Servizi e diritti solo per turisti ed olimpionici, a Verona.

Quasi nessuno dei non addetti al settore sa che l’Italia, appena lo scorso agosto, è stata condannata dal parlamento Europeo per non aver applicato la direttiva sull’accessibilità.

In breve: prodotti e servizi essenziali devono essere accessibili a tutti specie per le persone con disabilità, qualunque essa sia. Questi prodotti e servizi includono:

  • computer e sistemi operativi
  • Sportelli bancomat, biglietterie e macchinette per il check-in
  • smartphone
  • Apparecchiature televisive legate ai servizi televisivi digitali
  • servizi di telefonia e relative apparecchiature
  • accesso ai servizi di media audiovisivi come le trasmissioni televisive e le relative apparecchiature di consumo
  • servizi relativi al trasporto passeggeri aereo, autobus, ferroviario e per vie navigabili
  • servizi bancari
  • e-book
  • commercio elettronico

La direttiva è del 2019 e la scadenza per l’applicazione era nel 2022. Non è la prima volta che il nostro Governo ignori le direttive europee e poi venga condannato..

Credo non sia difficile capire che, per esempio, gli sportelli bancomat o i servizi di trasporto o qualunque servizio reso in un luogo non accessibile riguarda la mobilità delle persone (tutte le persone) e quando si parla di mobilità ci si riferisce al contesto urbano.

Insomma arriviamo sempre a questi PEBA (Piani di Abbattimento delle Barriere Architettoniche).

E arriviamo alla nostra città.

Dopo quanto ho scritto qui mi è passato sottocchio l’invito, da parte dell’assessore con delega all’abbattimento barriere architettoniche, nonché con la carica anche di vice-sindaca, Avvocato Barbara Bissoli, alle parti sociali, agli ordini, ai sindacati, ai servizi di telefonia, per partecipare ad un evento in cui verrà illustrato il nuovo piano urbanistico della città.

Si legge testualmente “Il processo di revisione in parola prevede fasi di studio, di confronto tra tecnici a partire da un’ampia fase partecipativa aperta alla cittadinanza veronese e a tutti i portatori di interesse.”

Ebbene per questa vicesindaca, che ha la delega specifica, le persone con disabilità e le associazioni che le rappresentano non sono “portatori” di nessun interesse nel “processo di revisione in parola”.

D’altro canto possiamo leggere il copincolla dell’ennesimo comunicato comunale (per esempio in questo articolo) che trionfalmente annuncia il secondo stralcio del PEBA in centro storico. E comunica che per tutti i lavori la nostra amministrazione ha destinato ben 100.000 euro.

Rinfreschiamo la memoria e diamo le notizie corrette: tutta la parte del centro storico oggetto della “invasione” turistica è stato mappato, in tutte le sue 2300 e rotte barriere. Ciascuna barriera ha una scheda specifica con foto e suggerimenti di come abbatterle. Tutte le schede sono visionabili ( o lo erano) sul sito del Comune.

Rimane però online la relazione finale del lavoro – ricordiamo anche che questo lavoro fu finanziato grazie ad un fondo statale dedicato.

In detta relazione finale si legge a pag. 6: “Ricordiamo, infine, che a latere delle attività legate al P.E.B.A., si è svolto a Verona in data 26/05/2018 un importante seminario interregionale, organizzato da I.N.U. e C.E.R.P.A. Italia Onlus, sul tema “Rigenerazione Urbana attraverso i P.E.B.A.” che ha visto coinvolti l’Assessore alla Pianificazione Urbanistica, alla Programmazione degli interventi per l’Abbattimanto delle Barriere Architettoniche e all’Edilizia Privata, i tecnici del Comune e i Tecnici incaricati alla redazione del Piano. Il convegno ha avuto un positivo riscontro fino ad auspicare la stesura di un documento, in fase di lavorazione, chiamato “Carta di Verona” in riferimento ai P.E.B.A. come strumenti di miglioramento della qualità urbana. “. Noi Genitori Tosti eravamo presenti in quanto autori di un progetto discusso nel tavolo coordinato dall’arch. Piera Nobili (CERPA ITALIA) che coinvolse tutti i 7 istituti superiori di secondo grado della città di Lodi, progetto poi premiato al concorso nazionale per geometri.

Altre cose importanti: questo lavoro fatto nel 2018, che costituisce l’inizio del PEBA cittadino (manca tutto il resto della città), è stato approvato in consiglio comunale nel gennaio 2019 – amministrazione a guida Sboarina. Con validità decennale e trasmesso alla Regione Veneto. L’allora assessore deputato, ingegnera Segala, aveva detto che il conto totale per sbarrierare solo quella porzione di centro storico ammontava a 14 milioni di euro e che i lavori avrebbero dovuto essere completati appunto in un decennio.

Sappiamo, perché chi scrive ha fatto un intervento sull’accessibilità urbana nel giugno 2020 che le barriere abbattute fino ad allora erano 6. Poi con il lock down e il successivo cambio all’amministrazione con una giunta di segno opposto alle precedenti 4, tutto si è fermato. La delega all’abbattimento delle barriere non è mai stata annunciata ufficialmente per esempio e, a novembre del 2022, solo grazie alle urbane domande di Gianni Falcone online su FB, siamo stati avvisatii che la delega era stata assegnata all’Avv. Bissoli.

A fine maggio 2023 è stata approvata una mozione a prima firma del consigliere Trincanato – ma il cui contenuto proveniva da tre cittadini stakeholder, e ora a novembre 2023 ci sono queste due sedute di commissioni congiunte, causate dalla richiesta proveniente sempre da chi scrive, in cui non si è parlato del PEBA nelle circoscrizioni perché nessuno ci ha mai pensato e giusto oggi, 16 novembre, l’assessore Benini, che sappiamo essere un esperto di statistica e prezzi dei prodotti alimentari, illustrerà a tutti l’implementazione del PEBA , con un secondo stralcio proveniente da chissà che astrazione.

Se andiamo a vedere il secondo stralcio sulla relazione (del 2018) a firma architetto Stefano Maurizio e progettista Leris Fantini abbiamo questo elenco di vie e il costo totale dei lavori è di oltre 600.000 euro (cfr foto)

Mentre sull’articolo di Verona Sera leggiamo che il secondo stralcio del PEBA riguarda “ via Anfiteatro, via Stella, piazza Indipendenza, Corso Castelvecchio, via Roma, via degli Alpini, piazzetta Municipio e corso Porta Nuova” e il Comune ha stanziato 100.000 euro.

Di quale PEBA stiamo parlando? Esiste un nuovo PEBA? E quando sarebbe stato approvato in consiglio comunale?

Oltre a ciò non è dato sapere come e quando il Comune di Verona intenda stanziare o reperire i fondi necessari per i lavori di abbattimento delle barriere – una voce di bilancio che dovrebbe figurare in maniera fissa. E questo punto era anche presente nella mozione di maggio 2023.

Rendere accessibile la città sembra che sia più un dovere, per farci trovare pronti per le olimpiadi del 2026, invece che finalmente la resa di un servizio agli abitanti in primis e per accogliere al meglio quanti vengano in visita per diporto o affari.

Poi leggiamo, come ci è capitato la settimana scorsa, che nelle scuole veronesi ci sono barriere e nessun ascensore o addirittura nessun bagno per persone con disabilità.

Ma le barriere vanno tolte solo in centro. Cosa importa se si lede il diritto allo studio o la dignità delle persone o se si impedisce loro di girare per i propri quartieri di periferia.

   Invia l'articolo in formato PDF   
Taggato , , , , . Aggiungi ai preferiti : permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *