Alternanze virtuose.

Lo scorso 6 novembre ha ufficialmente preso avvio “La scuola oltre le barriere”,  laboratorio di alternanza scuola lavoro  nato dal CLEBA* con la volontà di proseguire le esperienze che ormai da oltre dieci anni sono in corso a Lodi per sensibilizzare i giovani studenti del corso Geometri dell’Istituto Tecnico Economico Agostino Bassi di Lodi sulla tematica delle barriere (tutte, da quelle culturali fino alle architettoniche, passando per le sensoriali e cognitive). In accordo con la dirigenza dell’Istituto quest’anno abbiamo partecipato ai percorsi di alternanza scuola lavoro per questa nuova esperienza, ampliando il progetto grazie al coinvolgimento di una classe del quarto anno per quattro settimane.

La prima collaborazione tra CLEBA e l’Istituto Bassi risale a dieci anni fa: nel maggio 2007, quando in un convegno presso l’aula magna del Bassi, veniva presentato alla città il progetto “Oltre le barriere”, portando gli studenti a confrontarsi con le persone con disabilità per comprendere quali barriere architettoniche potevano essere studiate per progettatarne l’eliminazione.

Diversi sono stati gli spunti adottati dall’amministrazione comunale di Lodi, con interventi effettivamente realizzati su alcuni brani di città.

La pubblicazione testimonia il pregevole lavoro svolto.

Nel 2016 la collaborazione con l’Istituto Bassi veniva ripresa con la partecipazione al concorso “I futuri geometri” promosso dalla FIABA.

La proposta progettuale ha visto gli studenti lavorare su un giardino pubblico, “il giardino delle età”, nel centro storico di Lodi. Nonostante il relativamente breve tempo a disposizione, i ragazzi hanno dimostrato passione e attenzione alle tematiche affrontate, proponendo una serie di interventi legati all’accessibilità e fruizione del giardino.

 

Grazie alla collaborazione con Andrea Delle Foglie, videomaker lodigiano, nel 2016, CLEBA ha realizzato un breve ma significativo video per diffondere la problematica dell’inacessibilità assai diffusa in città; pur avendo risolto alcune criticità, le barriere architettoniche sono rimaste purtroppo molto presenti a Lodi; caso emblematico, quello che per molto tempo portava il percorso loges verso la stazione ferroviaria contro il muro perimetrale dell’edificio. Nel considerare le barriere sensoriali e cognitive, il problema si aggrava infatti notevolmente.

Ed è proprio sull’eliminazione di ogni tipologia di barriera e, quindi, verso l’accessibilità forall, che si è concentrata la proposta per l’alternanza scuola lavoro che CLEBA ha proposto al Bassi alla fine dello scorso anno scolastico. “La scuola oltre le barriere” rappresenta la nuova sfida rivolta sia all’eliminazione diffusa delle barriere, sia per sensibilizzare la città alla più ampia tematica dell’accessibilità a vantaggio di tutti.

Con Genitori Tosti come associazione capofila, dopo un notevole sforzo di tutte le persone del CLEBA in un processo di definizione delle tematiche e della gestione dell’impegno nell’“ospitare” gli studenti, lo scorso 6 novembre è iniziato il percorso. L’abbiamo identificato come “laboratorio di alternanza” per una serie di motivi che riprenderemo più avanti; di fatto questa esperienza è distante dagli episodi descritti recentemente dalle cronache, che han portato alle proteste degli studenti che ci sentiamo di condividere.

Partendo dalla possibilità offerta dalle linee guida operative del MIUR che nelle “forme di accordo scuola, territorio e mondo del lavoro” prevedono che i percorsi in alternanza siano progettati e attuati, anche con “gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore”, CLEBA ha concepito una proposta operativa strettamente legata con la realtà dell’Istituto Bassi mantenendo il carattere didattico e sfruttando la possibilità di usufruire della struttura stessa dell’Istituto sia quella delle realtà associative, quali ALAH Onlus fondatrice della Cooperativa il Mosaicosenza dimenticare la terza età grazie alla Fondazione Santa Chiara.

Più in generale, avendo a disposizione la realtà cittadina quale laboratorio dove concentrare le osservazioni e le proposte di eliminazione delle barriere, gli studenti possono spaziare tra le proposte del CLEBA, entrando di volta in volta a contatto con i diversi contesti legati alla disabilità per essere innanzitutto consci del perché una barriera è tale, condizione necessaria per comprendere come progettarne l’eliminazione.

Dialogo nel buio”, realizzato dall’Istituto dei Ciechi di Milano, ha offerto ai ragazzi un’esperienza sensoriale profonda, per comprendere come la vita delle persone con cecità si rapporta con le infinite sfaccettature della città e dei suoi servizi.

Sono state poi affrontate le buone prassi per superare la barriera amministrativa della dicotomia tutta burocratica tra accessibilità e occupazione del suolo pubblico, che grazie al FabLab WeMake e l’esperienza openrampette elaborata con la patecipazione del Comune di Milano potrebbe diventare una fase snella in grado di garantire l’accessibilità di luoghi e negozi.

 

 

ALAH e la cooperativa Il Mosaico hanno ospitato gli studenti in una giornata ricca di opportunità di conoscenza reciproca tra gli ospiti del Mosaico e i ragazzi del Bassi. Nella stessa giornata, Silvana Cesani ha portato ai ragazzi la propria preziosa esperienza nell’assessorato alle politiche sociali che ha guidato per diversi anni nel Comune di Lodi.

L’approccio “forall” porterà gli studenti ad approcciare anche il tema dei bisogni comunicativi complessi, scoprendo le risorse della Comunicazione Aumentativa Alternativa, CAA, e la “dote” opensurce di ARASAACspiegata loro dal gruppo Visualforall.

Grazie ai primi sopralluoghi in città gli studenti hanno conosciuto e compreso i luoghi che saranno chiamati a rilevare e riprogettare; si tratta di brani importanti della città caratterizzati da barriere all’accessibilità sotto i diversi profili: accessibilità fisica, sensoriale e comunicativa. Gli aspetti normativi, altrettanto complessi e fondamentali per un approccio progettuale corretto,  vengono declinati nella realtà dell’osservazione in città e sempre strettamente relazionati al complesso delle disabilità.

Il percorso di alternanza è giocoforza guidato verso alcune tematiche individuate tra le tante presenti nella città. Gli studenti sono indirizzati verso tre ambiti:

1. Percorsi pedonali e ciclabili
In particolare, saranno considerati alcuni percorsi pedonali e ciclabili nevralgici per la mobilità delle persone con difficoltà motorie, cui la risposta urbanistica degli ultimi decenni ha negato la possibilità di percorrerli. Le proposte progettuali saranno quindi tese a riallacciare la mobilità nel centro storico e da qui verso il fiume Adda, per collegarsi con i percorsi ciclopedonali che conducono alla periferia e alla campagna.

 

2. Un parco per tutti
Un secondo tema ripropone l’annoso rapporto della città con il suo pregevole parco principale, l’Isola Carolina: collocato in un lato del centro storico, pur facendone parte sotto il profilo planimetrico, il parco rimane marginale e trascurato sotto ogni aspetto. Privo com’è di attrazioni e attrezzature per i bambini, sostanzialmente è difficilmente fruibile per le persone con disabilità. Nel 2015 si era assistito a uno dei tanti capitoli sulla riqualificazione del parco: una progettazione partecipata aveva visto CLEBA proporre l’accessibilità quale tema forte per la valorizzazione del parco. Le successive vicende dell’Amministrazione non hanno permesso la finalizzazione. Tuttavia, proprio in virtù dell’assoluta necessità di rivitalizzare un luogo così importante per la città, gli studenti avranno un obiettivo privilegiato sul quale operare nell’ottica di realizzare un luogo inclusivo e accessibile per tutti, senza mirare al mero gioco solo idealmente inclusivo.

3. L’ITE Bassi
Infine non poteva mancare il luogo fulcro del percorso di alternanza: l’Istituto Bassi, che sebbene abbia avuto interventi strutturali importanti negli ultimi decenni, presenta ancora alcune criticità sull’accessibilità. Le proposte saranno orientate verso la fruibilità a 360°. D’altro canto, negli incontri sulla teoria della disabilità, l’accento è stato più volte posto sull’universal design quale metodo per raccogliere il complesso della sfida all’accessibilità forall in grado di garantire una qualità diffusa per tutti, dagli studenti ai docenti. La restituzione delle proposte progettuali verranno quindi improntate sulla risposta a 360° dei bisogni complessi degli studenti. Si parla quindi non solo di accessibilità senza barriere fisiche, ma anche di favorire la fruibilità alla sensorialità, sia di rispondere alle esigenze comunicative complessa, con l’utilizzo della CAA.

D’altro canto, l’accesso all’istruzione secondaria di secondo grado sta diventando una priorità per le famiglie: in una società sempre più selettiva e priva di supporti sociali, la scuola in tutti i suoi gradi è una risorsa preziosissima per le persone con disabilità; queste, a loro volta, sono una risorsa per le scuole, sia per i compagni che per i docenti, tutti chiamati a pensare ad un futuro inclusivo qualsiasi sia la persona che lo affronta.

In un  blog appositamente attivato da CLEBA sono raccolti i contributi dei docenti e dei relatori, raccogliendo i materiali di presentazione, i file digitali delle planimetrie, ecc., il tutto condiviso tra studenti, il CLEBA e i docenti. Non mancano ovviamente le risorse “social”.

Infine, è stata pensata anche la socializzazione del percorso, progettando (è in corso d’opera) una giornata dedicata alla presentazione dei progetti degli studenti, abbinandovi una serie di iniziative di ampio respiro culturale e sportivo, coinvolgendo associazioni, scuole, ed aziende. Perciò, stay tuned!

La risposta degli studenti è stata positiva sotto ogni aspetto: interesse, partecipazione, accettazione del confronto con realtà e persone con bisogni complessi non è semplice, oltretutto considerando i tempi limitati a disposizione. Si poteva iniziare immediatamente a rilevare le barriere progettando soluzioni per eliminarle. Ma non è questo l’unico scopo del percorso; importante è unirlo alla creazione di una consapevolezza per progettare e amministrare il bene, pubblico e privato, nel modo migliore e per tutti. E’ stato quindi dibattuto e progettato un approccio graduale al concetto di “barriera” considerando tutti gli ambiti nei quali viene compromessa l’accessibilità e l’inclusione. Barriera non è infatti solo architettonica, ma prima di tutto culturale e sociale.
Non dimentichiamo, infine, che questo progetto si è concretizzato grazie alla fiducia che la dirigenza dell’Istituto Bassi ha avuto in noi. Grazie quindi al professor Corrado Sancilio, dirigente del Bassi; al vicepreside, professor Massimo Negri, e ai docenti del corso di Costruzioni, Ambiente e Territorio.

Riflessioni di una prima settimana di alternanza
La prima settimana con gli studenti del Bassi ha riportato il tempo indietro di parecchi anni, consentendo di ragionare su diversi aspetti. Con certezza posso ribadire che tra le professioni, quella dell’insegnare è la più bella e importante di questo mondo, ma che deve essere valorizzata evitando la piega (o piaga?) politica odierna che tende alla sua mortificazione. La stessa cosa vale per le scuole pubbliche statali: sono un patrimonio immenso e raro nel panorama internazionale, che le politiche di questi ultimi decenni, in un tragico crescendo a cominciare dall’autonomia, stanno pericolosamente disgregando.

Il discorso potrebbe proseguire nel considerare l’insieme della deriva verso una inutile quanto dannosa privatizzazione del sociale e del sanitario; ne abbiamo già scritto e li rimandiamo.

Bisogna invece notare che la recente riforma dell’inclusione scolastica, mentre poteva rappresentare un’evoluzione positiva per le persone con disabilità, ha disatteso pressoché tutte le aspettative: il D.Lgs. 66/2017 è una delle peggiori pagine della storia della disabilità, tra l’altro allontanando le famiglie dalla collaborazione con le scuole e imponendo una burocratizzazione pericolosa nella gestione dell’accesso alla scuola. Le ragioni di un atto così violento si intravedono solo nell’ottica di risparmio.  Genitori Tosti si è sempre battuta contro queste logiche e recentemente ha aderito a FIRST, Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela dei diritti delle persone con disabilità, che è recentemente entrata a far parte dell’Osservatorio Permanente del MIUR per l’inclusione scolastica; organo importante dove proseguire la battaglia della difesa dei diritti, sia per portare buone prassi.

L’alternanza
Resta il dato di fatto, ampiamente dibattuto in questo periodo, della valenza positiva o meno dell’alternanza scuola lavoro così come concepita dalla Legge 107/2015. Nella prospettiva delle persone con disabilità, in un panorama tanto avaro di possibilità sociali effettivamente inclusive, ogni iniziativa può essere declinata a favore dell’inclusione sociale e della sensibilizzazione su tali aspetti. La legge 107/2015 ha lasciato troppi gradi di libertà in senso negativo. Il connubio tra “soggetti ospitanti” attenti al mero sfruttamento e dirigenti oppressi dal “dover fare” senza cognizione di causa, hanno generato esempi deprecabili di approccio sterile, non tanto al lavoro quanto all’essere parte della società “adulta”. Se si voleva togliere stimoli ai giovani, lo si è riuscito perfettamente.

Da qui la riflessione di offrire alcuni impulsi positivi in grado di generare un percorso virtuoso di crescita personale e professionale dei ragazzi; la disabilità offre la possibilità di comprendere che quando si soddisfano correttamente e coerentemente dei bisogni complessi, il risultato offrirà realtà migliori per tutti. In altre parole, nello specifico del percorso “La scuola oltre le barriere”, una volta compreso sia il perché quel fatto è una barriera, sia come eliminarla favorendo l’accessibilità, sarà portata una goccia per formare il mare di una società inclusiva.

Noi associazioni ci abbiamo messo cuore e presenza per realizzare il progetto e attuarlo. Determinati pur nell’onere di realizzare tutto nel tempo dedicato al lavoro e alla famiglia, giacché ognuno di noi ha queste priorità. Per cercare le sempre necessarie risorse abbiamo anche coinvolto la Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi, che ha supportato il percorso.

Senza dubbio lo Stato (nella sua accezione amministrativa) avrebbe teoricamente permesso tempi rapidi e maggior efficienza. Ma tant’è, di necessità…

 

*: Comitato Lodigiano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche. Genitori Tosti fa parte di CLEBA dal 2014 assieme ad altre associazioni di Lodi e con il prezioso e irrinunciabile lavoro di volontari appassionati e sensibili all’accessibilità e inclusione forall: Matteo Calori, Annamaria Cremascoli, Chiara Galatola, Paolo Arisi, Andrea Delle Foglie, Omar Lazzeri.
CLEBA attualmente è sostenuto, oltre che da Genitori Tosti (Giovanni Barin, vicepresidente, e Nicoletta Wojciechowski) da ALAH Onlus, con Silvana Castellotti e Nadia Valentini, AISM Onlus, con Sabrina Testini, Fondazione Santa Chiara (Emanuela Garibaldi) e LEDHA Lodi.

 

 

 

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Formazione sulla sordità /4: resoconto del seminario del 13 novembre 2017

Ieri, 13 novembre 2017, si è tenuto il primo incontro del seminario “In classe c’è un allievo che non sente”, dedicato all’argomento dell’inclusione scolastica degli studenti con sordità. 

Pubblichiamo l’intervento integrale del Professor Francesco Pavani: “Percezione, attenzione e linguaggio negli allievi con sordità”.

La complessità dell’argomento della percezione uditiva di una persona con sordità in rapporto alle tecnologie, alle neuroprotesi, alle strategie abilitative, è stata trattata con la consueta chiarezza dal Professor Pavani, approfondendo i risultati delle più recenti ricerche scientifiche in atto e delle loro applicazioni nell’ottica dell’inclusione scolastica. E’ stata affrontata la necessità di mettersi nei panni sensoriali dell’altro per comprendere cosa significhi affrontare una scena acustica complessa quale la classe scolastica per una persona con sordità. Obiettivo che si può raggiungere solo con la consapevolezza di come funziona una protesi e/o una neuroprotesi quale l’impianto cocleare e con quali risultati ottenuti dagli studi scientifici compiuti e in atto, avendo sempre ben chiaro che le protesi sono dei mezzi, non dei fini.

La rilettura delle strategie inclusive contenute nel documento elaborato per il seminario, permette di apprezzare e comprendere il fatto che solo una risposta articolata e complessa può essere adeguata a una situazione altrettanto complessa. Strategie che, tuttavia, possono solo essere lette nell’ottica inclusiva per tutti, favorendo la partecipazione e qualità scolastica dell’intero insieme formato da studenti e docenti.
L’appuntamento è per il prossimo 5 dicembre, nel quale la dottoressa Debora Musola di Cooperativa Logogenia®,  affronterà le tecniche per l’autonomia linguistica in italiano degli studenti con sordità. 

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Formazione sulla sordità /3: Lodi, 13 novembre e 5 dicembre 2017

Nel solco della promozione di iniziative di informazione e formazione sulla disabilità attivata da molti anni dai Genitori Tosti, abbiamo organizzato un nuovo programma di incontri sulla sordità a Lodi (Lombardia).

Prosegue dunque la collaborazione con l’Ufficio Scolastico di Lodi, arricchendosi quest’anno con il prezioso contributo dell’Istituto Tecnico Economico Agostino Bassi. Già nel 2014 un seminario analogo ha ricevuto una lusinghiera risposta da parte dei docenti del territorio lodigiano. Quest’anno la formazione è rivolta a dirigenti, docenti e assistenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Lunedì 13 novembre Francesco Pavani, Professore Ordinario di Psicologia Generale dell’Università di Trento e Direttore del Programma di Dottorato in Cognitive and Brain Sciences del Centro Interdipartimentale Mente/Cervello (CIMeC) dell’Università di Trento, terrà una conferenza sulla “percezione, attenzione e linguaggio negli allievi con sordità”. Verranno affrontate le tematiche più vicine alla didattica per offrire ai partecipanti un panorama sulle difficoltà e potenzialità degli allievi con sordità.

Martedì 5 dicembre Debora Musola, esperta (Ph.D) in linguistica e logogenista di Cooperativa Logogenia®, tratterà delle tecniche per l’autonomia linguistica in italiano degli allievi con sordità; la Logogenia offre in tal senso un importante sostegno nel percorso educativo e nelle conseguenti strategie per la didattica.

Quanto scrivevamo tre anni fa è quanto mai di attualità: i bambini e i ragazzi con sordità trovano nella scuola il luogo ideale per apprendere. Grazie alle tecniche riabilitative, alla tecnologia e alla medicina, oggi gli studenti con sordità possono potenzialmente apprendere quanto tutti gli altri compagni di classe. Le tecniche pedagogiche hanno sviluppato una serie di strategie che si adattano ai diversi percorsi abilitativi seguiti dalla persona sin dall’età prescolare, siano essi con la Lingua Italiana dei Segni (LIS), con metodo oralista oppure miste, fornendo a insegnati e famiglie numerosi strumenti di collaborazione reciproca. A ciò concorrono i ruoli principali degli insegnanti di sostegno, degli assistenti alla comunicazione, dei logopedisti e dei logogenisti.
Grazie al contributo della ricerca biomedica e della tecnologia, l’ultimo decennio ha visto la diffusione per le sordità più profonde dell’impianto cocleare, affermandosi accanto alle ultime evoluzioni delle protesi acustiche; cionondimeno, è di primaria importanza conoscere le implicazioni della sordità nelle persone protesizzate e/o impiantate, sia mettere in pratica le strategie indispensabili per ottenere il successo scolastico degli allievi oralisti. Negli ambienti scolastici, dove soglie di rumore relativamente contenute rischiano di vanificare la comprensione verbale, i sistemi di comunicazione a distanza (ad es. Rogerconsente un ascolto efficacie agli studenti con sordità. Laddove la persona abbia acquisito la LIS, Lingua Italiana dei Segni, è altrettanto importante promuovere e gestire la didattica coinvolgendo la classe e la scuola al fine di consentire un approccio linguistico  in LIS uniforme e diffuso tra i compagni.
Ma come reagisce sotto il profilo neurologico la persona con sordità agli stimoli multisensoriali tipici dell’ambiente scolastico e perché senza la messa in pratica delle opportune strategie didattiche è a rischio il suo rendimento? Quali sono gli aspetti più delicati che devono essere considerati dagli insegnanti nella didattica intesa nella sua globalità?

Introdotto dal vice presidente e referente GT per la Lombardia, Giovanni Barin, il seminario offrirà le principali risposte ai quesiti con uno sguardo agli studi più recenti sul fronte della ricerca scientifica, sia con un approccio pratico alle strategie didattiche per l’allievo con sordità.

In questa occasione abbiamo aggiornato il documento che raccoglie le principali strategie per l’inclusione scolastica degli allievi sordi (ma non solo!). Curato dalla socia Nicoletta Wojciechowski e da Giovanni Barin, il documento è distribuito al seminario del 13 novembre 2017.

I link e i materiali che abbiamo già condiviso nello scritto di tre anni fa, dalla bibliografia alla lettera di richiesta di insonorizzazione dell’aula scolastica, restano di assoluta attualità e vi invitiamo a consultarli.

 

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I risultati del sondaggio tra le famiglie con disabilità: cosa ne pensate della riforma dell’inclusione scolastica?

Il 29 gennaio scorso come Genitori Tosti abbiamo promosso un sondaggio tra le famiglie con figli con disabilità per conoscere il loro (e nostro) parere sull’Atto di delega 378 che il governo ha presentato al parlamento, che andrà a modificare l’attuale normativa modificando profondamente il sistema dell’inclusione scolastica. Trovate il sondaggio su quest sito o a questo link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSc_SwIxH3s1yaUEUhqkTKS8hXD86kf-YJCgGMNhJGVOzdMj7g/viewform?usp=sf_link

Il documento che raccoglie gli esiti del sondaggio è stato presentato e consegnato alla Ministra Valeria Fedeli in occasione dell’udienza del 2 marzo scorso quando una delegazione della “Rete dei 65 movimenti” ha avuto modo di portare le criticità connesse alla riforma, chiedendo il ritiro di tutte le deleghe e, in particolare dell’Atto 378.

Tralasciando gli effetti che questa riforma avrà nell’ambito più ampio della gestione della disabilità che avverrà a seguito della modifica della Legge 104/92, per la scuola saranno molti i cambiamenti.
Dalla presentazione dell’Atto la nostra associazione si è mossa per contrastarlo chiedendone il ritiro senza alcun emendamento, nella convinzione che la violenza con cui si vuole imporre un ulteriore compromesso (che come tale per la disabilità sarà forzatamente al ribasso) non sia corretto sotto ogni profilo. Dobbiamo avere di più, non certo meno.
La testimonianza delle famiglie rende bene la sostanza del risultato del sondaggio che qui vi proponiamo.

Potete scaricare il rapporto direttamente da questo sito: http://www.genitoritosti.it/wp-content/uploads/2017/03/Presentazione-GT3.pdf.

Gli esiti del sondaggio vanno ovviamente letti riflettendo sul fatto che le risposte sono di famiglie sensibili alla tematica. In tal senso alcune risposte profilano un sistema che ha certamente grandi criticità maggiormente evidenti nell’incapacità (e inadempienza legale) dei dirigenti scolastici di gestire una tematica che

Crediamo sia significativo riportare qui di seguito le risposte scritte che una parte delle famiglie ha lasciato nella sezione del sondaggio in cui si poteva inserire il proprio pensiero sull’Atto che riforma l’inclusione scolastica:

  • La nuova riforma rappresenta un arretramento rispetto ai diritti all’inclusione che si era riusciti a ottenere con la 104/92. La logica sottesa a questa nuova riforma è quella basata su tagli, per fare i quali deve abolire diritti acquisiti.
  • Se approvata sarà un disastro.
  • Se mia figlia ha ottenuto recupero e integrazione è in parte grazie alle mie notti insonni a fare ricerche, è in parte grazie all’aver preteso, ricercato e formato un team riabilitativo intorno a lei formato da scuola famiglia uonpia e attività riabilitative. Senza questi diritti è lo Stato che crea la disabilità di mia figlia
  • È un passo indietro, un colpo grosso in negativo all’inclusione dei ragazzi/e con disabilita’
  • Credo che una inclusione si possa avere nel.momento in cui i nostri figli non vengano vissuti come un problema x la classe e vengono rilegati nelle aule di sostegno ricreando così luoghi di esclusione e di isolamento
  • Le figure che sono intorno ai nostri figli debbono lavorare con la classe e devono essere specializzati e sapere che ogni bambino è diverso da un altro e quindi trovare le strategie in base al bimbo e non a delle formazioni superficiali e pure fatte male. La continuità di queste figure è fondamentale x la vera inclusione il sostegno non è il trampolino x passare di ruolo chi sceglie questa strada deve rimanere x anni e deve portare il bambino fino alla fine del ciclo scolastico. La formazione e fondamentale le insegnanti gli aec ecc. Devono essere equipe non un scaricabarile di responsabilità i nostri figli hanno gli stessi diritti e doveri degli altri. Ultima cosa le famiglie vanno ascoltate.
  • Maestri e assistenti preparati ed in continuo aggiornamento. Continuità scolastica. Tutte le figure devono cooperare e comunicare con i genitori i terapisti e neuropsichiatra. Lavoro di équipe. 4 GLH nell’anno scolastico per far coadiuvare le varie informazioni sia progressi che problematiche ed intervenire tempestivamente.
  • Condizionare tutto alla disponibilità economica è oltraggioso, specie visti i tagli che si continuano a subire.
  • Questa riforma porterà l’alunno disabile grave alla totale merce indifferenza dello stato, ma, sono sicuro che il Nostro Signore ci aiuterà e in qualche modo i colpevoli di questa ignobile proposta di legge “cambieranno idea”.
  • La legge attualmente in vigore se utilizzata bene ha sempre funzionato . Perché cambiarla in peggio? Dovete risparmiare sui nostri figli disabili?
  • Essendo mamma di una bimba disabile mi sono vista negare l’assistente all’autonomia per anni essendo compito del comune …..troppi diritti negati per leggi inesatte e soprattutto per mancanza di fondi……
  • La proposta di riforma (per ora solo proposta) non solo é un segnale di ritorno a una scuola di 40 anni fa cancellando tutto quello che si é costruito in tutti questi anni, inoltre va contro i principi fondamentali della legge 104/92.
  • E’ necessario gestire i bisogni dei bambini al fine di realizzare una inclusione nella classe in primis, non come numeri di un fenomeno sociale ma rispettando la dignità di ciascuno come valore fondamentale della persona umana
  • Pessima!
  • La riforma porterà i bambini con disabilità ai margini della classe abbandonati da tutti
  • Ora come ora c’è molto lavoro da fare sull’inclusione scolastica
  • Vi deve essere collaborazione tra famiglia e docenti nonché l’ausilio degli assistenti perché sia possibile una reale integrazione sociale all’interno della classe affinché il bambino si inserisca e venga accettato tutto rapportato al grado di disabilità.
  • Dico che non è giusto intaccare ulteriormente persone già sfortunate ,e anche se certi problemi non si hanno nelle proprie famiglie non vuol dire che non si debba capire la gravità e il dolore di chi invece lo vive ogni giorno. Se avete una coscienza…..
  • Per quanto riguarda noi (ho due gemelle con disabilità) la scuola non ha mai dato niente di positivo anzi abbiamo sempre trovato docenti di sostegno e non incapaci !!!!!!
  • Una riforma che calpesta le legittime aspettative delle fasce più deboli, i bambini e i ragazzi disabili, lasciandole senza tutele frutto di un obiettivo volto al mero risparmio di spesa.
    Si porta ad un esclusione del soggetto con disabilità
  • In questo modo si eliminano tutte le figure fondamentali per Noi disabili, così non possiamo fare neanche i ricorsi per i nostri diritti e restiamo a casa
  • Peggiora la vita scolastica dei disabili e di conseguenza l’inserimento nella società nel futuro
  • Per avere un risparmio economico vengono colpite sempre i più deboli con una riforma a dir proprio apocalittica nei confronti dei disabili
  • Già è una lotta continua per garantire un soggiorno in ambito scolastico che sia inclusivo e che porti miglioramenti allo studente con handicap…Adesso proprio …si va a ritroso ….si va a colpire sempre i bersagli più deboli ! Piano piano stanno progettando un altro sterminio
  • Da rifare immediatamente
  • Questa nuova riforma non è fatta per inclusione dei disabili ma al contrario si sta cercando di escluderli definitivamente! È per dare un ulteriore taglio ai fondi destinati ai nostri ragazzi! Io come mamma sono davvero preoccupata ! Per mia figlia e per tutti i bambini e i ragazzi come mia figlia il sostegno e l’assistenza scolastica sono fondamentali per l’inclusione scolastica!!! Spero vivamente che la legge non passi !!!!!
  • Penso che questo atto porti indietro di anni. Tutti i sacrifici di noi famiglie, di madri e padri andranno perse, perché all’interno delle scuole c’è un clientelismo assurdo. E se non siamo noi genitori a difendere quelle poche ore che già si danno non c’è nessuno. Inclusione e partecipazione delle famiglie per una vita sociale migliore dei nostri figli.
  • Ma sarà mai possibile che ogni volta che mettete mano alla scuola le cose peggiorino?????
  • Serve più preparazione soprattutto specifica per ogni disabilità, insegnanti formati adeguatamente sulla patologia del bambino.
  • I nostri figli hanno difficoltà a volte anche gravissime, questa riforma esclude questi bambini/ragazzi dal sociale e ghettizza i disabili. Stiamo tornando indietro, invece di migliorare le condizioni stanno togliendo il diritto alla scuola per questi bambini che hanno solo colpa di essere nati in questo stato che sta solo tagliando i fondi per aiutare chi ha difficoltà anche nel quotidiano. Rischiamo di affidare i nostri figli a persone che non hanno né la professionalità né la passione per affrontare le problematiche che noi genitori conosciamo benissimo, e solo chi ha passione pazienza e esperienza può affrontare. Queste riforme non tutelano i bambini e noi genitori. Sono ampiamente contraria.
  • Io non sono “esperta a leggere in politichese” ma posso dire solo queste parole: ultimamente si sentono solo notizie di tagli, di voci non ascoltate e soprattutto di famiglie in difficoltà. Poi se modifichiamo la Scuola togliendo le basi sulla crescita e maturazione dello studente con difficoltà, io non capisco come si possa chiamare «Buona Scuola»
  • Di peggio non potevano proporre per tagliare la spesa pubblica.
  • La diversità di ognuno di noi è una RICCHEZZA per tutti… se vengono emarginate le persone con disabilità sarà per tutti una grave perdita e un regresso sociale in quanto solo con la loro sensibilità (AMORE) e il loro modo di vedere le cose (SEMPLICITÀ) il mondo potrebbe migliorare!!!
  • Se la riforma verrà attuata l’inclusione diverrà ESCLUSIONE
  • Solo attraverso la collaborazione di insegnanti curriculari e sostegno c’è integrazione
  • Le leggi vanno fatte in aiuto di chi si trova in difficoltà, non per crearne altre. Già oggi ci troviamo dinanzi a persone poco preparate, soprattutto dinanzi a casi di autismo, con leggi come queste torniamo indietro di decenni e constatiamo con mano quanto dei nostri figli non interessa nulla a chi ci governa.
  • L’inclusione scolastica senza nessuna figura professionalmente preparata e adeguata per la disabilità dei bambini con maggiore partecipazione delle famiglie e personale qualificato di istituti che seguono i bambini nei vari percorsi riabilitativi…. avranno solo lo scopo di emarginare e non aiutare questi bambini che hanno già una vita piena di disagi ad affrontare la scuola nel modo più negativo possibile.
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