#b1b2affondate Regione Lombardia: continua la protesta sui tagli ai caregiver

Il logo della campagna contro i tagli alle misure B1 e B2

Oramai ogni raggruppamento, associazione, federazione che lavora nella disabilità ha bocciato il piano di revisione delle misure di sostegno per le disabilità gravi e gravissime che Regione Lombardia ha presentato e rimodulato in extremis.
Martedì 5 marzo il raggruppamento di associazioni che aveva già protestato ha pubblicato il comunicato che segue:

Regione Lombardia ha approvato all’unanimità in Giunta la delibera 1669 con cui ha tagliato le Misure B1 e B2 a sostegno della disabilità grave e gravissima. Misure finanziate con le risorse statali del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (FNA) e con risorse regionali.
Una scelta che colpisce un sostegno essenziale per tutti i caregiver familiari. Persone che da sole, ogni giorno, assistono familiari con una disabilità grave o gravissima.
Passare da un sistema di sostegno che preveda contributi ai caregiver a uno fondato su servizi offerti in forma diretta richiede non solo un passaggio graduale, ma la certezza che questi servizi vengano erogati in modo efficace, professionale, continuativo. Ad oggi l’unica certezza è che i contributi verranno ridotti.
Nel lungo confronto con le istituzioni che accompagna sempre le famiglie che vivono la disabilità ogni giorno, questa mossa è risultata dirompente. E resta dirompente anche dopo gli ultimi incontri che hanno portato a evitare il taglio solo in parte. E solo per alcuni casi.
A questo si aggiunge il secondo aspetto: in caso di nuove domande è altamente probabile che queste finiranno in lista d’attesa. Di soldi non ce ne sono. Peccato che chi vive la disabilità non la possa mettere in lista d’attesa, ma ci conviva ogni giorno.

B1 e B2. Caregiver familiari, colpiti e affondati.

Un segnale inequivocabile di fronte al quale nessuno può restare in silenzio.
Anche perché tutto parte dal Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2022-2024. Se oggi ad essere preoccupate sono le famiglie della Lombardia, domani sarà la volta delle altre Regioni che si dovranno allineare.
Insomma, il quotidiano navigare dei caregiver nel tentativo di arrivare ogni sera sani e salvi in porto con la Persona di cui si prendono cura — purtroppo non divertente come il gioco della battaglia navale cui ci siamo ispirati — continua a essere una navigazione particolarmente difficile. E osteggiata.
Servono risorse, certamente.
Ma anche un cambio di mentalità.
Adesso.
#b1b2affondate

Genitori Tosti supporta questa iniziativa.

Chi ha ideato questa stagione di tagli sta amministrando in modo deplorevole una tematica di estrema delicatezza e fragilità.
L’elefante nel negozio di cristalli rende bene l’idea: pur avendo Regione Lombardia rimodulato il taglio, permangono pesantissime ripercussioni, sia nell’immediato che nel futuro. I tagli sono stati in parte rivisti: ridotti sì, ma con maggior complessità per recuperarli in parte e, come già avvenuto in passato, con probabili trafile burocratiche alle quali spesso i caregiver familiari non possono sottostare: chi curerebbe il familiare? E perché gravare di ulteriori fardelli chi vive già una condizione inimmaginabile da coloro che non conoscono questa vita? Le disabilità più gravi non verranno toccate, ma per colmare il taglio verranno useranno risorse ministeriali del fondo caregiver travasandole nella misura B1! Insomma, con una mano dai e l’altra togli. Inoltre, non ci sono garanzie per quanto avverrà dal prossimo anno e, cosa estremamente dannosa, bloccando l’accesso alla misura B1 se prima non si liberano “posti”. Mostruoso. Si sa che dalla misura B1 esci solo con un decesso. Molto raramente se si passa alla B2. Oppure se si accede a una RSA/RSD.

C’è una distanza siderale nel concetto di gestione della disabilità. Le associazioni firmatarie dell’appello, compatte, rifiutano questa linea politica; accetteranno solo il reintegro delle condizioni precedenti, senza limiti, contrattazioni o compromessi al ribasso.

Se questo è il piano che il governo ha in mente per la riforma della legge quadro per la disabilità, DICIAMO NO alla legge delega in materia di disabilità. Non serve. Abbiamo una delle migliori legislazioni al mondo, la Legge 104 del 1992, e chi dice il contrario forse non l’ha capita fino in fondo e apre il fianco a modifiche pericolose per i diritti delle persone con disabilità. In questo momento storico non è da fare.

Diciamo NO ad ogni provvedimento che modifichi, riducendole o rimodulandole, le risorse economiche. Le riforme del sociosanitario hanno ampiamente dimostrato le finalità politiche di togliere servizi e risorse per tutti; immaginare le ripercussioni sulle persone più fragili è facile. Verranno accettate solo misure in aumento delle risorse economiche.

Per ora non possiamo che affermare B1 e B2: colpite e affondate.

#b1b2affondate

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