Tagli ai fondi per i caregiver in Lombardia /2

A questo link https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioAT/Istituzione/Amministrazione-Trasparente/bilanci/bilancio-preventivo-e-consuntivo/rendiconto-generale-annuale/bilancio-consuntivo-annuale

si trovano le leggi di bilancio. Guardando gli importi per la Missione 12 negli ultimi anni, che comprende la voce di spesa per gli interventi per la disabilità, abbiamo estratto la voce “totale pagamenti”:

20202021202220232024
137.811.622164.199.548161.807.640

Non siamo certi che siano i dati pertinenti per questo ragionamento. Scorrendo le varie pagine web del sito di Regione, a questo link si trovano i “Piani della performance, degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio”:

https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/istituzione/programma-e-finanze/bilanci/red-rapporto-di-gestione-PIEF/performance-indicatori-risultati-attesi-di-bilancio

Riportano dati interessanti da confrontare con i bilanci sopra, che interpreto come la volontà nell’indirizzare le risorse. Al termine dello scritto alcuni screenshot con le informazioni relative agli interventi per disabilità e caregiver familiari, sempre sulla Missione 12, negli anni 2020, 2021 e 2022.

Qui sotto sintetizziamo il dato per gli interventi per i caregiver contenuti negli ultimi tre anni disponibili (in verticale) e nel triennio riportato in ogni documento (in orizzontale), che deduciamo essere una previsione abbastanza realistica nell’anno della pubblicazione e come tendenza per i due successivi.

Anno20202021202220232024
2020137.075.519120.230.841116.189.503  
2021 125.011.225111.677.12120.723.277 
2022  124.058.90226.836.09326.696.093

Come si vede, un decremento previsto dei fondi di circa l’80% tra 2022 e 2023!

Ci chiediamo se i dati per il 2023 e 2024 siano i precursori della delibera 1669/2023 sul taglio dei fondi per le misure B1 e B2.

Ci chiediamo anche quali siano le voci di spesa per i servizi sostitutivi alle misure B1 e B2 che Regione ha affermato di assicurare, e che per logica dovrebbero riportare un corrispondente aumento. Non le troviamo, ma non siamo economisti o ragionieri.

Riprendiamo per la seconda volta le parole di Gino Strada che purtroppo ben si adattino alla situazione odierna: «Tutte scelte precise fatte “digerire” ai cittadini con la complicità cosciente di molti mezzi di “informazione” – scriveva ancora Gino Strada-. Così tanti crimini sociali sono stati presentati come cose buone e giuste, tante scelte contrarie all’interesse delle persone sono state chiamate riforme, o progresso. La guerra è stata chiamata missione di pace, gli ospedali aziende, i licenziamenti ristrutturazioni. Un modo di pensare, una logica di guerra condivisa da tutti coloro – di sinistra, centro, destra e variazioni sul tema – che sono disposti e disponibili a barattare i diritti con il proprio tornaconto».

   Invia l'articolo in formato PDF   

I tagli ai fondi per i caregiver in Lombardia

I caregiver e le associazioni firmano un appello per ritirare i tagli di Regione Lombardia.

La preoccupazione per i caregiver lombardi è altissima. Le ricadute saranno potenzialmente pesantissime per le famiglie attualmente sostenute economicamente dalle misure B1, per le disabilità gravissime, e B2 per quelle gravi. Si tratta di mensilità che ad oggi possono arrivare nel primo caso a oltre mille euro. I tagli previsti da giugno potrebbero arrivare a oltre il 50%, tali da rendere le misure inconsistenti, tanto da farle risultare inutili a supportare le famiglie nel sostenere i costi per il sostegno dei propri cari. Sostegno che talvolta diventa un esborso ben oltre le quote mensili e senza contare che i caregiver familiari che hanno questo ruolo 24 ore su 24, non hanno riconoscimenti di sorta, nessun sollievo, nessun respiro nel sostituirsi di fatto agli Enti statali e locali. Chi non vive o non ha vissuto questa convivenza totalizzante con il proprio caro, può solo immaginare una vita dove non esistono orari nell’intervenire e curare, inventandosi infermieri, insegnanti, assistenti alla persona, intrattenitori di persone che i servizi sociosanitari non riescono (o non vogliono) supportare. I caregiver condividono l’invisibilità con i loro cari: dimenticati o ignorati, raramente escono dalle loro dimore, non hanno tempo e forze per occuparsi di altro. Con le conseguenze che troppo spesso si leggono nelle cronache nere.

Come Genitori Tosti seguiamo l’iter parlamentare delle leggi sul caregiver da oltre dieci anni e abbiamo ripetutamente chiesto ai governanti, Ministri e Ministre, di riconoscere il caregiver familiare come lavoratore, innanzitutto con un conteggio statistico per avere una mappa precisa di quanti e dove siano. Nel frattempo abbiamo fatto la nostra parte scrivendo un saggio dedicato al tema. Nel silenzio, senza risposte concrete, la Lombardia ha primeggiato (in negativo) tra le regioni decretando un taglio dei fondi con in cambio la promessa di servizi “sostitutivi”, che per ora sono solo parole prive di fondamento. Dando l’idea che Regione abbia fatto cassa sulla pelle dei più deboli, ideando uno scatolone vuoto nel quale i caregiver familiari e i loro cari saranno in balia di servizi insufficienti, inefficienti e nella povertà. Diciamo questo osservando l’accelerazione del socio-sanitario lombardo verso un precipizio di disservizi (pubblici) sempre più gravi nel crescendo vertiginoso dell’offerta privata. Vivremo in un miraggio di servizi privati irraggiungibili per costi e per sostanza?

Il gruppo di associazioni che hanno firmato l’appello allo Stato e alla Regione Lombardia chiede una drastica revisione della Delibera regionale 1669 del 28 dicembre 2023 entro il prossimo 29 febbraio. Qualora non ci siano risposte si procederà protestando in piazza.

Salvatore Usala e il “Comitato 16 Novembre” riuscivano a far correggere norme inique con gesti ai limiti dell’estremo, facendosi accompagnare davanti ai palazzi del potere dando ai governanti poche ore per correggere le leggi, giusto quello necessario allo scaricarsi delle batterie dei dispositivi salvavita. Oggi come allora: combattere contro persone, contro scelte politiche ed economiche ai danni dei più deboli. Erano prese di posizione che possono sembrare assurde e non vorremmo vedere mai più, ma senza le quali molte disposizioni ancor più assurde sarebbero parte delle norme odierne.
Ricordiamo anche la manifestazione organizzata da LEDHA nel maggio 2011 sotto il Pirellone, a Milano, che nel giro di pochi giorni fece tornare il governo regionale di Formigoni sui propri passi.
Sono fatti ai quali abbiamo partecipato.

Le politiche regionali lombarde odierne sono però molto più raffinate nella loro complessità. Sono favorite dalla riforma della sanità che ha permesso di realizzare un’offerta (tutta virtuale) di servizi “sostitutivi” a quelli storici. Di fatto, generando quanto scritto sopra.

Deprime constatare la continuità con la quale la politica si accanisce contro le persone con disabilità, contro i caregiver familiari. Deprime constatare che sperperi e malaffare aumentino. È una deriva culturale generalizzata quella a cui stiamo assistendo. Oggi come allora, a noi non rimane che continuare combattere.

Nell’immagine iniziale, l’indimenticabile guerriero Salvatore Usala con il Comitato 16 Novembre, che ringraziamo.

Di seguito il testo del comunicato:

Milano 16 febbraio 2024

La delibera 1669 approvata il 28 dicembre 2023, prevede una riduzione delle risorse destinate alle misure di assistenza indiretta (B1 disabilità gravissima e B2 disabilità grave), che rappresentano un sostegno essenziale per le famiglie e che sono finanziate con il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (FNA) e con fondi regionali.

Le associazioni sottoscrittrici del comunicato, dopo il respingimento della mozione che chiedeva l’annullamento dei tagli nel corso della seduta del consiglio regionale del 16-01-2024 e delle lettere inviate sia al Ministero delle politiche sociali che all’Assessorato regionale competente, non hanno ricevuto alcun impegno/rassicurazione/notizia, da parte di alcuno né sulla eventuale richiesta di proroga della attuazione del Piano nazionale non autosufficienza, né tantomeno sulla implementazione dei fondi regionali che consentirebbero di annullare i tagli medi dei contributi del 32% per la misura B1 (con punte del 47%) e del 75% per la misura B2 per i caregiver, previsti dal 1 giugno 2024, che avrebbero conseguenti devastanti sulla quotidianità delle famiglie.

Ribadiamo che nessuna regione italiana ad oggi, oltre la Lombardia ha “interpretato” i dettami del PNNA in maniera tanto penalizzante per i caregiver familiari conviventi, quanto immotivata. Il contributo economico indiretto non è e non sarà mai alternativo ai servizi erogati in forma diretta, peraltro assolutamente inadeguati come segnalato praticamente dalla totalità dei comuni capoluoghi lombardi. Nell’ambito del progetto di vita individuale e partecipato, così come sottolineato dalla Convenzione ONU, (ratificata dall’Italia nel 2009 e diventato legge dello Stato), la libertà di scelta tra assistenza diretta e/ indiretta, è un principio cardine da rafforzare e non certamente da eliminare.

Pertanto, le richieste delle famiglie e delle associazioni sono:

– Modifica sostanziale della delibera 1669, sia rispetto all’implementazione dei fondi per consentire di non modificare gli importi dei contributi odierni, ma semmai di aumentarli, sia rispetto alle modifiche dei voucher sociosanitari;

– Rimodulazione del sistema di offerta di servizi che ad oggi riteniamo assolutamente inadeguata in quanto eccessivamente standardizzati e non in linea con i reali bisogni individuali, sia per quello che concerne servizi sanitari e sociosanitari, sia per quello che concerne quelli prettamente sociali;

– Istituzione di un tavolo di lavoro con la necessaria presenza delle associazioni di familiari, affinché si possa costruire insieme un percorso che vada nella direzione della costruzione e implementazione dei LEPS, senza penalizzare la assistenza indiretta che deve rimanere un punto fermo. Non ci accontenteremo di soluzioni temporanee e non condivise.

Confidiamo che le nostre richieste siano prese in considerazione, mettendo in atto le conseguenti azioni necessarie a rispondere alle nostre esigenze. Tuttavia, annunciamo che, se ciò non avvenisse entro il 29 febbraio, saremo costretti a scendere in piazza per manifestare nel prossimo mese di marzo, chiedendo la massima partecipazione non solo alle famiglie coinvolte ma anche ad altre realtà associative, istituzioni, media e a tutta la società civile.

Associazioni che sottoscrivono:

Abilità diverse Aps

A.L.I.S. Associazione Lodigiana per l’inclusione sociale ODV

Alleanza Malattie Rare

AMIP Associazione malati di ipertensione polmonare

ANFFAS APS sez. Sondrio

ASD Studio Danza

Autismando ATS Brescia

Associazione AIBWS

Associazione ConSlancio Onlus

Associazione Coordinamento Familiari CDD Milano

Associazione Famiglie LGS Italia

Associazione Genitori Tosti i tutti i Posti

Associazione Il sogno di Ele

Associazione Io sto con Simone Onlus

Associazione ISAV ODV ETS

Associazione Neurofibromatosi ANF ODV

Associazione Un Ponte nella Vita

Aurora nell’ Autismo Aps

Confad Coordinamento nazionale famiglie con disabilità

Debra Italia ETS

Famiglie Sma Aps Ets

FIRST Federazione Italiana rete tutela e sostegno – già Rete dei 65 movimenti

Fondazione CondiVivere

Fondazione REB ETS

Gabry Little Hero ODV

Gruppo Fuori dalle Bolle

I ragazzi di Robin

Insieme per un sorriso Onlus Gavardo

Molirari Onlus

Mondo Charge

Oltre Ugualmente Artisti

Nessuno è Escluso ODV

Pastello Bianco Aps

Salvatore Usala Viva la vita Sard. Odv Sla

Sapso-Sanità privata sostenibile Aps

UILDM Nazionale (63 zezioni)

Uniti per l’Autismo

Di seguito una prima rassegna stampa inerente il comunicato:

Il Cittadino di Lodi:

Repubblica:

Il Giorno:

   Invia l'articolo in formato PDF   

Buon Halloween a tutti – parte 2.

Non mi sarei mai immaginata che il 31 ottobre 2023, scrollando la bacheca del mio profilo Facebook, avrei letto che alle 12.30 della stessa mattina, ci sarebbe stata la diretta della conferenza stampa della presentazione del progetto di legge “Disciplina regionale per la promozione delle cure palliative e dell’assistenza sanitaria alle persone affette da malattia terminale o inguaribile. Divieto di eutanasia omissiva e commissiva e istituzione di apposito albo per i caregivers”.

Presso il Consiglio Regionale del Veneto.

Lo stesso luogo dove noi genitori Tosti abbiamo presentato il nostro libro sui caregiver familiari italiani.

Le domande erompono: perchè i caregiver solo dei malati terminali?

Oppure: che cosa c’entrano i caregiver familiari con il fine vita?

E poi: ma si parla di caregiver familiari o di caregiver, perchè sono due figure distinte, normate in maniera diversa: nel testo del PDL si usa indifferentemente la dicitura caregivers (!) e caregiver familiari.

Se nel testo di questa proposta di legge, presentata al consiglio il 2 agosto 2023 (!) e di cui non si è mai fatta menzione da nessuna parte, si parla di albo e interventi per la tutela del caregiver etc, perchè al tavolo regionale del Veneto per il caregiver familiare, non è mai arrivato nulla? Noi Genitori Tosti ne facciamo parte insieme a un tot di enti da tutta la Regione.

Oltretutto che nel maggio 2023 abbiamo scritto una prima volta alla Regione Veneto per richiedere l’istituzione dell’albo dei caregiver familiari; una seconda volta a luglio 2023. Nell’attesa che esca la legge nazionale e poter procedere a emanare una norma regionale che possa così integrare quella nazionale ed eviti sprechi, di risorse e personale e quant’altro.

Senza contare poi che a gennaio 2023 siamo stati invitati a Palazzo Ferro-Fini a presentare il nostro saggio “L’esercito silenzioso- i caregiver familiari italiani” introdotti dal presidente del Consiglio Regionale Veneto Roberto Ciambetti congiuntamente alla consigliera regionale di origini veronesi Alessandra Sponda. Qui il post in cui abbiamo fatto il resoconto su questo blog. Erano invitati tutti i consiglieri veneti. In sala, tra il pubblico, c’era solo Erika Baldin (M5S) e poi ci ha raggiunto Cristina Guarda (VEV).

Qui la registrazione dell’evento.

Quindi ho seguito la diretta di questa conferenza stampa svoltasi il 31 ottobre.

Continue reading
   Invia l'articolo in formato PDF   

Che cosa abbiamo chiesto, noi GT, al Parlamento Europeo

Di seguito il testo (*) della petizione che abbiamo inviato al Parlamento Europeo a settembre 2021 che è stata accolta a fine marzo 2022.

L’effetto principale è stato quello dell’avvio di un’indagine per verificare che il nostro Governo avesse applicato ogni legge/direttiva e quant’altro in merito.

Vale davvero la pena rileggerne il testo, in un periodo in cui si parla di giustizia nel lavoro, di reddito minimo, di diritti dei lavoratori, di dignità delle persone, di pari opportunità,di politiche a favore delle donne e delle famiglie, di Europa.

Cogliamo anche l’occasione di augurare a tutti un sereno Natale.

—————————————————————————

In Italia la Costituzione dice che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro (art. 1).

La Costituzione, in Italia, dice anche che:

-Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali (art.3)

– La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. (art.35)

– Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

– La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

– Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali

retribuite, e non può rinunziarvi.

– La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. (art.37)

Inoltre ricordiamo che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani – OHCHR recita:

1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.

2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.

3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.

4. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi. (art.23)

– Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite. (art.24)

– 1. Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

– 2. La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale. (art.25).

In Italia esistono almeno un milione di persone che hanno rinunciato al proprio lavoro e quindi non hanno reddito, per prestare assistenza continuativa h24 ad un proprio familiare coabitante.

L’ordinamento giuridico italiano ha definito queste persone caregiver familiari in base a quanto scritto nel comma 255 della Legge Finanziaria del 2018.

Il 90% di queste persone sono di sesso femminile.

Nel caso di donne/mamme di persona non autosufficiente dalla nascita, accade che l’assistenza dura anche 40 e più anni. Queste donne non percepiscono nessuno stipendio per il loro lavoro di cura e non hanno nessun tipo di riconoscimento per cui i servizi sociali territoriali o centrali predispongano interventi di tutela, sostegno, affiancamento, formazione e nel caso di malattia, sostituzione con personale adeguatamente formato. Spesso rinunciano a curarsi perché non sanno a chi affidare il proprio caro così come non si riposano mai, nemmeno la domenica, nemmeno di notte.

Nel caso di morte del caregiver e nel caso in cui il caregiver sia tutto il nucleo parentale esistente, l’assistito finisce chissà dove, in quale struttura e assistito chissà come.

Lo Stato Italiano non è in grado di fornire strutture, servizi e personale per sostituire l’encomiabile lavoro svolto dai caregiver familiari al proprio domicilio, che non si limita solo all’accudienza, ma si occupa di qualsiasi settore della vita compresa l’istruzione se il proprio caro è in età scolare.

L’associazione Genitori Tosti In Tutti I Posti

chiede

che il Governo italiano riconosca i caregiver familiari italiani che hanno rinunciato al lavoro per assistere il proprio caro come lavoratori e quindi li doti di ogni tutela connessa a questo status che significa stipendio, malattia, ferie e pensione.

Al Senato è tuttora giacente la legge che dovrebbe dare questo riconoscimento ma lo Stato italiano attraverso i suoi organismi non intende riconoscere il lavoro di queste persone, dichiara che non ci sono soldi per una simile operazione e che il massimo che si può fare è un bonus mensile fino a 500 euro, ovviamente con il meccanismo della richiesta ad esaurimento del fondo stanziabile che, in base alla legge finanziaria 2021 è di 30 milioni all’anno per il triennio 2021-22-23.

Però a livello regionale e comunale ci sono già assegni mensili, che non risolvono assolutamente il problema posto dall’assistenza e dal tipo di lavoro svolto dai caregiver familiari.

La legge italiana invece dovrebbe normare la categoria, dare la dignità di lavoratore a queste persone smettendo di discriminarle ed impedendo loro di avere un reddito dignitoso; inoltre la legge dovrebbe gestire le risorse e coordinare gli interventi sul territorio attraverso le leggi regionali – che mancano nel 70% del Paese.

L’associazione Genitori Tosti In Tutti I Posti chiede al Parlamento Europeo attraverso la commissione dedicata, ed in base alla Direttiva (UE) 2019/1158 relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza recentemente approvata, di sollecitare al Governo italiano il riconoscimento dei caregiver familiari (intesi come persone che si occupano di un parente, con il quale coabitano e per il quale hanno rinunciato a lavorare, alla propria vita e a tutto per fare in modo che il proprio caro avesse un tenore dignitoso e il più possibile inclusivo) come lavoratori, in modo che queste persone abbiano un reddito come chiunque che svolge un lavoro e che sia loro riconosciuto il valore sociale del lavoro che svolgono.

Lo scorso anno una sentenza della corte costituzionale ha imposto al Governo italiano di aumentare la pensione delle persone con disabilità maggiorenni in stato di gravità (art.3 comma 3 legge 104/92) al minimo considerato dignitoso per vivere nel nostro paese e quindi oltre il doppio di quello che invece sarebbe la pensione mensile (287 euro).

Si parla, a livello europeo, di approvare il salario minimo, cioè un reddito da lavoro sotto al quale non si può scendere.

Noi crediamo che sia possibile trovare un reddito mensile dignitoso per i caregiver italiani e che sia sostenibile dalle casse statali del nostro Paese.

(*) questo testo è contenuto nel saggio “L’esercito silenzioso- i caregiver familiari italiani” di A. Corradi e G. Barin, disponibile qui

   Invia l'articolo in formato PDF   

Sostenete la PETIZIONE di Genitori Tosti sul CAREGIVER IN EUROPA!

La sede del Parlamento Europeo

Pubblicato sul blog GT il 15 giugno 2022

Come tutti sapete, da fine marzo 2022, il Parlamento Europeo ha ricevuto la nostra petizione (depositata a settembre 2021). La Petizione è stata registrata con il n. 0981/2021.

C’è la possibilità di sostenerla cioè di “votarla” e fare così sapere quante persone dall’Italia ritengono importante questa petizione.

Per sostenere la petizione è necessario:

1) registrarsi sul portale delle Petizioni del Parlamento Europeo, cliccando su questo link:

https://www.europarl.europa.eu/petitions/it/home

inserendo i dati richiesti;

2) attendete la e-mail di conferma che verrà inviata all’indirizzo mail che avete inserito durante la registrazione. Aprite la mail e cliccate sul link che conferma il vostro indirizzo mail;

3) procedete cliccando il link qui di seguito per caricare la pagina del sito delle Petizioni del Parlamento Europeo:

https://www.europarl.europa.eu/petitions/it/petition/content/0981%252F2021/html/Petizione-n.-0981%252F2021%252C-presentata-da-Giovanni-Barin%252C-cittadino-italiano%252C-a-nome-dell%2527associazione-%2522Genitori-Tosti-in-Tutti-i-Posti%2522-%2528APS%2529%252C-sul-riconoscimento-dei-prestatori-di-assistenza-come-lavoratori-in-Italia?fbclid=IwAR3b–eXfwJTMYRALjUEnY4yIAoQvE1wuXvgeIpQ7cmEiOP7R6sKnA02OJI

e poi sul pulsante “sostieni petizione”. Si apre la pagina della petizione e in basso cliccare il pulsante “sostieni”.

E’ un po’ macchinoso, ma più complicato descriverlo che a farsi.

Se non dovesse funzionar eil link qui sopra, potete cercare la petizione inserendo nel riquadro “ricerca rapida in “Petizioni” il numero 0981/2021.

Vi chiediamo due minuti di tempo per fare un gesto davvero molto importante per tutte e tutti i caregiver.

Grazie a tutti!

Vi ricordo che a settembre l’Europa emetterà la direttiva sul lavoro di cura e la Genitori Tosti contribuisce ai lavori in rappresentanza del nostro Paese.

Forza perciò: date peso alla petizione sottoscrivendola!

   Invia l'articolo in formato PDF