Sull’inclusione delle persone con disabilità uditiva

Apprendiamo dalle pagine della Ministra Stefani dell’approvazione da parte della Commissione Bilancio dell’emendamento al Decreto Sostegni-bis che prevede le “Misure per il riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana e l’inclusione delle persone disabilità uditiva”. Nel testo dell’emendamento al comma 1 si scrive che “la Repubblica riconosce, promuove e tutela la Lingua dei Segni Italiana (LIS) e la Lingua dei Segni Italiana Tattile (LIST)”. Il riconoscimento degli interpreti LIS e LIST, sia il rendere disponibili i sottotitoli, sono atti doverosi richiesti e attesi da anni che sui quali praticamente tutte le parti politiche avevano espresso il supporto.

Nell’ottica dell’inclusione universale, senza barriere, ricordiamo però che non tutte le persone con sordità utilizzano la LIS o utilizzano esclusivamente la LIS per comunicare. 

C’è in Italia una grandissima parte di sordi oralisti. Se il titolo dell’emendamento recita “Misure per il riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana e l’inclusione delle persone disabilità uditiva”, è fondamentale ricordare che l’inclusione delle persone con disabilità uditiva non è dato esclusivamente dal riconoscimento della LIS e dalle campagne di informazione e sensibilizzazione.
Va attuato lo screeening neonatale in tutte le Regioni italiane e deve essere programmata e compiuta una formazione capillare dei pediatri

Deve essere riconosciuto l’aggiornamento gratuito degli impianti cocleari senza limiti di tempo o di età anagrafica del paziente, devono essere fornite le protesi acustiche digitali di ultima generazione a tutti i pazienti senza alcun carico economico ai pazienti stessi.

Devono essere riconosciute ai pazienti da parte dalla ASL/ASST le batterie per le protesi acustiche e gli impianti cocleari ricaricabili e non. Devono essere riconosciuti i dispositivi di protezione dall’acqua per consentire di avere una vita sociale anche in piscina o al mare.

Devono essere riconosciuti come indispensabili i dispositivi ad induzione magnetica che consentono l’accessibilità nei luoghi pubblici come ad esempio gli sportelli di anagrafe, poste, ospedali, biglietterie, chiese, musei, teatri, ecc.

Le scuole di ogni ordine e grado, dall’asilo all’università, per essere inclusive, devono avere aule ed ambienti acusticamente adeguati per chi è portatore di protesi ed impianti cocleari; ricordiamo che la pressoché totalità delle scuole italiane sono fuori norma anche per i normoacusici per il livello di rumore che diventa un danno per tutti sotto ogni profilo della salute. Tutti gli studenti hanno diritto alla figura dell’insegnante di sostegno e dell’Assistente all’autonomia e alla Comunicazione; questo Assistente (che opera anche per altre disabilità, quale l’autismo e l’ipovisione/cecità) deve avere un riconoscimento e un profilo professionale ben diverso dall’attuale, attraverso la sua statizzazione come richiesto da molte associazioni tra cui la nostra (facendo molta attenzione però ad alcune proposte di Legge assai negative). 

Tutto questo ha bisogno prioritariamente di ingenti fondi economici, che lo Stato deve prevedere, garantire e fornire. Sulla disabilità serve investire, tanto e subito e su tutti i fronti, anche quelli che le possono sembrare politicamente meno comodi. Prima che le criticità diventino sempre più costose o, peggio, che si abbandonino le persone a sé stesse.

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