10 maggio 2016 – “Siamo Noi” di TV2000 intervista Gianfranco Notari (Genitori Tosti Campania)

Il 10 maggio 2016 Gianfranco Notari, referente regionale GT in Campania, ha partecipato alla trasmissione di TV2000 “Siamo Noi”.

Partendo dall’esperienza di suo figlio Simone, Gianfranco ha ben sottolineato quali sono i bisogni, i problemi e le aspettative delle famiglie con figli con disabilità, illustrando al contempo le attività della nostra associazione. Un’intervista intensa che raggiunge l’essenza delle esperienze delle famiglie.

A questi link:
http://www.tv2000.it/siamonoi/video/siamo-noi-puntata-del-10-maggio-2016/

Video “Siamo noi” TV2000 – Puntata del 10 maggio 2016

a partire da 36’30” in poi.

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Campagna GLH 2016: “GLH in tutte le scuole: la disabilità con orgoglio!”

MANIFESTO CAMPAGNA GLH2011-2016Maggio 2016. Rilanciamo la campagna GLH dei Genitori TostiGLH in tutte le scuole: la disabilità con orgoglio!

Un po’ di storia
Dal 2011 i Genitori Tosti promuovono la campagna “GLH in tutte le scuole: SI PUO’ FARE!” con il fine di informare le famiglie su questo fondamentale strumento che, per legge, deve essere istituito e convocato in ogni scuola, pubblica o paritaria che sia. Il Gruppo di Lavoro sull’Handicap Operativo (GLHO) lavora insieme alle famiglie sul singolo alunno con disabilità; il GLHI, gruppo di lavoro sull’handicap di Istituto, è invece mirato alla gestione della disabilità nella scuola, Istituto Comprensivo o Circolo, nel quale partecipa una rappresentanza delle famiglie.
Nel 2013 la campagna “GLH in tutte le scuole: si può fare!” è tornata con gli ultimi aggiornamenti normativi (sui quali abbiamo già scritto qui e qui), per ribadire che il GLH è il momento previsto dalla normativa sull’integrazione scolastica per il confronto tra tutte le parti che concorrono a realizzare il Progetto di Vita dei nostri figli. Serve a fare il punto della situazione per trovare le strategie più idonee, sia per correggere il tiro quando necessario. Crediamo che il GLH possa diffondere la partecipazione nella scuola delle famiglie; con l’auspicio che sia la scuola a chiamarle nei GLH e non il contrario come troppo spesso ancor’oggi accade.
Abbiamo assistito a GLH di ogni genere, da quelli dove si trovavano famiglia e il solo docente di sostegno, a gruppi con la partecipazione di tutto il team docente, incluso gli assistenti (OSS, AEC e Operatori scolastici all’autonomia e alla comunicazione), e degli specialisti. Quelli senza prospettive di miglioramento, sia, invece, riunioni dove si sono coralmente individuati gli obiettivi e le strategie per raggiungerli. Questi ultimi rappresentano lo scopo della campagna GLH 2016!

campagnaGLH2016_03La nuova campagna 2016: GLH, criterio per il comitato di valutazione e alternanza scuola-lavoro
Alla luce delle novità introdotte con la Legge 107/2015, soprannominata “Buona scuola”, ma anche per il reiterarsi della scarsa applicazione delle norme basilari dell’inclusione in molte scuole, è necessario un nuovo impulso rivolto alle famiglie, alle stesse scuole e al MIUR.
Ecco quindi la nuova campagna imperniata sì sui GLH ma che sfrutta la nuova norma andando a incidere sul cuore della scuola: la capacità inclusiva quale criterio della qualità didattica che determinerà la premialità ai docenti indicata dai neonati Comitati di Valutazione.
In secondo luogo la gestione dell’alternanza scuola-lavoro, rilanciata dalla Legge 107/2015, che per la disabilità è un’occasione preziosa per legare il periodo scolastico al futuro sociale dei nostri figli.

I tre punti della campagna, strettamente legati e complementari tra loro
Tutti i tre aspetti, GLH, criteri dei Comitati di Valutazione e alternanza scuola-lavoro, non possono prescindere da un rigore applicativo di tutti gli strumenti che la normativa prevede, a partire dai PEI. Il Piano Educativo Individualizzato è il documento fondamentale su cui si fonda il percorso inclusivo nel piano di vita dei nostri figli; è la bussola grazie alla quale potranno essere tratti gli spunti per il progetto educativo scolastico, sia per strutturare il progetto formativo dell’alternanza scuola-lavoro e, quindi, le coordinate del progetto di vita. Ma a condizione che tutto sia compiuto con rigore e qualità. Quella qualità inclusiva che potrà costituire il peso sulla bilancia della premialità per i docenti: quanto più inclusiva sarà la scuola e i suoi docenti, tanto più questi potranno essere premiati sulla base del criterio stabilito dal Comitato di Valutazione. Con la conseguenza che la scuola potrà Continue reading

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La miseria politica sulla scuola

filoDopo l’approvazione della riforma della scuola toccherà alla delega al governo per riformare il sostegno scolastico. Nell’ambito della disabilità, se le preoccupazioni per la prima si sono palesate “di riflesso” nella loro ampia gravità, la seconda tocca nel vivo dati i risultati ai quali può giungere. Occorre ribadire che anche la riforma del sostegno non porterà i miglioramenti ipotiozzati bensì potrà diventare un elemento notevolmente pericoloso (e non solo per la disabilità) dando il fianco a diminuire ulteriormente i diritti (anche) delle persone con disabilità, con la scuola alla mercé della situazione economico e politica del momento.

Su questo tema ripeteremo sempre che è inutile pensare a riformare un settore quando prima non si sono applicate le leggi in vigore, perché se prima le risorse erano insufficienti, dopo saranno ancora meno. Per onestà sarebbe d’obbligo che il Governo e chi supporta le sue scelte dicesse le cose come stanno: non si riforma per migliorare ma per limitare. Si è preferito, invece, un diffuso atteggiamento omertoso, anche da parte di chi avrebbe dovuto difendere la disabilità, mettendola di fronte alla realtà via via più dura…
E’ la politica di questi tempi: erodere diritti acquisiti con risparmi e risultati fittizi per la moltitudine che è la collettività; con grandi risparmi reali per i pochi che governano pubblico e privato.

Riformare senza limiti
Da anni lo si ripete: fin dal primo giorno di scuola deve essere attiva tutta la struttura inclusiva prevista dalla normativa. Mai come quest’anno, invece, i problemi sono stati e sono tutt’ora gravissimi e malgestiti: tra i “riflessi” innescati dalla riforma della scuola targata Renzi/Ginnini, la trottola degli insegnanti ha generato situazioni di diffusa mancata assegnazione del sostegno. Anche laddove si è cercato di anticipare le nomine, la burocrazia ministeriale rischia di generare ulteriori disservizi. Conosciamo bene il valore del lavoro degli insegnanti; sappiamo quanto sia fondamentale la costituzione di un gruppo docente/allievi affiatato. Per certi versi capiamo chi vorrebbe tutelare prima il proprio contratto di lavoro. Tuttavia non è corretto che siano bambini e ragazzi a dover subire le conseguenze dell’incapacità gestionale di ministro e funzionari. La questione potrebbe essere fatta rientrare nella querelle sul solito, abnorme, divario tra la gestione del pubblico rispetto al privato. Nella scuola si intersecano interessi dei lavoratori, delle famiglie, del sociale, dei bambini e ragazzi. C’è una priorità oppure molta confusione? Possibile che non capire che solo le risorse adeguate (e il controllo della loro spesa) potranno garantire il futuro di una scuola di qualità? Verrebbe da dire di no, che se un concetto tanto semplice non viene afferrato, non c’è spiegazione se non quella di cercare volutamente di far andar male le cose per avere poi la scusa per cambiare. Riformare senza avere limiti. In barba ai diritti. Continue reading

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Riflessioni di un genitore

“Quello che mi manca di più di lui è sentire il suono della sua voce. Qualche volta sogno che parli e poi mi rimprovero per questo desiderio, quasi fosse il segno di una mancata accettazione di Jacopo nella sua interezza…”

L’intervista che Maria Grazia Fiore, rappresentante GT per la Puglia, ha rilasciato a Giovanna Pasqualin Traversa racconta una realtà nella quale si possono riconoscere molte famiglie con figli con disabilità. Realtà che troppo spesso e con sempre maggior frequenza la nostra società vuole nascondere, dimenticare o, peggio, negare.

La società “isola ciò che non vuole vedere e, paradossalmente, accoglie in modo più benevolo chi non ha la forza di affrancarsi dal dolore”, mentre fa fatica ad accettare “una famiglia che, pur nella sua condizione, si sforza di continuare a vivere una vita ‘piena’ e rivendica il diritto di non essere condannata al compatimento”.

Sorgono una serie di riflessioni:
– il livello di supporto alle famiglie che hanno figli con disabilità, quanto è lontano dall’essere minimamente sufficiente ed efficace?
– si sta progredendo verso un miglioramento oppure la regressione che noi constatiamo ogni giorno è sempre più drammaticamente presente e pesante per le famiglie?
– è giusto, umanamente oltre che legalmente, che le famiglie debbano sostituirsi alle istituzioni? Che debbano lottare per avere un qualsiasi servizio adeguato alla disabilità?
– che scuola, sanità, servizi sociali rappresentino una lotta quotidiana invece di una preziosa risorsa?

Stiamo vivendo un tempo nel quale le risorse per la disabilità sono state ridotte dallo Stato con sempre più accanimento dietro la falsità della mancanza delle stesse. Assistiamo, inoltre, a una preoccupante volontà di escludere la disabilità, in particolare quelle più gravi, dalla vita sociale. La storia si ripete; ma grazie alla storia abbiamo le “armi” per combattere il pensiero ghettizzante. Ricordiamo che la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità è Legge dello Stato Italiano dal 24 febbraio 2009.

La conclusione dell’intervista a Maria Grazia dipinge la realtà dei nostri giorni:
“Scrivere e riscrivere bei principi sulla carta senza prevedere adeguati fondi per renderli effettivi è una presa in giro di cui non abbiamo bisogno”. Finché le famiglie “saranno ostaggio della mancanza di servizi, qualsiasi proposta burocratico-normativa rimarrà priva di efficacia” e “i nostri figli continueranno a essere – loro malgrado – i nostri ‘carcerieri’, alimentando una spirale di frustrazione se non di disperazione”.

http://www.agensir.it/sir/documenti/2015/09/00320318_basta_bei_discorsi_sull_autismo_servono_a.html

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Disabilità e strategie socio-economiche: la politica dei piccoli passi

In questo video illustriamo la cosiddetta strategia dei piccoli passi con la quale i vertici politico-economici hanno determinato l’erosione delle risorse e dei diritti delle persone con disabilità (ma non solo). Potrà sembrare paradossale, ma c’è una generale accettazione di tali politiche da parte della cittadinanza causata dalla difficoltà di percepire il risultato dei continui tagli, mentre si è tutti protesi a risolvere la quotidianità. Ma così non si può e deve continuare.

La diffusione del “credo” della “mancanza di risorse” quale condizione sufficiente per determinare i tagli al welfare è un falso storico, dimostrato dalle statistiche economiche disponibili nelle banche dati mondiali. Nel frattempo la ricchezza si concentra in chi ha già largamente aumentato i propri capitali negli ultimi anni.
Ne abbiamo parlato qui: https://www.genitoritosti.it/?p=1513

E’ necessario un radicale cambiamento di indirizzo con scelte politico-economiche decise e condivise dalle  famiglie e persone (anche) con disabilità, prima che i livelli essenziali diventino completamente insufficienti.
Sta a noi scegliere se accettare i compromessi che erodono risorse e risparmi, oppure cambiare rotta. E’ innanzitutto una scelta politica, ben diversa da quanto portato avanti da lungo tempo dal panorama politico.

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