C’era una volta la scuola inclusiva.

Il Governo, per tramite del Ministro Fedeli, sceglie di varare otto decreti legislativi di attuazione della Legge 107/2015, la cosiddetta “buona scuola”.

Tra esse, anche l’atto che riguarda la riforma del sostegno scolastico per gli allievi con disabilità. Genitori Tosti ha affermato fin dal principio che questa riforma è un grave errore, per diversi motivi sui quali, a breve, torneremo.

Non soffermandoci ora sul fatto che il testo della riforma è stato, sino ad oggi tenuto pressoché “segreto” e senza un confronto/dibattito aperto e diffuso, con modalità perciò assai poco democratiche, sintetizziamo i punti fondamentali per cui consideriamo negativo per l’inclusione scolastica (e probabilmente non solo per quella), il cambiamento che temiamo si verificherà

 

Nell’Atto 378, regna una confusione nei contenuti che definire imbarazzante è un eufemismo. Un testo, peraltro, non accessibile, contrario quindi alle disposizioni di  Legge.

Iniziamo male.

 

Articolo 1 Principi e finalità

comma 2: L’inclusione scolastica si realizza … attraverso… la condivisione del progetto inclusivo fra scuole, famiglie e altri soggetti, pubblici e privati.

Ricordiamolo bene: nell’articolo 1 si citano le famiglie. Che, invece, sono gli attori principali del processo inclusivo a scuola e che nell’Atto sono state accuratamente ignorate ed escluse!

L’articolo 1 riassume tutto quello che idealmente vorremmo fosse la quotidianità.

Ma constatiamo anche che il privato è, da questo Governo, affiancato al pubblico, concetto che continua nell’opera di distorsione della Costituzione. La scuola pubblica è una. Le altre sono private. Le paritarie sono private alla pari di quelle propriamente dette.

Tra i principi era il caso di specificare il ruolo sociale della scuola, di costruzione della socialità per le persone con disabilità, concetto da riprendere nell’articolo 6 in merito all’evoluzione della persona.

 

Articolo 2 Ambito di applicazione

comma 2: Per gli alunni e gli studenti di cui al comma l, l’inclusione scolastica è attuata attraverso la definizione e la condivisione del Piano Educativo Individualizzato di cui all’articolo 11 parte integrante del progetto individuale di cui all’articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328, come modificato dal presente decreto.

Torniamo al concetto citato più sopra: è del tutto inutile e fallimentare legarsi a prassi che non sono mai state rispettate e diffuse in modo omogeneo e capillare sul territorio. Chi conosce i dati reali della percentuale di Progetti di Vita elaborati, attuati, condivisi ed efficaci? Con ciò si torna a ribadire che è prioritario applicare nell’effettività le leggi che già abbiamo e che sono ottime! Mentre le suggestioni dell’Atto potrebbero prendere corpo solamente in uno slancio di risorse economiche, professionalità trasversali tra pubblico e (qui sì) privato. La realtà invece, che è quella con cui dobbiamo fare i conti, non con la fantasia, vede i Piani di Zona (e gli stessi uffici che li gestiscono) in enormi difficoltà nella spasmodica ricerca di risparmi, con la sempre più diffusa compartecipazione alle spese per le famiglie.

Vogliamo giocare alla somma delle difficoltà scommettendo su chi riesce a far meno?

Se la suggestione fosse invece affiancata da un piano di spesa blindato (ma conosciamo tutti lo svuotamento dei fondi attuato con una progressione verticale; basta una legge di stabilità, no?) sarebbe un punto interessante da sviluppare. Preoccupa, e molto,dato il resto del testo, il cambiamento (e le finalità) che da questo Atto deriverà alle leggi cardine della disabilità: oltre alla 104/92 anche, in questo articolo 2, la 328/2000.

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Ci siamo! Genitori Tosti: convegno “La scuola inclusiva, buone prassi e loro attori” Verona 26/11/2016

gt2016-11-26veronaLa nostra associazione ha organizzato il Convegno “La scuola inclusiva, buone prassi e loro attori” che si terrà a Verona sabato 26 novembre.

Sarà un momento per discutere sulla scuola e sulla situazione del sostegno scolastico assieme agli attori della scuola: con Flavio Fogarolo, studioso dei processi didattici per i bisogni educativi speciali; con Matteo Pasetto e Maddalena Mossini per conoscere la realtà degli assistenti in ambito scolastico; con Flavio Magarini, presidente di Cittadinanzattiva del Veneto, sul tema degli assistenti socio-sanitari. E naturalmente coi GT:  Alessandra Corradi, presidente dei Genitori Tosti e Giovanni Barin, rappresentante GT per la Lombardia.

I temi del convegno (che potete leggere nel programma qui di seguito oltre che nella locandina) sono quelli che ruotano quotidianamente attorno ai nostri figli; cercheremo di affrontarli da diversi punti di vista, per poi offrire a tutti presenti la possibilità di intervenire nella tavola rotonda finale, dove i relatori risponderanno alle sollecitazioni che emergeranno dagli interventi.

Siamo in un periodo difficile per la partecipazione delle famiglie nella scuola: se da un lato sono sempre meno i genitori che accettano un ruolo negli organismi di partecipazione, è pur vero che sia dalla scuola (che ha sempre meno tempo per cucire le relazioni preziose con le famiglie) sia dal MIUR accade con una certa frequenza di veder alzare barriere comunicative sempre più difficili da abbattere, invece di incentivare il dialogo aperto e costruttivo.

Le famiglie comunque ci sono. Noi ci siamo. I Genitori Tosti ci sono. L’abbiamo detto a suo tempo proprio nelle stanze del MIUR e ripetuto recentemente: l’associazione Genitori Tosti è presente per costruire insieme a tutti i rappresentanti istituzionali, sia col mondo dell’associazionismo della disabilità un dialogo basato sulla Legge, sul rispetto reciproco e l’onestà. Le famiglie rappresentano un potenziale enorme che sta andando perso,  impoverendo la funzione educativa della scuola, che non è limitata ai bambini e ragazzi, ma rivolta a tutta la società.

Programma:

Sabato 26 novembre 2016, Verona – Sala Civica Tommasoli, via Perini 7

ore 9.40: Saluti e presentazioni
LA SCUOLA INCLUSIVA: cos’è, com’è. Dott. Flavio Fogarolo – FISH Gruppo Scuola Veneto (Vicenza)

LE BUONE PRASSI. Dott. Giovanni Barin, rappresentante Regione Lombardia (Lodi)

GLI ATTORI: i genitori – le associazioni. Alessandra Corradi, presidente Genitori Tosti

GLI ATTORI: assistenti all’autonomia e alla comunicazione – Dott. Matteo Pasetto, Dott.ssa Maddalena Mossini

Gli ATTORI: Operatori Socio sanitari – Dott. Flavio Magarini – Presidente Cittadinanzattiva Veneto

11.30 – 12.30 Tavola rotonda

Il convegno è gratuito e aperto a tutti.

Per consentire di gestire l’organizzazione è richiesta l’iscrizione obbligatoria su Eventbride: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-scuola-inclusiva-buone-prassi-e-loro-attori-28896977638

INFO convegno: 339 2118094

A presto!

 

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Scuola e Sordità: la scuola di tutti, la scuola di ciascuno. Palermo 28.10.2016

Il 28 ottobre 2016 si è tenuto a Palermo il convegno “La Sordità nell’Isola : Strutture, sostegno e integrazione sociale”.

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Organizzato dall’associazione ASI Affrontiamo la Sordità Insieme ONLUS, nel convegno sono state affrontate le diverse tematiche che ruotano attorno alla sordità: dai bisogni primari di coordinamento nella gestione delle aziende ospedaliere e aziende sanitarie locali (ci piace chiamarle ancora così), all’esperienza delle famiglie e del loro impatto con la disabilità fino alle scelte di come e dove far seguire i propri figli, alla scuola. Proprio su quest’ultimo aspetto pubblichiamo la relazione che Genitori Tosti ha portato al convegno, commentandola.

Parliamo di scuola, della sua gestione, delle sue peculiarità e criticità, di come si interseca con con gli studenti, le famiglie, con la sordità e più in generale con la disabilità. La scuola ricorre sempre più spesso nelle tematiche dell’associazione, in particolare nel periodo tra l’inizio degli anni scolastici e Natale.

Bisogna fare una premessa: la scuola odierna non avrà la struttura di quella di domani (probabilmente) Si sta infatti definendo la riforma del sostegno scolastico; contenuta nella delega approvata con la Legge 107/2015 che ha segnato l’ennesima riforma della scuola, in verità non se ne sa gran che, dato che il progetto del Governo non sta circolando fuori dalle stanze del Miur se non per indiscrezioni. E non si sa come e quando potrà diventare Legge. Sono però indiscrezioni che preoccupano. Oggi è tuttavia fondamentale ragionare e attivarsi sulle norme in vigore, a partire dalla legge quadro sulla disabilità: la Legge 104/1992 che tanti dopo il cambio generazionale nelle stanze del potere politico vorrebbero cambiare.

Una legge che deriva dalle prime idee legislative di gestione della disabilità a metà del 1850, fino agli anni ‘70, quando dietro la spinta dei movimenti associativi storici le persone con disabilità hanno avuto accesso alla scuola pubblica statale. Da quel momento fino al principio della lunghissima stagione delle riforme negli anni ‘90 (una lunghissima stagione che dura tutt’ora!) l’integrazione scolastica ha pian piano visto uscire bambini e ragazzi dalle scuole speciali per far parte della scuola di tutti con un progressivo aumento delle risorse per il sostegno scolastico. Da quel momento fino ad oggi l’aumento degli allievi con disabilità si è invece dovuto scontrare con un progressivo taglio delle risorse che, invece di segnare la definitiva affermazione dell’inclusione scolastica, ha portato a situazioni che presentano ottimi esempi di inclusione sia a casi di terribile segregazione discriminatoria.

Il nostro impegno è rivolto all’auspicio che la scuola torni a crescere, evolva e migliori conservando i principi e le buone prassi dell’inclusione, nell’impianto legislativo odierno, affinché raggiunga in modo effettivo e diffuso l’obiettivo di una scuola allo stesso tempo di tutti e di ciascuno. Proprio perché si parla di “obiettivo” significa che esistono delle criticità che devono essere superate, criticità che troppo spesso vincolano l’inclusione dei nostri figli a condizioni che non dovrebbero esistere.

slide 2.
A seguito della riforma varata con la Legge 107, l’avvio di quest’anno scolastico è il più difficile mai visto, in particolare per gli allievi con disabilità.

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Sostegno scolastico: migliorare si deve, peggiorare no.

Screenshot 2015-12-02 14.53.49In questo scritto:
La riforma del sostegno, tanto voluta da una parte del mondo associativo sulla disabilità quanto osteggiata sia dalla scuola che dall’altra parte delle associazioni delle famiglie, in realtà riguarda l’intero processo di integrazione scolastica e non funzionerà. Ne vediamo i perché.
Abbiamo leggi sull’integrazione scolastica che le altre nazioni studiano e invidiano. Perché cambiarle? Perché rinunciare a renderle attuate?
Come mai siamo in una situazione diffusa di insoddisfazione sull’integrazione scolastica?
Come mai si cerca di togliere la possibilità alle famiglie di interagire con lo Stato?

 

Diamo qualche ulteriore spunto di riflessione sulla prossima riforma del sostegno, esaminando il disegno di legge che il Governo, tramite la delega contenuta nella Legge 107/2015, probabilmente farà suo, sia con l’aiuto di alcune affermazioni raccolte nel seguire in prima persona la realtà della disabilità.
Sebbene possa apparire come un cambiamento di portata limitata, interessando un numero esiguo di studenti; sebbene possa apparire come la tanto richiesta qualità nel sostegno scolastico agli allievi con disabilità, in realtà la riforma del sostegno è una delle armi di maggior calibro per cambiare l’intero sistema scolastico che è il vero obiettivo politico, mentre per l’agognata qualità si dovrà aspettare ancora a lungo. Il sostegno scolastico odierno nasce nel 1977, evolvendosi parallelamente ai cambiamenti e alle riforme della scuola. Arriva ai nostri giorni in affanno, soprattutto dopo che le riforme vi hanno travasato migliaia di docenti perdenti posto senza alcuna preparazione in un campo che deve, invece, vedere competenze di livello particolarmente elevato, sia un’amore per la propria professione ancor più spinto rispetto agli altri insegnamenti.
Molte voci insistono nel prevedere la fine dell’attuale figura dell’insegnante di sostegno: purtroppo è vero, essendo una misura sulla quale convergono un buon numero degli studiosi in materia, sia da una parte delle associazioni che si occupano di disabilità, considerandola, evidentemente, la panacea per l’integrazione scolastica che, in certe visioni, sarà affidata agli insegnanti di classe affiancati da esperti, mentre per altre il sostegno cambierà radicalmente pelle, specializzandosi su disabilità specifiche in una professione temporalmente indefinita.

Lascia perplessi la volontà di pochi di volersi sbarazzare di un sistema scolastico frutto di decenni di studi e faticosa applicazione, quando la massa silenziosa avrebbe certamente da offrire buoni consigli, buone prassi ed esperienze da studiare approfonditamente per migliorare l’attuale integrazione scolastica, massa che si guarderebbe bene dal pensare di eliminare l’insegnante di sostegno nella sua attuale configurazione pedagogica. In Italia oltre duecentomila allievi con disabilità sono seguiti da più di centomila insegnanti di sostegno. Senza dubbio tutte anelano continuità, ore e preparazione dei docenti adeguate (elementi da decenni previsti dalla normativa), ma quante delle duecentomila famiglie desiderano non avere più l’attuale figura dell’insegnante di sostegno? E quante sono consapevoli di cosa accadrà? Dove sono i dati statistici in merito? Resta un dato di fatto: che il disegno di legge non è frutto di un intesa corale tra associazioni, docenti e persone con disabilità e loro famiglie, mentre, seppur nell’evidenza che nasca da un diffuso, questo si, malumore su come vengono attuate e, più spesso, mal interpretate le norme sull’integrazione scolastica, il cambiamento radicale della struttura normativa in vigore non appare una scelta ponderata e lungimirante; soprattutto, non tiene minimamente conto della condizione politico/economica nella quale si innesterà.

Sembra si son voluti perdere di vista con particolare cocciutaggine i bisogni basilari della scuola. A norme perfettibili ma di una qualità che nessuno oggi sembra lontanamente in grado di avvicinare (e, tristemente, di capire) verrà sovrapposto un peso di codici dalle fragili fondamenta, del tutto inutile per la disabilità.

Non si costruisce infatti su un sistema eroso da anni di colpi e tagli che già oggi, riforma dopo riforma, è in grave affanno e che non collassa soprattutto grazie alla volontà dei docenti (di lavorare spesso con extra non retribuiti) e delle famiglie di spendersi in prima persona nella scuola. Bisogna, invece, ridargli vigore e, contemporaneamente, verificare che tutti rispettino le leggi (non a caso il male più diffuso nel nostro paese). Dimenticare la storia recente alla ricerca di una “semplicità” mal posta non porterà che danni al sistema scolastico; sulla labilità del telaio scolastico risultante potrà poi essere ricostruita la ghettizzazione degli allievi con disabilità. Un disegno di legge che si basa, prendendole ad esempio, sulle passate riforme della scuola: Continue reading

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15 marzo 2015. GT con i genitori (e non solo) di Fiadda Umbria

2015.03.15_01_Obiettivo autonomia. Tutti a scuola. E poi?

Domenica 15 marzo 2015 si terrà un incontro conviviale a Castiglion del Lago (PG) nel quale le famiglie aderenti a Fiadda Umbria, la sezione  regionale delle Famiglie Italiane Associate per la Difesa dei Diritti degli Audiolesi, e i Genitori Tosti parleranno di scuola, di norme e buone prassi per un sereno dialogo con “l’istituzione scuola” per attuare l’integrazione scolastica, degli elementi essenziali per progettare il pieno inserimento sociale in autonomia delle persone con sordità o qualsiasi altra disabilità, ma anche di tecnologie per favorire il coinvolgimento e la partecipazione delle persone con sordità nella scuola.
Interverranno Giovanni Barin, rappresentante dei Genitori Tosti per la Lombardia, e la socia Nicoletta Wojciechowski.

Questo il programma_15.03.15.

Di seguito i materiali visti durante l’incontro.

L’evoluzione della scuola e andamento economico italiano/europeo: http://www.genitoritosti.it/?p=1553

Il sostegno scolastico – presentazione: http://www.genitoritosti.it/?p=1230

Il sostegno scolastico – slide: http://www.slideshare.net/giobazen/percorso-per-i-genitori-sul-sostegno-scolastico-092014-pdf

Strategie e strumenti per l’inclusione scolastica degli studenti con perdita di udito
di Nicoletta Wojciechowski: http://tinyurl.com/lzoncwk

Tecnologie - NW

 

 

 

 

 

 

In merito ai GLH di istituto e operativi, rimandiamo alla seguente pagina del sito: http://www.genitoritosti.it/?p=526

Qui invece, la pagina dedicata: http://www.genitoritosti.it/?p=1589

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