Inclusione scolastica: si riforma, si arretra, si riforma, si arretra…

Il 7 aprile 2017 sono stati approvati i decreti delegati della Legge 107/2015. Tra questi quello inizialmente emanato dal Governo come schema di decreto Atto 378 riguardante gli allievi con disabilità nelle scuole, ora presentato nel suo testo definitivo.

Fin dalla proposta nel 2014 del disegno di legge Fish/Fand di riforma del sostegno scolastico, arrivando all’attuale testo approvato, Genitori Tosti ha sempre affermato la contrarietà a qualsiasi cambiamento in senso restrittivo dei diritti degli studenti con disabilità sia per le loro famiglie.

Il testo approvato dal governo porta nuove diffuse criticità nel sistema inclusivo, solo in apparenza circoscritto all’ambito scolastico, ma che estenderà i suoi effetti negativi in quello più vasto dell’inclusione sociale delle persone con disabilità, andando a modificare la Legge 104/1992.

Ne esce un sistema scuola distorto, che limiterà l’accesso alla scuola “di tutti e di ciascuno”. Siamo di fronte a un cambiamento che fonda le proprie radici nella discriminazione delle persone più fragili. Una riforma imposta senza aver considerato consigli e richieste di famiglie, docenti, assistenti, esperti.

Le criticità nell’inclusione scolastica, al contrario di quanto affermato dal MIUR, sono in estrema sintesi le seguenti:

  • marginalizzazione della famiglia e delle associazioni nel processo inclusivo;
  • svilimento del PEI, Progetto Educativo Individualizzato;
  • insufficiente formazione del personale docente e non docente;
  • ridimensionamento (e scomparsa) dei GLHI
  • valutazione dell’inclusione scolastica lontana dall’essere fattore inclusivo;
  • sfilacciamento della filiera gestionale che sul territorio perde l’occasione di rinvigorire il ruolo di supporto alle famiglie e alle persone con disabilità, razionalizzando in senso deprimente ciò che fino ad oggi erano i GLIP, Gruppi di Lavoro Interistituzionale Provinciale, e di conseguenza gli UST;
  • burocratizzazione gestionale, tesa a tagliare risorse negando il dialogo;
  • eliminazione della possibilità per le famiglie di aprire un contenzioso in modo razionale;
  • per contro, aumento di contenziosi maggiormente complessi, con oneri crescenti per tutti e spreco di risorse per lo Stato;
  • enorme criticità nella delicata gestione degli aspetti sanitari e di igiene;
  • mancanza di strategie nell’alternanza scuola-lavoro;
  • assenza di visione nel percorso dopo la scuola secondaria di secondo grado;
  • grande incertezza sul futuro dell’insegnante di sostegno e degli assistenti;
  • infine ma non certo di minore gravità: che fine farà la scuola in ospedale e a domicilio, fiore all’occhiello del diritto all’istruzione e allo studio dello Stato italiano?

Nonostante l’impegno eccezionale della Rete dei 65 Movimenti, cui Genitori Tosti aderisce, l’irresponsabilità di coloro avrebbero dovuto più di tutti tutelare le persone con disabilità credendo di poter influire su una governance del Paese storicamente tesa su finalità opposte, sia l’aver perseverato nel mancare la compattezza del mondo della disabilità, ha condotto le persone con disabilità e le loro famiglie a un arretramento nei diritti di oltre vent’anni.

Lo ripetiamo: con i diritti fondamentali non c’è mediazione possibile, ogni compromesso è un’immensa  disfatta in termini di tutela. Il risultato finale è purtroppo esattamente questo.

La Retedei65Movimenti ha diffuso nelle scorse settimane un video nel quale le famiglie chiedono al Presidente della Repubblica di non ratificare il decreto. Invitiamo tutti a guardarlo, ascoltarlo e diffonderlo ovunque le coscienze possano risvegliarsi.

Per il futuro dei nostri figli, delle persone con disabilità è imprescindibile tornare all’idea di inclusione nei fatti; su questo ci impegneremo come associazione e come Rete.

PDF24    Invia l'articolo in formato PDF   

17/3/2017: NO alla riforma dell’inclusione scolastica! Ritiro della delega 378!

Mentre il governo Gentiloni fa correre verso il baratro le famiglie con figli con disabilità nelle scuole pubbliche, la Retedei65Movimenti e Genitori Tosti continua nella richiesta del ritiro delle deleghe, prima tra le quali la devastante 378. In occasione dello sciopero e della manifestazione della scuola dello 17 marzo sono stati preparati due video che vi proponiamo.

Le nostre famiglie devono essere compatte nel contrapporsi a chi chiede/vuole un compromesso. Compromesso che per definizione porta a un abbassamento della condizione attuale.
Noi, invece, chiediamo di più, certo non meno, visto che l’inclusione scolastica sta diventando sempre più un miraggio per tante famiglie.

La scuola statale è un patrimonio da difendere contro una politica che vuole smantellarla favorendo interessi di parte coi soldi delle famiglie e delle persone con disabilità.

www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

I risultati del sondaggio tra le famiglie con disabilità: cosa ne pensate della riforma dell’inclusione scolastica?

Il 29 gennaio scorso come Genitori Tosti abbiamo promosso un sondaggio tra le famiglie con figli con disabilità per conoscere il loro (e nostro) parere sull’Atto di delega 378 che il governo ha presentato al parlamento, che andrà a modificare l’attuale normativa modificando profondamente il sistema dell’inclusione scolastica. Trovate il sondaggio su quest sito o a questo link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSc_SwIxH3s1yaUEUhqkTKS8hXD86kf-YJCgGMNhJGVOzdMj7g/viewform?usp=sf_link

Il documento che raccoglie gli esiti del sondaggio è stato presentato e consegnato alla Ministra Valeria Fedeli in occasione dell’udienza del 2 marzo scorso quando una delegazione della “Rete dei 65 movimenti” ha avuto modo di portare le criticità connesse alla riforma, chiedendo il ritiro di tutte le deleghe e, in particolare dell’Atto 378.

Tralasciando gli effetti che questa riforma avrà nell’ambito più ampio della gestione della disabilità che avverrà a seguito della modifica della Legge 104/92, per la scuola saranno molti i cambiamenti.
Dalla presentazione dell’Atto la nostra associazione si è mossa per contrastarlo chiedendone il ritiro senza alcun emendamento, nella convinzione che la violenza con cui si vuole imporre un ulteriore compromesso (che come tale per la disabilità sarà forzatamente al ribasso) non sia corretto sotto ogni profilo. Dobbiamo avere di più, non certo meno.
La testimonianza delle famiglie rende bene la sostanza del risultato del sondaggio che qui vi proponiamo.

Potete scaricare il rapporto direttamente da questo sito: http://www.genitoritosti.it/wp-content/uploads/2017/03/Presentazione-GT3.pdf.

Gli esiti del sondaggio vanno ovviamente letti riflettendo sul fatto che le risposte sono di famiglie sensibili alla tematica. In tal senso alcune risposte profilano un sistema che ha certamente grandi criticità maggiormente evidenti nell’incapacità (e inadempienza legale) dei dirigenti scolastici di gestire una tematica che

Crediamo sia significativo riportare qui di seguito le risposte scritte che una parte delle famiglie ha lasciato nella sezione del sondaggio in cui si poteva inserire il proprio pensiero sull’Atto che riforma l’inclusione scolastica:

  • La nuova riforma rappresenta un arretramento rispetto ai diritti all’inclusione che si era riusciti a ottenere con la 104/92. La logica sottesa a questa nuova riforma è quella basata su tagli, per fare i quali deve abolire diritti acquisiti.
  • Se approvata sarà un disastro.
  • Se mia figlia ha ottenuto recupero e integrazione è in parte grazie alle mie notti insonni a fare ricerche, è in parte grazie all’aver preteso, ricercato e formato un team riabilitativo intorno a lei formato da scuola famiglia uonpia e attività riabilitative. Senza questi diritti è lo Stato che crea la disabilità di mia figlia
  • È un passo indietro, un colpo grosso in negativo all’inclusione dei ragazzi/e con disabilita’
  • Credo che una inclusione si possa avere nel.momento in cui i nostri figli non vengano vissuti come un problema x la classe e vengono rilegati nelle aule di sostegno ricreando così luoghi di esclusione e di isolamento
  • Le figure che sono intorno ai nostri figli debbono lavorare con la classe e devono essere specializzati e sapere che ogni bambino è diverso da un altro e quindi trovare le strategie in base al bimbo e non a delle formazioni superficiali e pure fatte male. La continuità di queste figure è fondamentale x la vera inclusione il sostegno non è il trampolino x passare di ruolo chi sceglie questa strada deve rimanere x anni e deve portare il bambino fino alla fine del ciclo scolastico. La formazione e fondamentale le insegnanti gli aec ecc. Devono essere equipe non un scaricabarile di responsabilità i nostri figli hanno gli stessi diritti e doveri degli altri. Ultima cosa le famiglie vanno ascoltate.
  • Maestri e assistenti preparati ed in continuo aggiornamento. Continuità scolastica. Tutte le figure devono cooperare e comunicare con i genitori i terapisti e neuropsichiatra. Lavoro di équipe. 4 GLH nell’anno scolastico per far coadiuvare le varie informazioni sia progressi che problematiche ed intervenire tempestivamente.
  • Condizionare tutto alla disponibilità economica è oltraggioso, specie visti i tagli che si continuano a subire.
  • Questa riforma porterà l’alunno disabile grave alla totale merce indifferenza dello stato, ma, sono sicuro che il Nostro Signore ci aiuterà e in qualche modo i colpevoli di questa ignobile proposta di legge “cambieranno idea”.
  • La legge attualmente in vigore se utilizzata bene ha sempre funzionato . Perché cambiarla in peggio? Dovete risparmiare sui nostri figli disabili?
  • Essendo mamma di una bimba disabile mi sono vista negare l’assistente all’autonomia per anni essendo compito del comune …..troppi diritti negati per leggi inesatte e soprattutto per mancanza di fondi……
  • La proposta di riforma (per ora solo proposta) non solo é un segnale di ritorno a una scuola di 40 anni fa cancellando tutto quello che si é costruito in tutti questi anni, inoltre va contro i principi fondamentali della legge 104/92.
  • E’ necessario gestire i bisogni dei bambini al fine di realizzare una inclusione nella classe in primis, non come numeri di un fenomeno sociale ma rispettando la dignità di ciascuno come valore fondamentale della persona umana
  • Pessima!
  • La riforma porterà i bambini con disabilità ai margini della classe abbandonati da tutti
  • Ora come ora c’è molto lavoro da fare sull’inclusione scolastica
  • Vi deve essere collaborazione tra famiglia e docenti nonché l’ausilio degli assistenti perché sia possibile una reale integrazione sociale all’interno della classe affinché il bambino si inserisca e venga accettato tutto rapportato al grado di disabilità.
  • Dico che non è giusto intaccare ulteriormente persone già sfortunate ,e anche se certi problemi non si hanno nelle proprie famiglie non vuol dire che non si debba capire la gravità e il dolore di chi invece lo vive ogni giorno. Se avete una coscienza…..
  • Per quanto riguarda noi (ho due gemelle con disabilità) la scuola non ha mai dato niente di positivo anzi abbiamo sempre trovato docenti di sostegno e non incapaci !!!!!!
  • Una riforma che calpesta le legittime aspettative delle fasce più deboli, i bambini e i ragazzi disabili, lasciandole senza tutele frutto di un obiettivo volto al mero risparmio di spesa.
    Si porta ad un esclusione del soggetto con disabilità
  • In questo modo si eliminano tutte le figure fondamentali per Noi disabili, così non possiamo fare neanche i ricorsi per i nostri diritti e restiamo a casa
  • Peggiora la vita scolastica dei disabili e di conseguenza l’inserimento nella società nel futuro
  • Per avere un risparmio economico vengono colpite sempre i più deboli con una riforma a dir proprio apocalittica nei confronti dei disabili
  • Già è una lotta continua per garantire un soggiorno in ambito scolastico che sia inclusivo e che porti miglioramenti allo studente con handicap…Adesso proprio …si va a ritroso ….si va a colpire sempre i bersagli più deboli ! Piano piano stanno progettando un altro sterminio
  • Da rifare immediatamente
  • Questa nuova riforma non è fatta per inclusione dei disabili ma al contrario si sta cercando di escluderli definitivamente! È per dare un ulteriore taglio ai fondi destinati ai nostri ragazzi! Io come mamma sono davvero preoccupata ! Per mia figlia e per tutti i bambini e i ragazzi come mia figlia il sostegno e l’assistenza scolastica sono fondamentali per l’inclusione scolastica!!! Spero vivamente che la legge non passi !!!!!
  • Penso che questo atto porti indietro di anni. Tutti i sacrifici di noi famiglie, di madri e padri andranno perse, perché all’interno delle scuole c’è un clientelismo assurdo. E se non siamo noi genitori a difendere quelle poche ore che già si danno non c’è nessuno. Inclusione e partecipazione delle famiglie per una vita sociale migliore dei nostri figli.
  • Ma sarà mai possibile che ogni volta che mettete mano alla scuola le cose peggiorino?????
  • Serve più preparazione soprattutto specifica per ogni disabilità, insegnanti formati adeguatamente sulla patologia del bambino.
  • I nostri figli hanno difficoltà a volte anche gravissime, questa riforma esclude questi bambini/ragazzi dal sociale e ghettizza i disabili. Stiamo tornando indietro, invece di migliorare le condizioni stanno togliendo il diritto alla scuola per questi bambini che hanno solo colpa di essere nati in questo stato che sta solo tagliando i fondi per aiutare chi ha difficoltà anche nel quotidiano. Rischiamo di affidare i nostri figli a persone che non hanno né la professionalità né la passione per affrontare le problematiche che noi genitori conosciamo benissimo, e solo chi ha passione pazienza e esperienza può affrontare. Queste riforme non tutelano i bambini e noi genitori. Sono ampiamente contraria.
  • Io non sono “esperta a leggere in politichese” ma posso dire solo queste parole: ultimamente si sentono solo notizie di tagli, di voci non ascoltate e soprattutto di famiglie in difficoltà. Poi se modifichiamo la Scuola togliendo le basi sulla crescita e maturazione dello studente con difficoltà, io non capisco come si possa chiamare «Buona Scuola»
  • Di peggio non potevano proporre per tagliare la spesa pubblica.
  • La diversità di ognuno di noi è una RICCHEZZA per tutti… se vengono emarginate le persone con disabilità sarà per tutti una grave perdita e un regresso sociale in quanto solo con la loro sensibilità (AMORE) e il loro modo di vedere le cose (SEMPLICITÀ) il mondo potrebbe migliorare!!!
  • Se la riforma verrà attuata l’inclusione diverrà ESCLUSIONE
  • Solo attraverso la collaborazione di insegnanti curriculari e sostegno c’è integrazione
  • Le leggi vanno fatte in aiuto di chi si trova in difficoltà, non per crearne altre. Già oggi ci troviamo dinanzi a persone poco preparate, soprattutto dinanzi a casi di autismo, con leggi come queste torniamo indietro di decenni e constatiamo con mano quanto dei nostri figli non interessa nulla a chi ci governa.
  • L’inclusione scolastica senza nessuna figura professionalmente preparata e adeguata per la disabilità dei bambini con maggiore partecipazione delle famiglie e personale qualificato di istituti che seguono i bambini nei vari percorsi riabilitativi…. avranno solo lo scopo di emarginare e non aiutare questi bambini che hanno già una vita piena di disagi ad affrontare la scuola nel modo più negativo possibile.
PDF24    Invia l'articolo in formato PDF   

2 marzo 2017. Rete65movimenti per il sostegno e Genitori Tosti al MIUR dalla Ministra Fedeli

Nel pomeriggio dello scorso 2 marzo una delegazione della “Rete dei 65 movimenti per il sostegno”, ha incontrato la Ministra On. Valeria Fedeli accompagnata dallo staff dirigenziale del MIUR, per discutere delle deleghe della Legge 107/2015, in primo luogo il tanto criticato Atto 378.
Le famiglie sono state rappresentate da Giovanni Barin, referente GT per la Lombardia, dall’avvocato Maurizio Benincasa, presidente dell’associazione 20 novembre 1989 e da Anna Maria Romano della Consulta per la disabilità del III Municipio di Roma.

La Rete dei 65 Movimenti per il sostegno è ormai salita a 103 tra associazioni, comitati, movimenti, gruppi di genitori e docenti e persone vicine alla disabilità, tra i quali Genitori Tosti.

La delegazione ha consegnato alla Ministra la memoria di critica all’atto 378 elaborato dalla Rete, unitamente al rapporto dei Genitori Tosti relativo al sondaggio effettuato tra le famiglie sulla Legge delega. Entrambi delineano un giudizio nettamente negativo in linea con la reiterata richiesta di ritirare le deleghe, in particolare proprio la 378.

La richiesta della Rete è stata di rispettare l’attuale Legge 104/92: esclusivamente dopo il ritiro delle deleghe, la Rete potrà accettare di partecipare a un tavolo di lavoro per migliorarla.
Incalzato sulle valenze dell’attuale legislazione, lo staff del MIUR ha dimostrato di ignorarle completamente perseguendo una volontà politica del Governo di ledere la disabilità partendo dall’inclusione scolastica degli allievi con disabilità per colpire l’intero mondo della disabilità cambiando i pilastri su cui si reggono gli attuali diritti. Questa linea è dimostrata dall’ennesimo taglio del Fondo Nazionale per le Autosufficienze sia del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali: taglio di 50 milioni per il primo e di ben 213,24 milioni per il fondo delle politiche sociali. Un attacco alla disabilità che evidenzia l’assoluta complanarità di questo ai precedenti Governi.

Ci chiediamo quali altri atti ancora debbano attendere coloro che fidano nel Governo dopo vent’anni di aberranti riforme a danno soprattutto della disabilità, le recenti beffe per la disabilità sui diritti sul lavoro, sui tagli al sociale, alla sanità, al mondo del lavoro in generale colpendo le categorie più deboli senza alcun ritorno in termini di ripresa, agli investimenti irragionevoli, alla mancanza di programmazione e tutela delle persone e del territorio. Alla corruzione dilagante proprio in seno ai partiti che hanno governato lo Stato. Cosa si sta aspettando?, il ritorno alle scuole speciali?

Ribadiamo che sia l’aver diviso per l’ennesima volta il mondo della disabilità, sia la collaborazione col Governo a una politica di modifica alle deleghe, sono errori che potranno portare a un compromesso che rappresenterà l’ennesimo schiaffo alle persone con disabilità, ai propri figli in primo luogo.
Pubblichiamo di seguito il comunicato ufficiale della Retedei65movimenti relativo all’incontro.

La rete dei 65 movimenti, ribadisce in questo documento i motivi che determinano una richiesta di ritiro delle leggi delega. Nonostante la rete, in fase costituente nel mese di ottobre, avesse già richiesto di prendere visione della bozza della legge delega sull’inclusione, il Miur non ha mai dato alcuna risposta.
Il dialogo non è mai esistito e le leggi delega sono il frutto di un lavoro svolto esclusivamente da parte di uno staff tecnico, la cui componente politica non si è mai voluta confrontare con il mondo associativo rappresentativo delle persone con disabilità e delle loro famiglie, né con il mondo associativo rappresentativo dei lavoratori del comparto scuola.
Dopo il tavolo tecnico nazionale tenutosi a Palermo nelle giornate del 28 e 29 gennaio, la Rete (103 tra associazioni e comitati, gruppi docenti e genitori) ha deciso di non prendere parte nel mese di Febbraio alle “audizioni farsa” in Commissione. Le azioni di protesta che si sono tenute a Roma il 23 e il 24 febbraio hanno evidenziato l’esistenza di una posizione diversa da quella espressa da FISH e FAND e determinato l’esigenza di un incontro su invito del Ministro.
L’incontro tra una delegazione della Retedei65movimenti con il Ministro On. Valeria Fedeli e una delegazione di dirigenti si è tenuto il 02 Marzo 2017. A conclusione dell’incontro è stato consegnato il documento unitario contenente le motivazioni dell’inemendabilità degli articoli e quindi la richiesta di ritiro del DDL n. 378 e con essa delle altre sette deleghe.
Riteniamo che la forza della rete dei 65 movimenti tragga proprio origine dall’opposizione diffusa su tutto il territorio nazionale ed in ogni sua componente ad una legge delega che risulta non solo in molte parti oscura, che persino la relazione illustrativa non riesce a chiarire, ma soprattutto risulta non essere organica con tutte le altre disposizioni in materia. La legge 104/92 rappresenta per la rete un punto di riferimento e un baluardo in difesa dei diritti delle persone con disabilità.
In questi 25 anni la sua NON applicazione da parte dello Stato ha determinato un ricorso delle famiglie al giudizio in Tribunale, che nel condannare il MIUR ha determinato una spesa per indennizzi pari a più di 300 milioni di euro in soli dieci anni. Ecco quindi che comprendiamo bene le reali ragioni di un suo depotenziamento.
Dalle parole della ministra è parsa evidente una preoccupazione a non voler rendere vano lo sforzo di migliorare la legge 104 del ‘92, non è apparso altrettanto evidente come la 378 potrebbe determinare tale supposto miglioramento.
I dirigenti del Miur, incalzati dalle richieste di chiarimento si sono affrettati a chiarire come alcune criticità evidenziate dalla delegazione della rete, fossero in realtà degli errori marchiani:
permane dunque il limite di 20 alunni per classe in presenza di alunni disabili; fortunatamente reintrodotta la possibilità agli alunni con disabilità di conseguire il diploma di licenza media sostenendo prove differenziate e cancellato il concetto di equipollenza; viene garantito l’inserimento della componente famiglia in seno al comitato di valutazione, sebbene non sia chiaro a quale livello e con quale ruolo; il personale ATA verrebbe chiamato ad esplicare un servizio di assistenza di base agli alunni con disabilità e non in sostituzione degli assistenti igienico personali, senza però che sia stato chiarito cosa si intenda per “assistenza di base”; infine il Miur ha ben compreso che i posti in deroga sul sostegno contribuiscono all’allontanamento dell’obiettivo della continuità didattica, scaricando la responsabilità al MEF non disponibile a mettere a bilancio la trasformazione di tali posti in organico di diritto. Su questo ultimo punto però potrebbero esserci delle aperture.
Siamo davanti ad un governo che ha dimostrato una totale inadeguatezza nel gestire una materia delicatissima come quella dei minori disabili, assumendosi una grave responsabilità politica. Per questo motivo la delegazione della rete si è resa disponibile a lavorare ad un nuovo testo a condizione che la 378 venga ritirata. Tale testo deve comunque incardinarsi alla 104 del ’92.
Tra i partiti in Parlamento, i sindacati e le associazioni rappresentative delle persone con disabilità e delle loro famiglie, dei docenti specializzati e degli assistenti specialistici è ormai evidente una prevalenza di posizioni di contrasto alle leggi delega. Persino alcune importanti istituzioni come il garante per la disabilità della Regione Sicilia, la Consulta comunale di Verona, Le consulte disabilità in seno a tutti i Municipi di Roma, il Garante per l’Infanzia della Regione Calabria, il Garante per l’infanzia della regione Puglia, hanno pubblicamente preso posizione contro la legge delega.
Abbiamo appena ricevuto l’importante adesione n. 103 del Comitato regionale Sicilia Coordinamento Democrazia e Costituzione – ex comitato per il No.
Sembra quindi ormai evidente l’isolamento delle forze parlamentari di governo determinate a licenziare le leggi delega. Per questa ragione, chiediamo che le forze politiche e sindacali che non si sono ancora pronunciate o che dissentono da una riforma peggiorativa, aderiscano alla rete dei 65 movimenti facendoci pervenire una loro posizione netta.
Intanto la Retedei65movimenti aderisce allo sciopero del 17 marzo e continua la mobilitazione attraverso nuove iniziative di sensibilizzazione e di lotta.
La Retedei65movimenti

#ritirodeleghe

it.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

La protesta continua, come prima. #ritirodeleghe

Basta una apparente retromarcia (che peraltro ribadisce quello che già è norma oggi) per sgonfiare la protesta?
Si chiacchierava con Gianfranco oggi pomeriggio sui vari articoli e scritti, ed eccolo qua fresco fresco quello del ministero. http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs090217quater
Così pare, il MIUR correggerà la mira sugli esami di secondaria di primo grado. Speriamo.

Ma in mezzo alle “belle” parole del comunicato troviamo un tale concentrato di ipocrisia per il quale ci chiediamo se la ministra abbia mai letto gli Atti che ha presentato. Atti che sono infarciti di discriminazioni incrociate tra loro.
Non condividiamo lo sforzo che una parte del mondo della disabilità sta facendo per “raddrizzare” l’impianto dei decreti delegati per diverse ragioni: che sia fatto “in ambito parlamentare” è innanzitutto cronologicamente errato; luoghi, tempi e modi per progettare un miglioramento della normativa sono stati completamente ribaltati con un’imposizione autoritaria assai poco democratica. Per questo chiediamo il ritiro delle deleghe e una nuova stagione di confronto.

Siamo lieti che la discussione avvenga nell’Osservatorio sull’Integrazione scolastica; peccato che non si sappia chi e come lo abbia convocato, e come mai ci sia una parte del mondo della disabilità; quella che ha contribuito a creare questa triste situazione.
Fa anche piacere che la ministra nel correggere una prima aberrazione che il suo Ministero ha concepito richiami la Legge 104/92; nel leggere queste frasi del comunicato ci si accappona la pelle pensando a come vogliano destrutturare la filosofia di fondo della stessa 104. Crediamo sia saggio da parte sua ritirare le deleghe, partendo dal principio che la Legge 104/92 debba essere il punto di partenza per sancire e aumentare diritti e, soprattutto, risorse. Non il contrario. Il decreto delegato è da rivedere completamente, è inemendabile.
Di spunti per migliorare l’inclusione scolastica delle persone con disabilità ne abbiamo forniti in questi anni tantissimi. Abbiamo chiaro che la ricchezza della disabilità per la politica sia, anche con questo Governo, un pollo da spennare. Basterà una apparente retromarcia per sgonfiare la protesta? No.

#ritirodeleghe

PDF24    Invia l'articolo in formato PDF