3 dicembre 2023, Lodi

Riprendiamo lo scritto di CLEBA, Comitato Lodigiano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità. Genitori Tosti aderisce a CLEBA.

https://clebalodi.blogspot.com/2023/11/3-dicembre-2023-giornata-internazionale.html?m=1&fbclid=IwAR0WCOQpoaN4iqFTfLxrCy1VmwRQUv_hZG4W9cdKq-RVqIcb9R_Oz2gLP6M

Ogni anno in occasione del 3 dicembre, Giornata Internazionale dei Diritti delle persone con Disabilità celebrata dall’ONU, CLEBA organizza attività di sensibilizzazione rivolte a Lodi e al suo territorio.

CLEBA è un comitato aperto al quale aderiscono persone interessate al tema delle barriere a 360° ed al benessere ambientale –  soprattutto – delle persone con disabilità. A Cleba aderiscono ALIS Associazione Lodigiana per l’Inclusione Sociale, Genitori Tosti in Tutti i Posti, Ledha Lodi.

Il 3 dicembre 2023 il Comune di Lodi illuminerà il Loggione del Broletto con luci di colore arancione. Il significato si riferisce alla Bandiera della Disabilità, contenente i colori oro, argento e bronzo, colori che richiamano le medaglie paralimpiche degli atleti con disabilità. 

Per la ricorrenza della Giornata delle persone con disabilità di quest’anno, CLEBA richiama il bisogno sociale di rispettare tutte le persone, in modo più pressante coloro che hanno una complessità quali le persone con disabilità. Tale complessità è una virtù, non una mancanza: l’integrazione tra persone con bisogni diversi spinge una comunità ad aprirsi ad un punto di vista nuovo e a trovare soluzioni ottimali per il miglioramento della qualità di vita di tutti, e non solo di alcuni. Una comunità inclusiva ed integrata, che garantisce ai suoi cittadini e cittadine il diritto alla mobilità e l’accesso a tutti i servizi, rappresenta un modello auspicabile di società.

Una società che vede come risorsa tutti i suoi cittadini, compresi quelli con disabilità, dà vita ad un circolo virtuoso, in cui tutti sono chiamati a compartecipare per la crescita e lo sviluppo dell’intera comunità.

Considerare le persone con disabilità come qualcosa di altro, di limitato, che ha quindi bisogno di attenzioni maggiori ed eccessive: questo è l’abilismo.

L’abilismo è discriminazione.

Dalla discriminazione nasce la pura violenza, nelle parole e nei fatti. 

Donne e ragazze con disabilità possono subire una discriminazione multipla, per il semplice fatto di essere sia donne che disabili.

Desideriamo invece un mondo di persone, uomini e donne, che coltivino il rispetto reciproco. Desideriamo luoghi accessibili a tutte e tutti. 

Desideriamo che il 3 dicembre 2023 sia una giornata dove tutte e tutti riflettano sui propri valori e azioni: quali sono i miei principi? Il mio comportamento, le mie azioni, danneggiano, escludono, discriminano altre persone?

Chiediamocelo.

Fare il bene è per gli altri ed anche per noi stessi.

Non è mai troppo tardi per cambiare noi stessi e il mondo che ci circonda.

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Genitori Tosti , l’accessibilità (anche digitale) e il Comune di Verona

“Le nostre pagine, naturalmente, sono aperte a ogni motivata replica e precisazione da parte, nello specifico, della stessa Amministrazione Comunale di Verona. (S.B.)”

Terminava così il bell’articolo pubblicato su Superando lo scorso 25 agosto per raccontare la denuncia di Genitori tosti sui bagni per persone con disabilità installati in  un parco nella città di Verona, inaugurato  lo scorso agosto, il cui restyling è stato finanziata dalla Banca d’Asti.

L’amministrazione scaligera non si è fatta sentire, nè pubblicamente nè in privato, e nessuno, a parte l’associazione Genitori Tosti e l’osservatorio territoriale Verona Polis, ha mai più commentato l’accaduto.

L’associazione Genitori Tosti ha pensato allora di richiedere al  Comune di Verona l’istituzione di una commissione congiunta tra commissione urbanistica e sociale per affrontare il tema del PEBA(piani di eliminazione dele barriere architettoniche) esteso a tutta la città e soprattutto applicato prevedendo una progettazione “a monte”, in modo da non vedere mai più simili interventi di… inaccessibilità. L’accessibilità non riguarda solo un assessorato o un ufficio di un Comune, ma deve comprendere l’intera amministrazione: ogni qualvolta viene predisposto un intervento anche solo un evento, questo deve essere accessibile – per esempio: quanti eventi, che hanno anche il patrocinio o il contributo di un Comune includono davvero le persone con disabilità? Sono davvero tutti attenti affinché ci siano gli ingressi accessibili, i sottotitoli o le audiodescrizioni o gli interpreti LIS o, più “banalmente”, parcheggi dedicati vicinissimi all’ingresso e bagni accessibili?

Pensiamo perciò a quando un Comune deve riqualificare un’area o ristrutturare o persino costruire ex novo: tutto deve essere accessibile e quindi implica che esista un esperto o un gruppo di esperti che “faccia il tagliando dell’accessibilità” all’intervento, altrimenti avremo opere pubbliche che discriminano le persone perché non accessibili.

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Verona, 24 settembre: L’accessibilità delle mura magistrali veronesi

Che cosa è l’accessibilità?

E come si coniuga con le mura magistrali veronesi , patrimonio Unesco?

Una cordata di associazioni Veronesi (Genitori Tosti, Verona Polis, Cai- sezione di Verona e  Centro Studi di Architettura Militare) prova a illustrare il tema nel giro di 60 minuti.

L’evento gode del  patrocinio della Provincia di Verona.

Nella location totalmente accessibile della sede CAI – sezione di Verona, nella bellissima ex caserma Principe Eugenio, nel quartiere storico di Veronetta.

Sarà presente un interprete LIS (Lingua Italiana dei Segni).

A seguire un aperitivo per tutti, gestito da Hosteria Fincato.

Media Partner:  La Cronaca di Verona e Radio Studio Verona.

Grazie al CAI sezione di Verona per l’ospitalità, a Gastronomia Buona Lessinia, Ristorante di specialità libanesi Tabulè e Studio Renoffio (per la grafica)

Non è la solita conferenza noiosa.

Per qualsiasi info: 3392118094 – osservatoriovrpolis@gmail.com

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Niente Giardino d’estate nè bagno se sei persona disabile a Verona

Il Comune di Verona sta approntando una serie di interventi volti a riqualificare tante zone in degrado o a lungo non mai manutentate dell’area urbana.

Una di queste zone è l’ex Sporting club vicino al quartiere San Zeno e a Corso Milano, un’area di 4000 mq che è stata riconvertita a spazio per giochi e aggregazione.

Nel 2022 è stato siglato un patto di sussidiarietà tra il Comune e il comitato “Bacanal del gnoco” che se ne sarebbe occupato.

Poi con l’intervento dell’amministrazione è comparso uno sponsor privato (Banca D’asti) che ha permesso di installare le pavimentazioni antitrauma e i bagni.

Avendo noi GT l’occhio clinico subito ci siamo domandati chi avesse progettato e realizzato i lavori per questi bagni che, come si vede dalla foto 1 sono stati effettuati da qualcuno che non sa assolutamente che cosa sia l’accessibilità.

Abbiamo fatto notare la cosa sul profilo FB dell’assessore deputato che a quanto pare è responsabile di questa riqualificazione, il quale ha prontamente risposto dicendo che la foto da lui messa su Fb risale a “lavori in corso” e che i lavori finiti sono quelli che si possono osservare nella foto 2.

Chiunque, a partire dalle persone in sedia a rotelle e a salire poi ad architetti, progettisti etc ha avuto un moto di ribrezzo: la pedana non è norma, non ha la giusta pendenza e quindi è invalicabile e poi è impossibile aprire la porta (che per le toilette per persone disabili dovrebbe essere scorrevole) ed infine rimane la grandissima barriera dei prefabbricati per cui c’è un’ulteriore barriera costituita dalla cosiddetta lama della porta – chi bazzica i prefabbricati sa di che cosa stiamo parlando.

A completare la versione inaccessibile da manuale, per eccellenza, di quello che è un bagno destinato alle persone disabili è il ghiaino del suolo: non solo il ghiaino ma pure il suolo irregolare con depressioni e rigonfiamenti che è come l’anticristo per chi è in sedia a rotelle anche se motorizzata! Il ghiaino è ovunque, dall’ingresso in poi, come si può evincere dal video fatto dall’architetto e socio GT Giacomo Albertini.

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SAN REMO è accessibile?

Scritto pubblicato l’8 febbraio sul blog

Come sapete dal giugno 2020 abbiamo lanciato la campagna, tuttora aperta, per i concerti e gli eventi dal vivo accessibili in Italia, cioè per fare in modo, finalmente, che anche in Italia il settore del divertimento, declinato in ogni sua accezione, sia fruibile anche dalle persone con disabilità.

Da allora abbiamo scritto, telefonato e contattato un sacco di interlocutori. Ma i risultati sono stati molto differenti da quanto ci aspettavamo e stiamo pensando di raccontarli tutti in un prossimo libro.

Avevamo già scritto in passato alla Rai per il festival di San Remo, quest’anno abbiamo deciso di scrivere direttamente al suo direttore artistico cioè Amadeus, che è anche concittadino della scrivente.

“Caro Amadeus,
mi chiamo Alessandra Corradi e sono veronese.
Ti scrivo a proposito di un tema a me molto caro, in quanto presidente di un’associazione di genitori di figli con disabilità (qualunque tipo) e cioè l’accessibilità del festival di San Remo.
Tutti in questi giorni stanno leggendo articoli riguardanti la performer interprete LIS che viene affiancata ai cantanti in gara e quindi si fa un gran parlare di accessibilità per le persone sorde.
Sappiamo che la Rai ha un sistema di sottotitolazione per le persone sorde non segnanti, cioè tutte quelle persone sorde che non parlano la LIS e che sono la stragrande maggioranza.
Non so se esiste un sistema, offerto dalla Rai, di audio-descrizione per le persone cieche .
Sul sito web del festival invece non mi risulta che siano applicati gli standard di accessibilità digitale per cui persone con disabilità (tutte, esistono anche le persone con limitazioni cognitive che devono comunque avere diritto alle informazioni online) riescono a fruire correttamente dei contenuti.
Infine arriviamo all’accessibilità “fisica” del festival, cioè il luogo in cui si svolge la nostra più importante kermesse musicale italiana: il teatro Ariston.
Suppongo che essendo uno dei teatri più rinomati del Paese e sede del festival, sia super accessibile con bagni attrezzati e con il personale formato adeguatamente nell’accoglienza delle persone disabili. Nemmeno sul suo sito web, però, a partire dalla home page non c’è nulla che faccia capire che è un sito accessibile secondo la Legge Stanca (che risale al 2004) e poi in base alla recente legge 120/2020 (art.29).
Infine: sappi che il festival di San Remo è stato scelto come decisore nella petizione, lanciata dalla associazione che rappresento per la campagna concerti ed eventi accessibili in Italia, che puoi leggere qui:
https://www.change.org/p/concerti-ed-eventi-dal-vivo-accessibili-in-tutta-italia
Sperando che questa mia non venga eliminata e cancellata, ma che sia il punto di partenza per un confronto concreto, finalizzato a rendere sia il festival di San Remo che l’intrattenimento in generale, accessibile in Italia, ti auguro ogni successo e riuscita al debutto della 73treesima edizione del festival della canzone italiana: in bocca al lupissimo!
Cordiali saluti.”
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