Servizi e diritti solo per turisti ed olimpionici, a Verona.

Quasi nessuno dei non addetti al settore sa che l’Italia, appena lo scorso agosto, è stata condannata dal parlamento Europeo per non aver applicato la direttiva sull’accessibilità.

In breve: prodotti e servizi essenziali devono essere accessibili a tutti specie per le persone con disabilità, qualunque essa sia. Questi prodotti e servizi includono:

  • computer e sistemi operativi
  • Sportelli bancomat, biglietterie e macchinette per il check-in
  • smartphone
  • Apparecchiature televisive legate ai servizi televisivi digitali
  • servizi di telefonia e relative apparecchiature
  • accesso ai servizi di media audiovisivi come le trasmissioni televisive e le relative apparecchiature di consumo
  • servizi relativi al trasporto passeggeri aereo, autobus, ferroviario e per vie navigabili
  • servizi bancari
  • e-book
  • commercio elettronico

La direttiva è del 2019 e la scadenza per l’applicazione era nel 2022. Non è la prima volta che il nostro Governo ignori le direttive europee e poi venga condannato..

Credo non sia difficile capire che, per esempio, gli sportelli bancomat o i servizi di trasporto o qualunque servizio reso in un luogo non accessibile riguarda la mobilità delle persone (tutte le persone) e quando si parla di mobilità ci si riferisce al contesto urbano.

Insomma arriviamo sempre a questi PEBA (Piani di Abbattimento delle Barriere Architettoniche).

E arriviamo alla nostra città.

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PEBA: la palude della tristezza (per i cittadini con disabilità) a Verona.

(Foto: un’immagine della scena del film “la storia infinita” dove Atreiu cerca di liberare il suo cavallo dalla palude della tristezza).

Giovedì 9 novembre si è tenuta a palazzo Barbieri, la commissione congiunta Urbanistica/Sociale, da me richiesta in data 29 agosto 2023 (!), per affrontare la tematica del PEBA nei territori delle 7 circoscrizioni della città di Verona, cioè la cosiddetta periferia (*).

Ci sono voluti 70 giorni (quanto gli antichi egizi lasciavano le salme nella soda, affinché i tessuti si mummificassero) perché l’importante consesso si tenesse. 

Premetto che non mi è stato anticipato nulla di come si sarebbe svolta la riunione e dato che l’avevo richiesta, in quanto stakeholder e soggetto esperto ( ci occupiamo di sbarrieramento e accessibilità a livello nazionale), avevo anche un progetto da proporre al mio Comune e due istanze, molto importanti, da avanzare.

La riunione, che aveva la durata di 60 minuti si è svolta nel seguente modo: appello, introduzione del presidente della IV commissione (urbanistica) Trincanato, intervento spot della presidente della V commissione (sociale) Stella, due parole della vice-sindaca Bissoli (con delega all’abbattimento barriere) e oltre 30 minuti di intervento della funzionaria comunale deputata al PEBA, l’architetta Grazi. 

Architetta che ha parlato di: Arena di Verona, museo di Castelvecchio, Centro storico, i parcheggi che mettono in comunicazione la periferia con il centro storico e tutti i ritardi che si patiscono a causa degli enti che riguardano le olimpiadi del 2026 per cui è necessario rendere accessibile l’Arena etc. Qui occorre un inciso esplicativo: i lavori per rendere accessibile l’Arena di Verona (nel 2023!) sono stati iniziati non perché il Comune avesse una volontà consapevole  di inclusione circa il  principale monumento cittadino o per questioni legate alle paralimpiadi ma, semplicemente e anche abbastanza “cringe”, perché detto Comune e la fondazione Arena sono state condannati da ben due tribunali (Verona e Mantova) ad eseguire i lavori di sbarrieramento per discriminazione nei confronti degli spettatori con disabilità, che in Arena non hanno mai potuto seguire i concerti  al pari degli altri spettatori.

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Al lupo, al lupo!

Negli ultimi giorni si sono affastellati articoli che riportano il taglio (addirittura sul filo di lana aumentato fino a 400 milioni) ai danni degli interventi per le politiche sulla disabilità.

Prima di trarre conclusioni su dichiarazioni di terzi, sarebbe consigliabile partire dal dato certo e incontrovertibile del documento, cioè su quanto scritto nella bozza della manovra finanziaria datato 30 ottobre 2023 e così approdato in parlamento per una prima lettura.

Immagino che, dopo la lettura, i vari parlamentari appronteranno le loro osservazioni e quindi ci sarà tutta una fase di approvazione di ciascun articolo della legge finanziaria, con dibattito e, si spera, accesa battaglia su certi punti fulcrali della manovra, come appunto i provvedimenti che vanno a interessare le fasce più deboli della popolazione.

Al momento la manovra prevede questo, per il mondo che ci riguarda, leggiamo insieme, in grassetto i miei commenti:

Capo III Disabilità

ART. 40.

(Fondo Unico per l’inclusione delle persone con disabilità)

1. Al fine di assicurare un’efficiente programmazione delle politiche per l’inclusione,

l’accessibilità e il sostegno a favore delle persone con disabilità, a decorrere dal 1°

gennaio 2024 è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle

finanze, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del

Consiglio dei ministri, il Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità

con una dotazione di euro 231.807.485 euro annui a decorrere dall’anno 2024.

Quindi abbiamo un fondo ex novo di 231.807.485 euro per ogni anno.

2. A decorrere dal 1° gennaio 2024:

a)l’articolo 34, commi 1, 2 e 2-bis del decreto legge 22 marzo 2021, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n. 69,

b) l’articolo 1, commi 179 e 180 della legge 30 dicembre 2021, n. 234,

c)l’articolo 1, comma 254, legge 27 dicembre 2017, n. 205,

d)l’articolo 1, comma 456, della legge 30 dicembre 2018, n. 145,

sono abrogati.

Ho suddiviso io con lettere per far capire meglio quanti articoli di quali leggi sono stati abrograti.

a) La legge 69/2021 modifica un decreto legge al cui articolo 34 troviamo l’istituzione del famoso fondo “per l’inclusione delle persone con disabilita’», con una dotazione di 100 milioni di euro per l’anno 2021, il cui stanziamento e’ trasferito al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri. “ Cui sono stati aggiunti 20 e 35 milioni per gli anni successivi.

b) la legge 234/2021 riguarda i fondi stanziati per gli asacom e nello specifico “con una dotazione di 100 milioni di euro a decorrere dall’anno 2022. “.

c) questo è il famoso comma della finanziaria 2018 dove si stanziavano 20 milioni all’anno per un triennio = 60 milioni, per la legge sul riconoscimento del caregiver familire che poi non fu approvata nella legislatura. Questi 60 milioni poi furono incrementati fino ad arrivare a 75. E, se vi ricordate bene, poi la ministro Bonetti non si sa come né perché – nessuno lo hai spiegato – li dirottò alle Regioni tramutandoli magicamente in  68 milioni, che sono stati distribuiti come sappiamo e con quali elefantiaci tempi.. Quindi la dotazione finanziaria del primo triennio, per la legge sui caregiver è stata spolpata. Successivamente, nella finanziaria2021 (L. 178/2020) al comma 134 leggiamo: “E’ istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali un fondo, con una dotazione di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attivita’ di cura non professionale svolta dal caregiver familiare, come definito dal comma 255 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205.”.

La domanda sorge spontanea: e questi 90 milioni, giacenti chissà dove, che fine fanno? A questo vorrei rispondesse non solo la ministro Locatelli ma anche chiunque in parlamento, a partire dai segretari dei partiti o loro portavoce. ‘E ora di smetterla di trattare l’argomento come qualcosa di serie Z, qualcosa in funzione delle persone con disabilità e qualcosa di inferiore al badantato!

d) In barba alla direttiva europea (!) si cancella il fondo istituito per la LIS, l’interpretariato e quanto pertiene alla tecnologia connessa alla LIS.

Quindi: tolti i famosi 75 milioni del comma 254 che, come abbiamo spiegato non esistono più, a quanto ammonta in totale lo smantellamento degli altri fondi ? E sono stati presi quanti e quali soldi destinati alle politiche per la disabilità per finanziare altre voci di bilancio? E queste manovre sono tutte legali, cioè è normale che per gli interventi finanziari un Governo faccia così?

Proseguiamo nella lettura dell’art.40 :

3. Le risorse di cui al comma 1 sono destinate a finanziare iniziative collegate a una

delle seguenti finalità:

a) potenziamento dei servizi di assistenza all’autonomia e alla comunicazione per

gli alunni con disabilità della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della

scuola secondaria di primo e secondo grado;

b) promozione e realizzazione di infrastrutture, anche digitali, per le politiche di

inclusione delle persone con disabilità, anche destinate ad attività ludico-sportive;

c) inclusione lavorativa e sportiva;

d) turismo accessibile;

e) iniziative dedicate alle persone con disturbi del neuro-sviluppo e dello spettro

autistico;

f) interventi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività

di cura non professionale del caregiver familiare;

g) promozione della piena ed effettiva inclusione sociale delle persone sorde e con

ipoacusia, anche attraverso la realizzazione di progetti sperimentali per la

diffusione di servizi di interpretariato in lingua dei segni italiana (LIS) e

videointerpretariato a distanza nonché per favorire l’uso di tecnologie innovative

finalizzate all’abbattimento delle barriere alla comunicazione;

h) iniziative e progetti di rilevanza nazionale per la promozione dell’accessibilità e

inclusione delle persone con disabilità;

4. L’utilizzo del fondo, per le finalità di cui alle lettere da a) a h), del comma 3 di cui

al presente articolo è disposto con uno o più decreti dell’Autorità politica delegata

in materia di disabilità adottati di concerto con il Ministro dell’economia e delle

finanze e con gli altri Ministri per le parti di rispettiva competenza. I decreti di cui

al primo periodo, sono adottati, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8,

del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 per le finalità di cui alle lettere b), c),

d), e), f) g), h), e per le finalità di cui alla lettera a), acquisita l’intesa in sede di

Conferenza unificata.

5. A decorrere dall’anno 2025, gli enti territoriali beneficiari delle risorse di cui al

comma 1 sono sottoposti a monitoraggio e rendicontazione ai fini della definizione

degli obiettivi di servizio.

6. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 178, della legge 30 dicembre 2021, n. 234,

è incrementato di 85 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026.

Da semplice cittadina e non da specialista in bilanci statali o politologa o che, le domande che mi faccio sono: se è vero che c’erano 350 milioni e li hanno usati per altro poichè non sono stati utilizzati – ma, in base alle dichiarazioni della ministro per la disabilità Alessandra Locatelli, non sono stati utilizzati perché avrebbero dovuto esserci i decreti attuativi alla legge delega sulla disabilità, ma verranno restituiti nel 2025, perché chi ne aveva potere e competenza non si è adoperato per fare uscire i decreti attuativi in tempo e così poter distribuire ai beneficiari quei 350 milioni? Qui smacca il silenzio di entrambe le federazioni FISH e FAND, com’è che non hanno detto nulla? O mi sono persa qualcosa?

Poi: viene cancellato il fondo suddetto e ne viene creato un altro? 231etc milioni sono sempre 231 etc milioni, il fatto è che, comunque sono sempre troppo pochi i fondi stanziati per qualsiasi manovra che riguardi il mondo della disabilità.

Se poi andiamo a vedere nel dettaglio, questi milioni stanziati sono da dirottare alle Regioni per:

1) pagare gli ASACOM dalla scuola dell’infanzia alle superiori in tutta Italia;

2) infrastrutture, anche digitali, per l’inclusione anche ludico sportiva (sportelli in presenza e siti intenet che pubblicizzano lo sport e/o la cultura?);

3) inclusione lavorativa e sportiva;

4) turismo accessibile;

5) iniziative per persone nello spettro autistico;

6) interventi per il caregiver familiare (cosa vorrebbe dire il “riconoscimento del valore economico del lavoro di cura”? Ci danno una medaglia?);

7) inclusione persone sorde/ipoacusiche e progetti sperimentali per la LIS;

8) accessibilità ed inclusione delle persone con disabilità;

Francamente un minestrone.

Trovo, nelle 260 pagine del documento, assenze significative: misure per l’inclusione scolastica =docenti di sostegno, tecnologia assistiva, formazione del personale etc , l’accesso alle cure e alla riabilitazione e poi l’accessibilità –  nessun fondo per opere di sbarrieramento nel Paese che è stato appena denunciato per non aver applicato la direttiva europea in merito??

Facciamo un conto a spanne: dividiamo questi 231 milioni per 20 che sono le Regioni: vien 11.550 milioni a Regione.

Per finanziare che cosa?

Allora l’informazione che, attraverso i comunicati e i media, deve passare è  “Ci sono troppo pochi o meno del solito fondi destinati al mondo della disabilità!”. Oppure: “Al lupo al lupo, ci hanno rubato i fondi!”?

Chi è che deve vigilare ed intervenire se non vengono rispettate le leggi nazionali e addirittura, persino, le direttive europee?

Chi è che ci rappresenta ai vari tavoli, agli osservatori e in tutti quei posti dove vengono prese le decisioni?

E i politici? Quali sono i politici e i partiti che davvero si battono per i diritti delle persone con disabilità?

E bisogna sempre creare allarme agli sgoccioli? Durante il resto dell’anno che si fa?

Sarebbe interessante avere queste risposte. Che sarebbero un ottimo punto di partenza.

Infine, credo sia giusto puntualizzare che la legge sul caregiver familiare non deve riguardare le persone con disabilità, ma le persone che assistono, i familiari assistenti cioè una categoria a sé, e quindi la pertinenza deve essere del Ministero del lavoro perché si tratta di riconoscere persone che lavorano senza nessun diritto riconosciuto e in sfregio alla Costituzione, in primis. Che poi il 90% di queste persone siano donne in un Paese in cui la disparità di genere è ancora abissale pare non interessare nessuno.

Staremo a veder gli sviluppi perché la finanziaria ancora deve essere approvata.

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Buon Halloween a tutti – parte 2.

Non mi sarei mai immaginata che il 31 ottobre 2023, scrollando la bacheca del mio profilo Facebook, avrei letto che alle 12.30 della stessa mattina, ci sarebbe stata la diretta della conferenza stampa della presentazione del progetto di legge “Disciplina regionale per la promozione delle cure palliative e dell’assistenza sanitaria alle persone affette da malattia terminale o inguaribile. Divieto di eutanasia omissiva e commissiva e istituzione di apposito albo per i caregivers”.

Presso il Consiglio Regionale del Veneto.

Lo stesso luogo dove noi genitori Tosti abbiamo presentato il nostro libro sui caregiver familiari italiani.

Le domande erompono: perchè i caregiver solo dei malati terminali?

Oppure: che cosa c’entrano i caregiver familiari con il fine vita?

E poi: ma si parla di caregiver familiari o di caregiver, perchè sono due figure distinte, normate in maniera diversa: nel testo del PDL si usa indifferentemente la dicitura caregivers (!) e caregiver familiari.

Se nel testo di questa proposta di legge, presentata al consiglio il 2 agosto 2023 (!) e di cui non si è mai fatta menzione da nessuna parte, si parla di albo e interventi per la tutela del caregiver etc, perchè al tavolo regionale del Veneto per il caregiver familiare, non è mai arrivato nulla? Noi Genitori Tosti ne facciamo parte insieme a un tot di enti da tutta la Regione.

Oltretutto che nel maggio 2023 abbiamo scritto una prima volta alla Regione Veneto per richiedere l’istituzione dell’albo dei caregiver familiari; una seconda volta a luglio 2023. Nell’attesa che esca la legge nazionale e poter procedere a emanare una norma regionale che possa così integrare quella nazionale ed eviti sprechi, di risorse e personale e quant’altro.

Senza contare poi che a gennaio 2023 siamo stati invitati a Palazzo Ferro-Fini a presentare il nostro saggio “L’esercito silenzioso- i caregiver familiari italiani” introdotti dal presidente del Consiglio Regionale Veneto Roberto Ciambetti congiuntamente alla consigliera regionale di origini veronesi Alessandra Sponda. Qui il post in cui abbiamo fatto il resoconto su questo blog. Erano invitati tutti i consiglieri veneti. In sala, tra il pubblico, c’era solo Erika Baldin (M5S) e poi ci ha raggiunto Cristina Guarda (VEV).

Qui la registrazione dell’evento.

Quindi ho seguito la diretta di questa conferenza stampa svoltasi il 31 ottobre.

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Buon Halloween a tutti – parte 1

“Ad Halloween per spaventare un disabile in carrozzina vi basterà travestirvi da barriera architettonica mentre urlate “TU RIMANI FUORI AL FREDDOOOHH”!

😰
😰
😰

Le barriere architettoniche, così spaventose che in Italia solo in pochi si avvicinano per eliminarle.”

Facciamo nostre le parole di Umberto Guidoni vicepresidente di Anmic Parma e fine commentatore che, con garbo e vis comica, scrive sempre sulle questioni che riguardano la disabilità, in maniera lucida e oggettiva.

Sappiamo che questo 31 ottobre è stato molto partecipato anche dalla popolazione con disabilità e questo è un bel segnale di inclusione e quindi di affermazione dei diritti della categoria.

Lascio alcune foto che vengono principalmente da siti americani, nazione dove per esempio, nelle catene di negozi di abbigliamento vendono anche i costumi per chi è sulla sedia a rotelle.

Persone rotellate in costume questa notte significa che ci sono molti luoghi accessibili, il che è sempre una buona notizia.

il nostro pese invece si è beccato l’ennesima stangata dal parlamento europeo perchè non applica la direttiva comunitaria sull’abbattimento dele barriere, il cui adempimento scadeva addirittura nell’estate 2022.

Come paese abbiamo per esempio un appuntamento importante con l’accessibilità mondiale che è Milano-Cortina 2026. Al momento tiene banco solo l’annosa polemica sulla pista da bob mentre comunicati, progetti, call etc sula pianificazione dell’abbattimento delle barriere e dell’allestimento per rendere accessibili non solo i luoghi ma anche i siti web dell’importante kermesse sportiva a livello planetario non se ne vede manco l’ombra.

Finora abbiamo solo letto di 15 milioni di euro stanziati per rendere accessibile l’Arena di Verona che sarà teatro della manifestazione di chiusura delle olimpiadi/paralimpiadi invernali.

Ma ricordiamo che esistono ben due sentenze, di due differenti tribunali, che condannano il Comune di Verona e la fondazione che gestisce l’Arena a sbarrierare i luoghi come vuole la legge e come indicherebbe il padroneggiare una cultura attenta ai bisogni di tutti.

Per una sera intanto lasciamoci andare alla festa dopo aver usato la nostra creatività per creare costumi anche stando sulle rotelle e complimenti a tutti!

Segnaliamo come unici italiani che abbiamo trovato su Fb Stefania Gianforte e suo figlio Gabriele da Ronciglione (Viterbo) il paese nativo del cantante Marco Mengoni.

Poi ci sono gli utenti di Wheelchair Life (USA), Todo Sobre Discapacidad (Spagna), Accesible Pour Tous (Francia).

Sotto le foto la traduzione in inglese a beneficio dei lettori stranieri. The English translation is under the pics.

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