Roma 27 gennaio 2026: Caregiver Familiari di tutta Italia in Piazza

Apparentemente abbiamo latitato nell’aggiornare le informazioni sul sito GT. Nella realtà Genitori Tosti ha lavorato sodo in questi mesi, soprattutto sul tema dei caregiver familiari. Tant’è che una rete di associazioni, movimenti, comitati, persone si è unita nella battaglia per una legge giusta per i caregiver familiari subito dopo la presentazione del disegno di legge della Ministra Locatelli. Un DDL che ha lasciato tutti noi esterrefatti per l’inconsistenza del contenuto e dei supporti, ancor più dopo aver appreso che il testo non è stato tenuto conto del lavoro del Tavolo ministeriale appositamente costituito.

A questo pressapochismo che viene sbandierato come risposta alle decennali attese di milioni di persone, il gruppo Caregiver Familiari Uniti sta svolgendo una intensa attività di organizzazione di protesta e di richiesta di un testo che contenga le risorse (di supporti e di risorse finanziarie) corrette.

I Caregiver Familiari Uniti hanno lanciato una petizione per il riconoscimento delle e dei caregiver familiari come lavoratori, che ad oggi ha superato le 5.000 adesioni.

CFU ha partecipato allo sciopero nazionale del 12 dicembre 2025 contro la Legge di Bilancio, dove rappresentanti di varie regioni hanno parlato esplicitando le carenze del Disegno di Legge e l’enorme difficoltà del ruolo che le e i caregiver affrontano h24.

La ministra Locatelli e le compagini che sostengono la logica del disegno di legge dicono che questo è un inizio, che poi potrà essere migliorato. Ma questa dialettica è oramai arcinota, non ha mai portato a migliorare alcunché. Lo abbiamo scritto nella lettera aperta al Presidente della Repubblica Mattarella: quando nel dicembre 2019 Genitori Tosti andò dal sottosegretario del Ministero del Lavoro per chiedere risorse economiche adeguate, dopo aver capito cosa fosse necessario e quanti sono i caregiver familiari in Italia ci venne candidamente detto “non esserci risorse disponibili”, chiudendo la porta in faccia ai caregiver. Più subdolo è il DDL della Ministra Locatelli, che offre l’elemosina.

Non ci stiamo.

Il 27 gennaio 2025 i Caregiver Familiari Uniti hanno indetto una manifestazione di protesta a Roma e una conferenza stampa nella quale verranno, ancora una volta, chiariti i contenuti che devono esserci in una buona legge per tutti. Il ritrovo è fissato per le 10 in Piazza dei Santi e Apostoli.

Tutte e tutti i caregiver familiari sono invitati a partecipare, e in caso di impossibilità a inviare a CFU video e testimonianze che sappiamo essere devastanti per chiunque non conosca questa realtà, postando sulle pagine social CFU:

Pagina Facebook

https://www.facebook.com/share/16iyL4TUnm

Profilo Instagram

https://www.instagram.com/caregiverfamiliariuniti?igsh=MW8weWpidzZ0ZHdteA==

Firma la PETIZIONE!👇 È IMPORTANTE:

https://www.ioscelgo.org/…/il-caregiver-familiare-h24…

E se vuoi conoscere i Referenti Regionali e tutte le Associazioni aderenti a questa iniziativa, puoi visitare il sito web👇

www.caregiverfamiliariuniti.org

Grazie

#unaleggebuonaxtutti

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Caregiver familiari. Genitori Tosti scrive al Presidente Mattarella

In occasioni di criticità abbiamo ritenuto opportuno chiedere alla più alta carica dello Stato di intervenire quando può far valere la sua prerogativa di valutare se una Legge sia promulgabile.

Il 18 novembre 2025 abbiamo scritto al Presidente Mattarella una lettera aperta che chiede il suo intervento sulla prossima legge che “dovrebbe” tutelare i caregiver familiari.

Il senso è che il Disegno di Legge presentato dalla Ministra Locatelli è assai lontano da quanto necessario per i caregiver familiari. È, anzi, una pericolosa presa in giro.

Il tema andrebbe poi rivisto in senso molto più ampio, perché il nostro timore è che tutta la revisione dei fondi che sta compiendo l’attuale Governo sia un rimestare una pentola troppo scarsa che, anzi, alla fine sarà ancor più vuota. Dimostra non solo l’incapacità dei governanti, ma la loro perfidia. Certo li sistema del welfare è sotto scacco della politica che, a sua volta, è serva dei gruppi economici che hanno ben presente dove poter togliere ricchezza agli italiani. Regalare la sanità, il sociale e tutto il resto sembra essere la priorità numero uno di una politica che ha iniziato lo smembramento del bene pubblico ben prima di questo attuale Governo. Ma il Governo Meloni ha accelerato brutalmente il processo, con un danno immediato e futuro incalcolabile soprattutto per le persone più fragili e le loro famiglie, per i e le loro caregiver.

Vogliamo un welfare pubblico, dove non sia il reddito a determinare il progetto di vita di una persona con disabilità e di chi lo cura. Vogliamo che le risorse economiche abbiano una esattamente quella dimensione che nel dicembre2019 il sottosegretario del Ministero del Lavoro ci disse “non essere disponibili”, chiudendo la porta in faccia ai caregiver.

La Ministra Locatelli ipotizza una somma che nessuno accetterebbe per un lavoro svolto 24 ore su 24, senza pause, totalizzante, usurante al punto di portare a quegli omicidi-suicidi dettati dallo sfinimento e ignorati da quasi tutti. “Piuttosto che niente” è un insulto se pensiamo a quanto l’Italia sta spendendo per armi, guerra e portar morte nel resto del mondo.

La speranza è che il Presidente Mattarella rimandi al mittente questa Legge (magari, ma è pura utopia, lo facciano ancor prima i compagni di partito della Ministra) chiedendo un esame delle reali necessità.

Un Paese che accetta di legiferare che per una persona deve sopravvivere con 400 euro al mese non è democratico e neppure civile.

Lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Di seguito il testo della lettera aperta:

Ill.mo Presidente della Repubblica

On. Sergio Mattarella

Protocollo.centrale@pec.quirinale.it

Verona, 18 novembre 2025

Oggetto:    LETTERA APERTA sul disegno di Legge sui Caregiver Familiari

Signor Presidente,

siamo il gruppo Caregiver Familiari Uniti -C.F.U.- e le scriviamo per chiedere il Suo intervento, grazie ai poteri che Le conferisce la Costituzione Italiana, sulla questione del riconoscimento del caregiver familiare.

Sono trent’anni che si parla in Italia di fare una legge ad hoc per questa categoria, da circa tre lustri si depositano svariati DDL tra Camera e Senato.

Con questa legislatura, finalmente, sembrava fosse arrivato il momento giusto per colmare il vuoto normativo sul tema, che ormai ha raggiunto dimensioni e criticità insostenibili.

Con l’insediamento del Governo Meloni nell’ottobre 2022 sono partiti subito i lavori alla Camera – commissione XII affari sociali sui DDL depositati.

A ottobre 2023 la Ministra per la disabilità Alessandra Locatelli, a mezzo decreto, ha istituto un tavolo interistituzionale con il Ministero del Lavoro, con l’obbiettivo di produrre un documento utile alla commissione per elaborare al meglio il testo di legge.

Però tra i membri non sono stati ammessi i diretti interessati ma l’associazione colf e badanti, l’associazione casalinghe, i sindacati e associazioni di patologie rare – ma la legge è sul e per il caregiver familiare, non per i cari non autosufficienti che i caregiver assistono.

A febbraio 2025 la Ministra Locatelli ha fatto un’audizione in commissione XII per dire che il documento sarebbe stato trasmesso a breve ma poi il nulla – né la commissione ha più ripreso i lavori.

Poi, dopo la diffusione della notizia che in legge di bilancio non c’è praticamente niente per i caregiver familiari (il fondo dedicato, che veniva smistato alle Regioni, pari a 30 milioni annui, è stato cancellato dal Governo Meloni con la finanziaria 2025) sono iniziati ad uscire comunicati e post sul  profilo istituzionale di Locatelli che annunciavano il DDL ( ma quale, poiché in commissione ce ne sono 13?) e la copertura finanziaria in legge di bilancio.

Non abbiamo fatto un tempo a raccapezzarci e capire ciò cui la ministro si riferisse che è uscito un articolo su L’espresso a firma Carlo Tecce che illustra cosa è contenuto in questo DDL scritto dalla Ministra Locatelli, presentato al dipartimento di studi giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Noi sappiamo che un DDL deve essere discusso alla Camera, poi va al Senato e se tutto è in ordine ritorna alla Camera e poi finisce sulla Sua scrivania per la firma definitiva.

Le chiediamo perciò di tutelarci affinché dal Parlamento esca una legge davvero a favore dei caregiver familiari che, spesso, abbandonano il lavoro per assistere e quindi non hanno reddito e sono una categoria a rischio – molti finiscono per strada, molti scelgono l’omicidio- suicidio perché non hanno nessun sostegno, anche solo psicologico. La maggior parte vive in condizioni di indigenza.

Non è vero che noi non vogliamo essere sostituiti, il problema è che non possiamo permettercelo, perché lo Stato non riesce ad assicurare supporti di qualità e servizi adeguati a sostenere la vita del nostro caro nel mondo di tutti.

Noi svolgiamo spesso più compiti insieme, dal sanitario all’educativo al riabilitativo, a costo zero per lo Stato. E il tutto è sfiancante perché parliamo dell’assistenza h24 a persone con demenza, con malattie mentali, con pesanti deficit di ogni tipo, persone che dipendono da macchinari e farmaci salvavita.

Noi dedichiamo la nostra vita a dare cura ai nostri cari, ma questo nostro lavoro viene dato per scontato e noi restiamo sempre nell’ombra, non considerati. Ma anche noi esistiamo, siamo persone con gli stessi diritti di tutti, e uno dei diritti fondamentali, sancito dalla nostra Costituzione è quello al lavoro, che deve assicurare una condizione di vita dignitosa.

Al momento la maggior parte di noi vive in condizioni non dignitose.

Sarebbe bastato ascoltarci e utilizzare la nostra esperienza per scrivere una legge ” buona x tutti” cioè che assicurasse lo stesso standard minimo di vita a tutte le tipologie di caregiver familiari, senza lederne la dignità né calpestarne i diritti.

Quanto è contenuto nel DDL Locatelli non è “la svolta” annunciata, non risolve per nulla il problema e non migliora la vita di nessuno.

l’Italia si merita di più.

Confidiamo in lei, Presidente.

La ringraziamo per l’attenzione concessaci e porgiamo

Distinti saluti.

Gruppo CFU

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Che cosa succede per i caregiver familiari, in Italia?

Carta europea dei caregiver

Se in Lombardia sta succedendo questo, https://www.superando.it/2024/10/29/sempre-piu-determinati-a-far-valere-i-diritti-delle-famiglie-e-dei-caregiver/

In tutte le restanti 19 regioni?

Abbiamo un resoconto per il Veneto grazie ad un’indagine condotta dalla CISL ( *) su poco più di 500 suoi iscritti e il resoconto è preoccupante.

Ma tutte le altre regioni?

Il fondo nazionale dirottato alle regioni è esaurito ovunque e, come sanno tutti, il comma istitutivo (254 nella legge di bilancio 2017), è stato abrogato dal governo corrente nella finanziaria 2023.

Quindi che misura ha approntato il Governo per sopperire a questo intervento che è fondamentale per i caregiver familiari, seppur non risolutivo?

Quello che si sa è che la voce caregiver familiare è stata fatta scivolare in quel gran calderone chiamato “fondo per la non autosufficienza”, in cui, per poco più di 500 milioni di euro,  si devono finanziate TUTTI gli interventi destinati alle persone con disabilità e loro bisogni, in Italia.

Ma i caregiver familiari non sono persone con disabilità, possono esserlo ma sono persone con un ruolo diverso, orfane di legge per di più, quindi che c’azzecca con il fondo per la non autosufficienza?

Non dovrebbe la categoria essere di sola competenza del Ministero del lavoro e affari sociali e godere di uno spazio tutto per sé, anche digitale sul sito governativo, dove siano raccolte tutte le info utili e gli sportelli eventualmente cui rivolgersi? Non sarebbe ora che ci sia lo spazio dedicato per i caregiver familiari o dobbiamo sempre essere sottovalutati, non considerati o accorpati come appendici alla disabilità?

E veniamo all’iter di  legge: al momento siamo allo step del comitato ristretto per cui la commissione deputata deve distillare un testo dai  ben 9 ( nove!) disegni di legge presentati. Tra i quali c’è né pure uno che vuole cambiare il comma 255, cioè la definizione legale della categoria (per cui ci volle una fatica di Sisifo perché all’epoca, 2017, uscisse una definizione legale!) e magari trasformare chiunque in caregiver familiare, basta che sia parente non importa se domiciliato altrove!

Dei lavori del tavolo interministeriale (scaduto a fine luglio 2024) tanto propagandato quanto misterioso nulla si sa: tutto è stato blindato e le associazioni formate da familiari caregiver minori, oncologici, H24, universitari, di pazienti psichiatrici sono state escluse in barba alla trasparenza obbligatoria delle PA e all’inclusione ( tutto su di noi senza di noi, insomma. Standing ovation please.). 

Quindi: quali sono i contributi per la commissione alla Camera per il licenziando testo di legge?

Quello che salta agli occhi è l’assoluto silenzio stampa da ogni parte: non c’è un politico anche locale che sia uscito con un articolo al riguardo eppure sappiamo in che condizione economica e psicologica versino molti dei i caregiver familiari. Nessuno, nemmeno per mero motivo elettorale (da poco il voto in Liguria, a breve in Umbria ed Emilia Romagna) ha detto o sta dicendo alcunché al riguardo. E parliamo di alcuni milioni di italiani con poche decine di migliaia – che sarebbero comunque da considerare, a prescindere dall’entità numerica!

La cronaca nera riporta però implacabilmente i tragici fatti, che stanno aumentando vertiginosamente: se la media mensile era di tre/quattro dopo il COVID,  a settembre 2024 sono stati 13 gli episodi di caregiver familiare che uccide il proprio caro e poi anche  tenta il suicidio. 

Anche su questo il silenzio assoluto, persino quando è successo lo scandalo mediatico del pover’uomo pizzicato dal giornalista che ha mandato in diretta la confessione: nessuno che abbia avuto almeno il senso civico di dire che non si  possono violare i diritti di base di una persona e sbatterla a tutto schermo.

Silenzio su tutto, dappertutto.

In Italia.

Per fortuna esiste l’Europa e il Parlamento Europeo, che lo scorso 24 ottobre a epilogo di mesi di lavori da parte di tutto il network delle associazioni di familiari assistenti di tutta Europa, Italia compresa, ha presentato e discusso a Bruxelles la carta europea dei diritti dei caregiver familiari, nell’immagine iniziale.

Sicuramente è una garanzia affinché nel nostro Paese non possa essere scritto niente di meno o magari (non si sa mai) sia contraddittorio.

Inoltre il lavoro del network non si è fermato qui ma prosegue nell’indagare a fondo, per ogni Stato Membro, quale sia la situazione effettiva dei caregiver familiari, quali leggi esistano e come siano applicate.

Staremo quindi a vedere che cosa ha in serbo per noi il futuro dato che nonostante abbiamo scritto anche alla Presidente del Consiglio Meloni, in legge di bilancio non sarà ripristinato il fondo a dote della licenzianda legge.

Forse qualche Comune stanzierà qualcosa ma mancando la legge nazionale e la volontà di riconoscere la categoria veramente e non solo formalmente, parlando di tutele indefinite, andremo avanti al solito: chi ha i soldi si salva, gli altri… che spingano!

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(*) https://www.cislveneto.it/Notizie/Caregiver-familiari-in-Veneto-abbandonati-dalle-istituzioni-e-senza-reti-di-supporto-lo-rileva-un-sondaggio-di-Fnp-Cisl-Veneto2

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XI Caleidoscopio Fest. Abitare la persona

Dal 8 al 12 ottobre 2024 a Lodi si terrà la XI^ edizione del Caleidoscopio Fest. Esposizioni, il coinvolgimento di studentesse e studenti, la proiezione di film, il dialogo con la cittadinanza. Anna Garbelli, anima del Fest e presidente dell’associazione Curiosamente, spiega che è

Occasione per ragionare sui significati di alcune parole e ritrovare in esse il perché del pensiero di Franco Basaglia e della sua attualità. Al nostro fianco, Marco Cavallo. Simbolo della chiusura dei manicomi e della campagna #180benecomune di cui condividiamo i valori fondativi.
Se pensiamo alla parola abitare, viene spontaneo associarla alla casa. Non sempre quella dove viviamo fisicamente.
Più spesso, il luogo di un tempo passato in cui abbiamo provato amore, affetto, comprensione e cura. La casa dove siamo divenuti le persone che siamo, perché incoraggiati a scoprire e sostenuti
nel desiderio di rischiare.
Esseri complessi, capaci di indossare i panni di personaggi diversi fino al punto di confonderci con essi.
Abitare la persona ha quindi a che fare con la disponibilità a incontrare un Altro da sé, come noi somma di molteplici dimensioni. Tutte indispensabili a ricostruire la storia da cui proveniamo.
Per abitare la persona dobbiamo entrare nella sua casa interiore.
Incontrare emozioni, paure, dubbi e certezze che sono espressione del suo essere singolare. Dobbiamo imparare a condividere con altri quello che Valerio Magrelli ha definito il “condominio di carne”.

Il programma del Caleidoscopio Fest, che vede Genitori Tosti tra i promotori, è come sempre ricco di tanti interessanti spunti:

#caleidoscopiofest

https://www.facebook.com/caleidoscopiofest

https://www.curiosamente.net/

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23 marzo ’24: manifestazione contro i tagli di Regione Lombardia

Logo dell'applicazione ChatGPT

Quindici milioni è la somma stimata che servirebbe a ripristinare le misure per le disabilità gravi e gravissime nonché per i caregiver familiari. Quelle risorse che Regione Lombardia, con il presidente Fontana, l’assessora Lucchini e il contributo di Bertolaso, hanno deciso di togliere, offrendo servizi tutt’ora inesistenti e che senza dubbio non saranno efficienti a giugno, quando le risorse verranno meno. Non solo, per tappare i buchi di bilancio, hanno deliberato una delle misure più bieche mai viste: chi vorrà chiedere le risorse per le disabilità gravissime, dovrà attendere che qualcuno liberi il posto. Che significa muoia. Pazzesco, ignobile, disgustoso, discriminante.

La problematica da risolvere origina dallo Stato e arriva alle Regioni: serve chiarezza nei fondi destinati a tutte le fragilità, dall’autosufficienza ai caregiver familiari, nel caos preoccupante della riforma della legge delega sulla disabilità ancora in definizione, l’unica certezza è quella dei tagli di Regione Lombardia. Le risorse economiche sono risicate non assicurando la dignità alle persone con disabilità e ai caregiver familiari, che pagano ogni giorno la discriminazione diffusa di una società che fatica sempre più ad essere inclusiva. Se anche la politica discrimina, tagliando risorse già insufficienti (ma spendendo molto di più per i propri interessi) significa che stiamo correndo verso il baratro. Se non fossimo “abituati” a farlo, avrebbe dell’incredibile constatare che tocca ai più fragili far smuovere la coscienza collettiva, risvegliando un senso sociale fondamentale per la vita di tutti. Il dovere di tutti è ricordarsi che prima o poi inevitabilmente avremo bisogno del supporto del bene collettivo, del welfare, del pubblico. Oggi dilaga la voglia del “privato” e dell’“autonomia”, con costi insostenibili che generano anche le politiche di tagli che stiamo contestando. Queste politiche, in passato purtroppo trasversali, devono cambiare radicalmente, a partire dai bilanci di previsione: ci sono ben altre voci da ridimensionare nei bilanci regionali e statali.

Con 15 milioni si possono fare tante cose. Abbiamo chiesto a ChatGPT come potrebbero essere investiti, sia per le persone con disabilità, sia per i caregiver familiari. Molto interessante la lucida disamina che le Istituzioni potrebbero copiare.

Come si possono investire 15.000.000 di euro a favore delle persone con disabilità?

Investire 15.000.000 di euro a favore delle persone con disabilità può avere un impatto significativo sul miglioramento della loro qualità di vita, inclusione sociale e accesso a servizi essenziali. Ecco alcune idee su come potresti utilizzare questo importo:

1. **Creazione o potenziamento di centri di assistenza e riabilitazione**: Questi centri offrono terapie fisiche, occupazionali e del linguaggio, oltre a fornire supporto psicologico e sociale alle persone con disabilità.

2. **Programmi di formazione e inserimento lavorativo**: Creare programmi che offrono formazione professionale e opportunità di lavoro per le persone con disabilità, promuovendo la loro inclusione nel mercato del lavoro.

3. **Abitazioni assistite**: Costruire o finanziare abitazioni assistite che offrono un ambiente sicuro e adattato alle esigenze delle persone con disabilità, consentendo loro di vivere in modo indipendente o semi-indipendente.

4. **Accessibilità e trasporto**: Investire nella creazione di infrastrutture accessibili, come rampe, ascensori e trasporti pubblici adatti alle persone con disabilità.

5. **Tecnologie assistive**: Acquistare e distribuire dispositivi e tecnologie assistive, come protesi, ausili per la mobilità e software specializzati, per migliorare l’autonomia e la qualità di vita delle persone con disabilità.

6. **Programmi di sensibilizzazione e educazione**: Promuovere la sensibilizzazione e l’educazione sulle questioni legate alle persone con disabilità, combattendo stereotipi e discriminazioni e promuovendo una cultura dell’inclusione.

7. **Borse di studio e sostegno educativo**: Fornire borse di studio e programmi di sostegno educativo per consentire alle persone con disabilità di accedere all’istruzione superiore e sviluppare le proprie competenze.

8. **Assistenza domiciliare e servizi di supporto**: Finanziare servizi di assistenza domiciliare, supporto familiare e residenze protette per le persone con disabilità che necessitano di cure continue.

9. **Ricerca e innovazione**: Investire in ricerca scientifica e sviluppo di nuove soluzioni, trattamenti e terapie per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità e promuovere la loro inclusione sociale.

10. **Collaborazioni e partenariati**: Stabilire collaborazioni con organizzazioni non governative, enti locali, istituzioni e altre parti interessate per massimizzare l’impatto degli investimenti e garantire una gestione efficace e trasparente dei fondi.

È importante considerare le esigenze specifiche delle persone con disabilità e coinvolgere le loro organizzazioni e comunità nel processo decisionale per garantire che gli investimenti siano diretti a migliorare effettivamente le loro vite e promuovere l’inclusione sociale.

Come si possono investire 15.000.000 di euro a favore dei caregiver familiari?

Investire 15.000.000 di euro a favore dei caregiver familiari è un’azione molto importante e può avere un impatto significativo sul loro benessere e sul supporto che possono fornire ai propri cari. Ecco alcune idee su come potresti utilizzare questo budget per sostenere i caregiver familiari:

Centri di Supporto e Assistenza: Creare centri di supporto e assistenza dedicati ai caregiver familiari, dove possono ricevere informazioni, formazione, consulenza psicologica e supporto pratico.

Formazione e Educazione: Organizzare corsi di formazione e workshop per i caregiver familiari, fornendo loro le competenze e le conoscenze necessarie per prendersi cura dei propri cari in modo efficace e sicuro.

Servizi di Assistenza Domiciliare: Offrire servizi di assistenza domiciliare specializzata per alleviare il carico di lavoro dei caregiver familiari, permettendo loro di avere momenti di pausa e di riposo.

Programmi di Respiro Assistenziale: Creare programmi di respiro assistenziale che offrono sostegno temporaneo ai caregiver familiari, permettendo loro di prendersi una pausa e di dedicarsi al proprio benessere.

Supporto Psicologico e Counseling: Fornire servizi di supporto psicologico, counseling e terapia per i caregiver familiari, aiutandoli a gestire lo stress, l’ansia e le sfide emotive legate all’assistenza.

Assistenza Legale e Burocratica: Offrire assistenza legale e supporto burocratico ai caregiver familiari, aiutandoli a navigare nel sistema sanitario, sociale e amministrativo e a accedere ai servizi e ai benefici a cui hanno diritto.

Tecnologia Assistiva: Investire in tecnologia assistiva e soluzioni innovative che possono facilitare e migliorare l’assistenza fornita dai caregiver familiari, come dispositivi di monitoraggio remoto, app per la gestione delle terapie e strumenti di comunicazione.

Rete di Supporto e Comunità: Creare una rete di supporto e comunità per i caregiver familiari, permettendo loro di condividere esperienze, consigli e risorse con altre persone che si trovano nella stessa situazione.

Campagne di Sensibilizzazione e Informazione: Lanciare campagne di sensibilizzazione e informazione per aumentare la consapevolezza sull’importanza del ruolo dei caregiver familiari e per promuovere una maggiore solidarietà e supporto da parte della comunità e delle istituzioni.

Borse di Studio e Sussidi: Creare borse di studio e sussidi per i caregiver familiari che si trovano in situazioni economiche difficili, permettendo loro di accedere a risorse e opportunità che altrimenti sarebbero fuori dalla loro portata.

Investire 15.000.000 di euro a favore dei caregiver familiari richiede una pianificazione oculata, una collaborazione tra le istituzioni pubbliche, le organizzazioni non profit e le associazioni di caregiver, e una costante valutazione dell’impatto delle iniziative messe in atto per assicurare che siano efficaci e rispondano alle reali esigenze dei caregiver familiari.

Semplice, no?

Aspetti che, similarmente, sono riportati nel libro che Genitori Tosti ha pubblicato. “L’esercito silenzioso. I caregiver Familiari italiani”.

Utopia.

Che ci porta a manifestare sabato 23 marzo a Milano, al palazzo della Regione Lombardia. Perché quando la misura è colma, i caregiver non stanno zitti. E rimanifesteremo anche il 16 aprile nella manifestazione di Ledha e Fand.

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