio e Sussidi: Creare borse di studio e sussidi per i caregiver familiari che si trovano in situazioni economiche difficili, permettendo loro di accedere a risorse e opportunità che altrimenti sarebbero fuori dalla loro portata.

Investire 15.000.000 di euro a favore dei caregiver familiari richiede una pianificazione oculata, una collaborazione tra le istituzioni pubbliche, le organizzazioni non profit e le associazioni di caregiver, e una costante valutazione dell’impatto delle iniziative messe in atto per assicurare che siano efficaci e rispondano alle reali esigenze dei caregiver familiari.

Semplice, no?

Aspetti che, similarmente, sono riportati nel libro che Genitori Tosti ha pubblicato. “L’esercito silenzioso. I caregiver Familiari italiani”.

Utopia.

Che ci porta a manifestare sabato 23 marzo a Milano, al palazzo della Regione Lombardia. Perché quando la misura è colma, i caregiver non stanno zitti. E rimanifesteremo anche il 16 aprile nella manifestazione di Ledha e Fand.

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