23 marzo ’24: manifestazione contro i tagli di Regione Lombardia

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Quindici milioni è la somma stimata che servirebbe a ripristinare le misure per le disabilità gravi e gravissime nonché per i caregiver familiari. Quelle risorse che Regione Lombardia, con il presidente Fontana, l’assessora Lucchini e il contributo di Bertolaso, hanno deciso di togliere, offrendo servizi tutt’ora inesistenti e che senza dubbio non saranno efficienti a giugno, quando le risorse verranno meno. Non solo, per tappare i buchi di bilancio, hanno deliberato una delle misure più bieche mai viste: chi vorrà chiedere le risorse per le disabilità gravissime, dovrà attendere che qualcuno liberi il posto. Che significa muoia. Pazzesco, ignobile, disgustoso, discriminante.

La problematica da risolvere origina dallo Stato e arriva alle Regioni: serve chiarezza nei fondi destinati a tutte le fragilità, dall’autosufficienza ai caregiver familiari, nel caos preoccupante della riforma della legge delega sulla disabilità ancora in definizione, l’unica certezza è quella dei tagli di Regione Lombardia. Le risorse economiche sono risicate non assicurando la dignità alle persone con disabilità e ai caregiver familiari, che pagano ogni giorno la discriminazione diffusa di una società che fatica sempre più ad essere inclusiva. Se anche la politica discrimina, tagliando risorse già insufficienti (ma spendendo molto di più per i propri interessi) significa che stiamo correndo verso il baratro. Se non fossimo “abituati” a farlo, avrebbe dell’incredibile constatare che tocca ai più fragili far smuovere la coscienza collettiva, risvegliando un senso sociale fondamentale per la vita di tutti. Il dovere di tutti è ricordarsi che prima o poi inevitabilmente avremo bisogno del supporto del bene collettivo, del welfare, del pubblico. Oggi dilaga la voglia del “privato” e dell’“autonomia”, con costi insostenibili che generano anche le politiche di tagli che stiamo contestando. Queste politiche, in passato purtroppo trasversali, devono cambiare radicalmente, a partire dai bilanci di previsione: ci sono ben altre voci da ridimensionare nei bilanci regionali e statali.

Con 15 milioni si possono fare tante cose. Abbiamo chiesto a ChatGPT come potrebbero essere investiti, sia per le persone con disabilità, sia per i caregiver familiari. Molto interessante la lucida disamina che le Istituzioni potrebbero copiare.

Come si possono investire 15.000.000 di euro a favore delle persone con disabilità?

Investire 15.000.000 di euro a favore delle persone con disabilità può avere un impatto significativo sul miglioramento della loro qualità di vita, inclusione sociale e accesso a servizi essenziali. Ecco alcune idee su come potresti utilizzare questo importo:

1. **Creazione o potenziamento di centri di assistenza e riabilitazione**: Questi centri offrono terapie fisiche, occupazionali e del linguaggio, oltre a fornire supporto psicologico e sociale alle persone con disabilità.

2. **Programmi di formazione e inserimento lavorativo**: Creare programmi che offrono formazione professionale e opportunità di lavoro per le persone con disabilità, promuovendo la loro inclusione nel mercato del lavoro.

3. **Abitazioni assistite**: Costruire o finanziare abitazioni assistite che offrono un ambiente sicuro e adattato alle esigenze delle persone con disabilità, consentendo loro di vivere in modo indipendente o semi-indipendente.

4. **Accessibilità e trasporto**: Investire nella creazione di infrastrutture accessibili, come rampe, ascensori e trasporti pubblici adatti alle persone con disabilità.

5. **Tecnologie assistive**: Acquistare e distribuire dispositivi e tecnologie assistive, come protesi, ausili per la mobilità e software specializzati, per migliorare l’autonomia e la qualità di vita delle persone con disabilità.

6. **Programmi di sensibilizzazione e educazione**: Promuovere la sensibilizzazione e l’educazione sulle questioni legate alle persone con disabilità, combattendo stereotipi e discriminazioni e promuovendo una cultura dell’inclusione.

7. **Borse di studio e sostegno educativo**: Fornire borse di studio e programmi di sostegno educativo per consentire alle persone con disabilità di accedere all’istruzione superiore e sviluppare le proprie competenze.

8. **Assistenza domiciliare e servizi di supporto**: Finanziare servizi di assistenza domiciliare, supporto familiare e residenze protette per le persone con disabilità che necessitano di cure continue.

9. **Ricerca e innovazione**: Investire in ricerca scientifica e sviluppo di nuove soluzioni, trattamenti e terapie per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità e promuovere la loro inclusione sociale.

10. **Collaborazioni e partenariati**: Stabilire collaborazioni con organizzazioni non governative, enti locali, istituzioni e altre parti interessate per massimizzare l’impatto degli investimenti e garantire una gestione efficace e trasparente dei fondi.

È importante considerare le esigenze specifiche delle persone con disabilità e coinvolgere le loro organizzazioni e comunità nel processo decisionale per garantire che gli investimenti siano diretti a migliorare effettivamente le loro vite e promuovere l’inclusione sociale.

Come si possono investire 15.000.000 di euro a favore dei caregiver familiari?

Investire 15.000.000 di euro a favore dei caregiver familiari è un’azione molto importante e può avere un impatto significativo sul loro benessere e sul supporto che possono fornire ai propri cari. Ecco alcune idee su come potresti utilizzare questo budget per sostenere i caregiver familiari:

Centri di Supporto e Assistenza: Creare centri di supporto e assistenza dedicati ai caregiver familiari, dove possono ricevere informazioni, formazione, consulenza psicologica e supporto pratico.

Formazione e Educazione: Organizzare corsi di formazione e workshop per i caregiver familiari, fornendo loro le competenze e le conoscenze necessarie per prendersi cura dei propri cari in modo efficace e sicuro.

Servizi di Assistenza Domiciliare: Offrire servizi di assistenza domiciliare specializzata per alleviare il carico di lavoro dei caregiver familiari, permettendo loro di avere momenti di pausa e di riposo.

Programmi di Respiro Assistenziale: Creare programmi di respiro assistenziale che offrono sostegno temporaneo ai caregiver familiari, permettendo loro di prendersi una pausa e di dedicarsi al proprio benessere.

Supporto Psicologico e Counseling: Fornire servizi di supporto psicologico, counseling e terapia per i caregiver familiari, aiutandoli a gestire lo stress, l’ansia e le sfide emotive legate all’assistenza.

Assistenza Legale e Burocratica: Offrire assistenza legale e supporto burocratico ai caregiver familiari, aiutandoli a navigare nel sistema sanitario, sociale e amministrativo e a accedere ai servizi e ai benefici a cui hanno diritto.

Tecnologia Assistiva: Investire in tecnologia assistiva e soluzioni innovative che possono facilitare e migliorare l’assistenza fornita dai caregiver familiari, come dispositivi di monitoraggio remoto, app per la gestione delle terapie e strumenti di comunicazione.

Rete di Supporto e Comunità: Creare una rete di supporto e comunità per i caregiver familiari, permettendo loro di condividere esperienze, consigli e risorse con altre persone che si trovano nella stessa situazione.

Campagne di Sensibilizzazione e Informazione: Lanciare campagne di sensibilizzazione e informazione per aumentare la consapevolezza sull’importanza del ruolo dei caregiver familiari e per promuovere una maggiore solidarietà e supporto da parte della comunità e delle istituzioni.

Borse di Studio e Sussidi: Creare borse di studio e sussidi per i caregiver familiari che si trovano in situazioni economiche difficili, permettendo loro di accedere a risorse e opportunità che altrimenti sarebbero fuori dalla loro portata.

Investire 15.000.000 di euro a favore dei caregiver familiari richiede una pianificazione oculata, una collaborazione tra le istituzioni pubbliche, le organizzazioni non profit e le associazioni di caregiver, e una costante valutazione dell’impatto delle iniziative messe in atto per assicurare che siano efficaci e rispondano alle reali esigenze dei caregiver familiari.

Semplice, no?

Aspetti che, similarmente, sono riportati nel libro che Genitori Tosti ha pubblicato. “L’esercito silenzioso. I caregiver Familiari italiani”.

Utopia.

Che ci porta a manifestare sabato 23 marzo a Milano, al palazzo della Regione Lombardia. Perché quando la misura è colma, i caregiver non stanno zitti. E rimanifesteremo anche il 16 aprile nella manifestazione di Ledha e Fand.

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Caregiver: 23 marzo 2024 a Milano sarà protesta.

Il 23 marzo 2024 alle 11 è organizzata la manifestazione di protesta contro la politica di gestione della disabilità di Regione Lombardia. In particolare contro le modifiche introdotte a dicembre 2023 con tagli ai fondi destinati alle misure per le disabilità gravissime e gravi (B1 e B2); poi parzialmente ridotti ma senza prospettive certe per il futuro e una diabolica certezza di non permettere più alle famiglie di avere le risorse per la misura B1 (disabilità gravissime) se non quando si libereranno posti! Si legge nel comunicato stampa che “la disabilità e la non autosufficienza non hanno liste di attesa, ma si fondano tutti i giorni sul sacrificio delle famiglie.” Evidentemente chi amministra questo ambito vuole a tutti i costi levarsi dalle scatole questo che viene considerato un peso, un costo inutile. Terribile.
Come abbiamo già scritto, è l’idea di gestione politica che viene contestata: Genitori Tosti afferma con forza che quella della disabilità è una goccia nel mare delle “riforme” lombarde che stanno devastando il pubblico. E dato che chi affronta le disabilità gravi/gravissime spesso non solo non ha risorse tali da permettersi l’accesso alle cure private, ma a proprio non vuole che esista la distruzione del socio-sanitario pubblico perché consapevoli che la logica di profitto nulla a che vedere con quella della cura. Sono due fattori in antitesi tra loro.

Ancora, nella missiva al Governo si scrive “Ricordiamo anche che la Convenzione ONU sui diritti per le persone con disabilità afferma che il principio della libertà di scelta è sacro ed inviolabile e che la stessa Convenzione è stata ratificata dall’Italia diventando Legge dello Stato, precisamente la n.18 del 2009. Pertanto, chiediamo che venga rispettata mettendo in condizione le persone con disabilità non solo di poter pensare e quindi decidere come vivere, da chi essere assistiti, in quale luogo e in che misura, ma anche di avere sogni e desideri. Allo stesso tempo vi chiediamo di rispettare e valorizzare la figura del caregiver familiare, che continua invece ad essere bistrattato, non ricevendo la considerazione che merita per il prezioso lavoro di cura che svolge e che consente alle istituzioni di risparmiare notevoli risorse“.

Le associazioni che hanno promosso l’interlocuzione con Regione Lombardia non hanno avuto le risposte richieste. Quindi organizzano una manifestazione di protesta che si terrà sabato 23 marzo al Palazzo della Regione Lombardia in in piazza Città di Lombardia a Milano.
Dato che la Lombardia è sempre stato il territorio sperimentale per poi riversare le pratiche gestionali al resto del Paese, sono invitate tutte le altre regioni a manifestare il dissenso, prima che sia tardi, poiché la politica che oggi sta adottando la Lombardia è parte dal Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2022-2024 e, domani, sarà certamente adottata dalle altre Regioni che si dovranno adeguare.
#b1b2affondate
Di seguito il comunicato stampa e la lettera che viene inviata a livello governativo nazionale.

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#b1b2affondate Regione Lombardia: continua la protesta sui tagli ai caregiver

Il logo della campagna contro i tagli alle misure B1 e B2

Oramai ogni raggruppamento, associazione, federazione che lavora nella disabilità ha bocciato il piano di revisione delle misure di sostegno per le disabilità gravi e gravissime che Regione Lombardia ha presentato e rimodulato in extremis.
Martedì 5 marzo il raggruppamento di associazioni che aveva già protestato ha pubblicato il comunicato che segue:

Regione Lombardia ha approvato all’unanimità in Giunta la delibera 1669 con cui ha tagliato le Misure B1 e B2 a sostegno della disabilità grave e gravissima. Misure finanziate con le risorse statali del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (FNA) e con risorse regionali.
Una scelta che colpisce un sostegno essenziale per tutti i caregiver familiari. Persone che da sole, ogni giorno, assistono familiari con una disabilità grave o gravissima.
Passare da un sistema di sostegno che preveda contributi ai caregiver a uno fondato su servizi offerti in forma diretta richiede non solo un passaggio graduale, ma la certezza che questi servizi vengano erogati in modo efficace, professionale, continuativo. Ad oggi l’unica certezza è che i contributi verranno ridotti.
Nel lungo confronto con le istituzioni che accompagna sempre le famiglie che vivono la disabilità ogni giorno, questa mossa è risultata dirompente. E resta dirompente anche dopo gli ultimi incontri che hanno portato a evitare il taglio solo in parte. E solo per alcuni casi.
A questo si aggiunge il secondo aspetto: in caso di nuove domande è altamente probabile che queste finiranno in lista d’attesa. Di soldi non ce ne sono. Peccato che chi vive la disabilità non la possa mettere in lista d’attesa, ma ci conviva ogni giorno.

B1 e B2. Caregiver familiari, colpiti e affondati.

Un segnale inequivocabile di fronte al quale nessuno può restare in silenzio.
Anche perché tutto parte dal Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2022-2024. Se oggi ad essere preoccupate sono le famiglie della Lombardia, domani sarà la volta delle altre Regioni che si dovranno allineare.
Insomma, il quotidiano navigare dei caregiver nel tentativo di arrivare ogni sera sani e salvi in porto con la Persona di cui si prendono cura — purtroppo non divertente come il gioco della battaglia navale cui ci siamo ispirati — continua a essere una navigazione particolarmente difficile. E osteggiata.
Servono risorse, certamente.
Ma anche un cambio di mentalità.
Adesso.
#b1b2affondate

Genitori Tosti supporta questa iniziativa.

Chi ha ideato questa stagione di tagli sta amministrando in modo deplorevole una tematica di estrema delicatezza e fragilità.
L’elefante nel negozio di cristalli rende bene l’idea: pur avendo Regione Lombardia rimodulato il taglio, permangono pesantissime ripercussioni, sia nell’immediato che nel futuro. I tagli sono stati in parte rivisti: ridotti sì, ma con maggior complessità per recuperarli in parte e, come già avvenuto in passato, con probabili trafile burocratiche alle quali spesso i caregiver familiari non possono sottostare: chi curerebbe il familiare? E perché gravare di ulteriori fardelli chi vive già una condizione inimmaginabile da coloro che non conoscono questa vita? Le disabilità più gravi non verranno toccate, ma per colmare il taglio verranno useranno risorse ministeriali del fondo caregiver travasandole nella misura B1! Insomma, con una mano dai e l’altra togli. Inoltre, non ci sono garanzie per quanto avverrà dal prossimo anno e, cosa estremamente dannosa, bloccando l’accesso alla misura B1 se prima non si liberano “posti”. Mostruoso. Si sa che dalla misura B1 esci solo con un decesso. Molto raramente se si passa alla B2. Oppure se si accede a una RSA/RSD.

C’è una distanza siderale nel concetto di gestione della disabilità. Le associazioni firmatarie dell’appello, compatte, rifiutano questa linea politica; accetteranno solo il reintegro delle condizioni precedenti, senza limiti, contrattazioni o compromessi al ribasso.

Se questo è il piano che il governo ha in mente per la riforma della legge quadro per la disabilità, DICIAMO NO alla legge delega in materia di disabilità. Non serve. Abbiamo una delle migliori legislazioni al mondo, la Legge 104 del 1992, e chi dice il contrario forse non l’ha capita fino in fondo e apre il fianco a modifiche pericolose per i diritti delle persone con disabilità. In questo momento storico non è da fare.

Diciamo NO ad ogni provvedimento che modifichi, riducendole o rimodulandole, le risorse economiche. Le riforme del sociosanitario hanno ampiamente dimostrato le finalità politiche di togliere servizi e risorse per tutti; immaginare le ripercussioni sulle persone più fragili è facile. Verranno accettate solo misure in aumento delle risorse economiche.

Per ora non possiamo che affermare B1 e B2: colpite e affondate.

#b1b2affondate

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Tagli ai fondi per i caregiver in Lombardia /2

A questo link https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioAT/Istituzione/Amministrazione-Trasparente/bilanci/bilancio-preventivo-e-consuntivo/rendiconto-generale-annuale/bilancio-consuntivo-annuale

si trovano le leggi di bilancio. Guardando gli importi per la Missione 12 negli ultimi anni, che comprende la voce di spesa per gli interventi per la disabilità, abbiamo estratto la voce “totale pagamenti”:

20202021202220232024
137.811.622164.199.548161.807.640

Non siamo certi che siano i dati pertinenti per questo ragionamento. Scorrendo le varie pagine web del sito di Regione, a questo link si trovano i “Piani della performance, degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio”:

https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/istituzione/programma-e-finanze/bilanci/red-rapporto-di-gestione-PIEF/performance-indicatori-risultati-attesi-di-bilancio

Riportano dati interessanti da confrontare con i bilanci sopra, che interpreto come la volontà nell’indirizzare le risorse. Al termine dello scritto alcuni screenshot con le informazioni relative agli interventi per disabilità e caregiver familiari, sempre sulla Missione 12, negli anni 2020, 2021 e 2022.

Qui sotto sintetizziamo il dato per gli interventi per i caregiver contenuti negli ultimi tre anni disponibili (in verticale) e nel triennio riportato in ogni documento (in orizzontale), che deduciamo essere una previsione abbastanza realistica nell’anno della pubblicazione e come tendenza per i due successivi.

Anno20202021202220232024
2020137.075.519120.230.841116.189.503  
2021 125.011.225111.677.12120.723.277 
2022  124.058.90226.836.09326.696.093

Come si vede, un decremento previsto dei fondi di circa l’80% tra 2022 e 2023!

Ci chiediamo se i dati per il 2023 e 2024 siano i precursori della delibera 1669/2023 sul taglio dei fondi per le misure B1 e B2.

Ci chiediamo anche quali siano le voci di spesa per i servizi sostitutivi alle misure B1 e B2 che Regione ha affermato di assicurare, e che per logica dovrebbero riportare un corrispondente aumento. Non le troviamo, ma non siamo economisti o ragionieri.

Riprendiamo per la seconda volta le parole di Gino Strada che purtroppo ben si adattino alla situazione odierna: «Tutte scelte precise fatte “digerire” ai cittadini con la complicità cosciente di molti mezzi di “informazione” – scriveva ancora Gino Strada-. Così tanti crimini sociali sono stati presentati come cose buone e giuste, tante scelte contrarie all’interesse delle persone sono state chiamate riforme, o progresso. La guerra è stata chiamata missione di pace, gli ospedali aziende, i licenziamenti ristrutturazioni. Un modo di pensare, una logica di guerra condivisa da tutti coloro – di sinistra, centro, destra e variazioni sul tema – che sono disposti e disponibili a barattare i diritti con il proprio tornaconto».

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GT a Venezia e Padova in un colpo solo!

Come sapete già, se ci seguite sulla pagina FB (mettete il like così non vi perdete nessun aggiornamento), martedì 24 gennaio 2023 noi GT (l’architetto Elisa Renoffio, Amelia Dessì, ed io) siamo state a Palazzo Ferro Fini a Venezia, per la presentazione del saggio “L’esercito silenzioso- caregiver familiari”.

Scese dal treno abbiamo approfittato per fare le turiste, coprendo la distanza, con la meta, a piedi: l’ultima volta che sono stata a Venezia fu di notte, dopo un concerto e trovammo miracolosamente ospizio presso un ristorante del ghetto, dove il titolare ci accolse, nonostante fosse chiuso e ci offrì delle deliziose uova strapazzate. Parliamo di circa venti anni fa. Perciò non ci potevamo non concedere la bellezza di questa città.

Venezia è un luogo splendido, talmente splendido, che ti aspetti da un momento all’altro un unicorno che ti taglia a strada o una qualsivoglia creatura marina o uno gnomo di laguna.

C’era pochissima gente in giro e una giornata incredibilmente mite:ci si poteva dedicare con calma all’osservazione di tutto, intorno, e di tanti particolari, come per esempio il vetro rosato dei lampioni (chissà che effetto quando vengono accesi).

Ogni cestino è munito di provvidenziali e capienti posacenere (prassi che TUTTI dovrebbero adottare, così la smettiamo di vedere quei mozziconi ovunque che poi finiscono in bocca agli animali o nell’acqua, diffondendo tutte le loro sostanze tossiche!):

Gli ornamenti architettonici si sprecano e compaiono simpatici cartelli ai cancelli, scritti a mano, per avvisare i corrieri, il postino e chiunque pigi il campanello. 

E poi ci sono i corner dei giovani: quei punti, in ogni città, dove passa o staziona la gioventù, totalmente ricoperti da scritte, adesivi e biglietti. Quando trovo questi angoletti mi si slarga il cuore perchè significa che c’è anche questa fascia anagrafica che vive, palpita e si muove per la città.

Tra una vetrina da ammirare e un canale da osservare o la facciata di una chiesa davanti alla quale sostare affascinati, mentre magari passa una gondola, non ho potuto non osservare anche le barriere: non ho idea di come siano i vaporetti in quanto accessibilità (a partire dal predellino) ma si può raggiungere qualunque punto della città via acqua. Mentre spostarsi per le calli è assai difficoltoso: la prima grandissima barriera è il famigerato ponte di Calatrava. 

In questa foto vedete un ponte sbarrierato apparentemente, ma i bozzi sul camminamento sono tutto tranne che accessibili a meno che non sei spinto oppure, se ti autospingi, sei forte e giovane e pratichi il parkour in sedia, solitamente. Inoltre a volte gli spazi sono così stretti che una sedia proprio non ci passerebbe e non ho visto nessuno scivolo all’ingresso di nessun esercizio commerciale.

Ad ogni modo, ci siamo perse: colpa del mio aver scambiato un palazzo per un altro, invece di finire al consiglio regionale siamo finite a Palazzo Balbi, sede della Regione Veneto.

Non tutto il male viene per nuocere, si dice: siamo infatti incappate in una signora che, gentilissimamente si è offerta di scortarci e solo grazie al suo aiuto siamo giunte, senza troppo ritardo, a destinazione: Palazzo Ferro-Fini!

Grazie all’interessamento partecipe di Alessandra Sponda, consigliera regionale ed architetto di scaligeri natali, siamo state ospitate nella sala dedicata a Oriana Fallaci ed introdotte dal presidente del Consiglio, Roberto Ciambetti.

L’organizzazione di tutto l’evento (che potete vedere qui) è stata professionalissima e di livello superiore: davvero complimenti!

Inoltre per la prima volta ci siamo trovati di fronte a persone che, era evidente, si fossero ben documentate, ma non solo per fare bella figura ma per aver sentito propria la tematica – ci passiamo tutti con i nostri genitori nel ruolo di caregiver, non dimentichiamocelo!

Per esempio: dall’introduzione del presidente Ciambetti ho scoperto l’esistenza e gli scritti della giornalista Valeria Fioramonte, da lui citata.

A seguire la fantastica presentazione dell’associazione e della nostra attività che ha illustrato, appunto, la consigliera Alessandra Sponda.

Al termine del bellissimo evento abbiamo finalmente conosciuto dal vivo la consigliera Erika Baldin pensiamo l’unica consigliera presente in sala (nessun altro si è palesato) che ha seguito tutto l’evento.  Grazie a lei abbiamo in Veneto l’apertura del servizio di ASACOM (cioè gli assistenti per alunni ciechi e sordi) anche agli studenti con malattie rare.

Poi abbiamo pranzato alla mensa interna (tutto buonissimo e tutti gentilissimi e sorridenti) 

dove è venuta a cercarci un’altra consigliera, che conosciamo per il suo attivismo per la lotta ai PFAS, all’inquinamento e tutto ciò che pertiene alla Natura e la salute pubblica e cioè Cristina Guarda 

Cogliamo l’occasione di citare, casomai fosse utile a qualche paziente, il suo impegno per il riconoscimento della cefaela cronica anche in Veneto. 

E poi via, sfrecciando nella barca, in legno lucido e tendine bianche, messa gentilissimamente a disposizione, abbiamo fatto un bellissimo e davvero corroborante viaggio per acqua. Un caro saluto alla Dott.ssa Laura Tomaello per tutta la gentile assistenza.

Dopo aver ammirato ulteriori particolari sia architettonici che gastronomici, in questa foto l’incredibile vetro che sta nella tettoia dell’ingresso della stazione FS di Venezia, qualcosa che puoi vedere solo se alzi la testa e che riporta probabilmente le specie che popolano la laguna: 

Qui invece una vetrina di una pasticceria/forno che sciorina ogni prelibatezza: baicoli, biscotti al pistacchio, zaleti e ogni ben di Dio

Siamo allora risalite sul treno, in direzione Padova. Il tassista che ci ha poi traghettato agli studi televisivi di Tv7, ci ha raccontato un po’ della sua passione per i libri e per Napoleone Bonaparte. Per la prima volta in uno studio televisivo, noi GT siamo  siamo state intervistate lungamente da Elena Cognito, conduttrice del programma “Con voi”, che fa davvero servizio pubblico, affrontando temi d’attualità, sanità e sociale. Qui potete vedere la registrazione della puntata: 

parte 1  

parte 2

Ringraziamo questa appassionata giornalista che ci ha dato l’opportunità di farci conoscere come associazione e come mission, per informare e mobilitare tutti in Italia sul tema del caregiver familiare, ancora sconosciuto ai più e non adeguatamente attenzionato dal mondo delle istituzioni.

Infine poichè mancava un po’ di tempo al treno che ci avrebbe riportato a casa ci siamo fermate, grazie all’indicazione del gentile tassista con il quale abbiamo parlato della statua di Elena Lucrezia Corner Piscopia che la città di Padova dovrebbe far erigere (questa foto ritrae ciò che è appiccicato al retrosedile dentro questo taxi) 

alla pasticceria padovana vicina alla stazione FS che ha un sistema di accessibilità fantastica e cioè una pedana larghissima e le porte scorrevoli!

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Chi volesse procurarsi una copia del libro lo può fare su Amazon store a questo link

1) vengono stampate solo le copie che vengono richieste e quindi non si spreca inutilmente carta come invece avviene per qualsiasi libro; 

2) se volete risparmiare ancora (alberi e vostri soldi) ordinate la versione e-book compatibile con qualsiasi dispositivo anche il PC – c’è una app Amazon;

3)  vi arriva comodamente a casa;

4) potete abbinare il vostro acquisto ad una causa come far arrivare libri ad un carcere o in un centro per minori o in una scuola – consultate la sezione apposita;

5) ogni copia acquistata procura per il cartaceo quasi 8 euro e per il digitale 2 euro all’associazione Genitori Tosti per finanziare ogni attività connessa alla promozione della campagna sul riconoscimento del caregiver familiare come lavoratore.

E con queste precisazioni si spera di non sentire più repliche tipo “Ma io non compro su Amazon perchè non condivido la policy”: non siamo una realtà commerciale  e, anzi, facciamo molta fatica a fare tutto questo; non umiliateci anche. E nemmeno chiedeteci :”ma non ne hai una copia qui?”.

Se volete organizzare una presentazione del libro, fare un’intervista o una recensione scriveteci a caregiversilente@gmail.com

GRAZIE!

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