Lettere al MIUR….

Siamo in un periodo scolastico “vulcanico”. Inteso pre-eruzione. Nel senso che se all’apparenza le cose procedono (d’accordo: malissimo in questo avvio di anno scolastico, addirittura il peggiore da 40 anni) sotto sotto si sta preparando la riforma del sostegno scolastico. Come associazione abbiamo più volte offerto la nostra partecipazione per definire alcuni punti sui diritti dei nostri figli. Siamo stati ricevuti al MIUR con tanto di promesse. In nessun caso sono seguiti dei fatti.
Il MIUR  sta lavorando al testo di riforma senza che sia possibile conoscerne i contenuti. O, meglio, pochi elementi sono trapelati e sono assai preoccupanti. Stiamo nuovamente scrivendo al ministro e al sottosegretario, sia come GT, sia come gruppi di associazioni, comitati e movimenti con il medesimo fine: la partecipazione alla stesura della riforma, possibilmente prima che esploda.

Nel frattempo pubblichiamo la lettera inviata dai Genitori Tosti al MIUR il 16 giugno 2016.

 

Alla cortese attenzione

– On. Prof.ssa Stefania Giannini, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
– On. Dott. Davide Faraone, Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
– Dott.ssa Loredana Leoni, Segreteria tecnica del sottosegretario al MIUR
– Dott. Giuseppe Zambito, Segreteria tecnica del sottosegretario al MIUR
– Dott. Raffaele Ciambrone, Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione , Uff. VII
Verona, 16.06.2016

Gentilissime signore, Egregi signori,

In merito alla delega al Governo per la modifica del sostegno scolastico e, più in generale, dell’organizzazione dell’inclusione scolastica per gli allievi con disabilità, vorremmo poterVi incontrare per sottoporVi alcune considerazioni che crediamo possano essere spunto di approfondimento su alcune tematiche anticipate dalla “Buona scuola”.

A partire dall’esperienza dei nostri figli, come associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti ONLUS, che si occupa della tutela dei diritti delle persone con disabilità, abbiamo personalmente constatato che quando le buone prassi vengono diffuse e applicate, l’inclusione scolastica diventa tanto più efficiente quanto maggiore è la partecipazione attiva delle famiglie, in particolare durante le riunioni previste dalla norma, i GLH innanzi a tutte.

Pertanto, abbiamo recentemente riproposto la campagna di informazione per le famiglie e le scuole: “GLH in tutte le scuole: si può fare” che quest’anno ha come motto “La disabilità con orgoglio!

L’evoluzione della campagna dal 2011 è descritta sul nostro sito: http://www.genitoritosti.it/?page_id=86

Con riferimento alla Buona scuola, per la continuità del Progetto di Vita dei nostri figli e una loro proficua inclusione sociale; perché l’inclusione scolastica sia una buona prassi che contribuisca a far germogliare nella società una visione positiva, orgogliosa della persona con disabilità, crediamo sia prioritario approfondire le indicazioni presenti nelle Linee Guida “ATTIVITA’ DI ALTERNANZA SCUOLA LAVORO – GUIDA OPERATIVA PER LA SCUOLA”, integrandole con contenuti riferiti al Progetto di Vita e al PEI, a beneficio dei Dirigenti Scolastici, dei docenti che organizzano l’attività inclusiva nelle scuole e delle famiglie.

Crediamo che la premialità prevista per i docenti debba essere acquisita con criteri che affrontino la tematica dell’inclusione scolastica degli allievi con disabilità quale raggiungimento di uno standard qualitativo elevato condiviso a beneficio di tutto il sistema scolastico. E’ ormai assodato come la risposta positiva alle istanze dei bisogni educativi complessi generi un elevato valore aggiunto per tutta la popolazione scolastica; ciò in misura maggiore quanto più complesso è il bisogno e, nel caso specifico, quanto più grave sia la disabilità da gestire.

L’alternanza scuola-lavoro può rappresentare lo strumento ideale per rendere il tutto operativo e conferire alla scuola la valenza che tutte le nostre famiglie auspicano: il volano per l’inserimento sociale dei ragazzi con disabilità.

Auspichiamo di poterVi sottoporre alcune riflessioni programmatiche su questi temi, perciò

CHIEDIAMO

di essere ricevuti presso i Vostri uffici al fine di confrontarci in merito a:

  • Citeri valutazione: l’inclusività quale misura premiale
  • Alternanza scuola-lavoro: proposta di approfondimento delle linee guida
  • Applicazione del modello ICF: una mappa per tutte le progettazioni didattiche per gli allievi con disabilità
  • GLH: quale strumento applicativo da rivalutare e rafforzare nella Legge delega sull’inclusione scolastica
  • di discutere la bozza della riforma dell’integrazione scolastica (e di riceverla questa bozza, noi come tutte le altre associazioni attive su questo tema)
  • Osservatorio per l’inclusione scolastica: modalità di partecipazione

La campagna “GLH in tutte le scuole: la disabilità con orgoglio” è visibile a questo indirizzo: http://www.genitoritosti.it/?p=1813
Confidando nel Vostro ascolto, attendiamo fiduciosi un Vostro riscontro.

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10 maggio 2016 – “Siamo Noi” di TV2000 intervista Gianfranco Notari (Genitori Tosti Campania)

Il 10 maggio 2016 Gianfranco Notari, referente regionale GT in Campania, ha partecipato alla trasmissione di TV2000 “Siamo Noi”.

Partendo dall’esperienza di suo figlio Simone, Gianfranco ha ben sottolineato quali sono i bisogni, i problemi e le aspettative delle famiglie con figli con disabilità, illustrando al contempo le attività della nostra associazione. Un’intervista intensa che raggiunge l’essenza delle esperienze delle famiglie.

A questi link:
http://www.tv2000.it/siamonoi/video/siamo-noi-puntata-del-10-maggio-2016/

Video “Siamo noi” TV2000 – Puntata del 10 maggio 2016

a partire da 36’30” in poi.

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Parma 9 aprile 2016, partecipazione al convegno ASI. LA RIFORMA DELLA SCUOLA TRA CRITICITÀ E OPPORTUNITÀ

Riportiamo qui la presentazione di Giovanni Barin, rappresentante GT per la Lombardia, al 3 ° Convegno Regionale ASI Affrontiamo la Sordità Insieme ONLUS del 9 aprile 2016 a Parma. Il convegno, che affronta il tema “La sordità: IL RAPPORTO UOMO-TECNOLOGIA NELL’ERA MODERNA”, si tiene nelle Aule Centrali della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Parma, in  Via Gramsci ,14 a Parma.

I Genitori Tosti presentano una relazione sulla Legge 107/2015: “La riforma della scuola tra opportunità e criticità.”

La riforma declinata sulla disabilità presenta una serie di opportunità importanti all’interno di altrettante criticità. In questa sede, dopo una rapida disamina dell’attuale configurazione strutturale della scolastica italiana (pro/contro), si è scelto di approfondire la gestione dell’Alternanza Scuola Lavoro (ASL) nell’ottica della disabilità.
In un contesto sociale italiano che vede il lavoro quale elemento trinante della qualità della vita, l’ASL è senz’alcun dubbio una preziosa risorsa all’interno della quale le persone con disabilità possono trovare un tassello importante per costruire la propria vita sociale in un contesto che oggi presenta le difficoltà maggiori: la scuola riveste tutt’ora il ruolo di inclusione principale, ma scollato dal “dopo la scuola”, e quindi col mondo del lavoro, in maniera drammatica. Nelle Linee Guida del MIUR sull’Alternanza si legge:

L’ASL entra nel nostro sistema educativo con la legge 28 marzo 2003, n.53, che all’articolo 4 la prevede come possibilità di realizzare i corsi del secondo ciclo, consentendo ai giovani che hanno compiuto il quindicesimo anno di età di svolgere l’intera formazione dai 15 ai 18 anni “attraverso l’alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica, sulla base di convenzioni con imprese o con le rispettive associazioni di rappresentanza o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con enti, pubblici e privati,
inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di tirocinio che non costituiscono rapporto individuale di lavoro.”

L’ASL è concepita sull’individuazione delle competenze: riferimenti, criteri di selezione, modalità di descrizione
Identificazione di prestazioni osservabili e misurabili che permettano la valutazione delle competenze. Il successivo riconoscimento nella prestazione lavorativa dell’utilizzo delle conoscenze e nell’attività formativa della presenza di una prestazione, per poi correlarle le competenze acquisite nel mondo del lavoro con quelle da acquisire a scuola.Viene infine previsto il riconoscimento della valutazione nei percorsi in alternanza sulla  valutazione complessiva delle competenze sviluppate.

Competenza è definita come la capacità dimostrata di utilizzare le conoscenze, le abilità e le capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale

Non mancano le criticità, soprattutto se pensiamo che le recenti Linee Guida del MIUR trattano gli aspetti della disabilità solo in un breve paragrafo a pagina 7:

Per i soggetti disabili i periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro sono dimensionati in modo da promuovere l’autonomia anche ai fini dell’inserimento nel mondo del lavoro.

un copia/incolla a pagina 30, un riferimento a pagina 31:

a) capacità strutturali, ovvero spazi adeguati per consentire l’esercizio delle attività previste in alternanza scuola lavoro e, in caso di studenti con disabilità, il superamento o l’abbattimento delle eventuali barriere architettoniche;

e, infine, a pag.50, al punto “12. Valutazione e certificazione delle competenze in alternanza scuola lavoro”:

Nella valutazione dei percorsi in regime di alternanza scuola lavoro per gli alunni diversamente abili, con disturbi specifici di apprendimento (DSA) e bisogni educativi speciali (BES), valgono le stesse disposizioni compatibilmente con quanto previsto dalla normativa vigente.

Prescindendo dalla terminologia che va dall’arcaico all’ormai illegale, (PERSONE CON DISABILITA’ è l’unico termine che la Convenzione ONU dei diritti delle persone con disabilità, Legge del nostro Stato, prevede), non si può non sottolineare che mancano le strategie di intersecazione con la normativa generale di gestione della disabilità: il Progetto di Vita, il PEI, il ruolo delle famiglie, eccetera, e, sotto il profilo tecnico, l’ICF.

Qui di seguito la presentazione dell’intervento.

Invito ad approfondire il tema dell’Alternanza Scuola Lavoro sia con i materiali indicati nella presentazione, sia, per quanto concerne il rapporto con le disabilità, qui di seguito:

L’ICF come strumento di identificazione, descrizione e comprensione delle competenze
Dario Ianes
Ianes in “La speciale normalità” afferma che

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità una persona funziona bene se partecipa socialmente, se riveste ruoli di vita sociale in modo integrato e attivo.

Inoltre

Il funzionamento educativo è dunque un funzionamento intrecciato tra biologia, esperienze di ambienti, relazioni, attività e iniziative del soggetto. Per comprendere meglio questo intreccio e leggerlo nella mescolanza delle sue componenti abbiamo bisogno di una cornice forte che orienti questa analisi, una cornice concettuale e antropologica unica e condivisa dalle varie ottiche professionali. L’ICF dell’Organizzazione mondiale della sanità (2002) è il modello concettuale che serve molto bene a questa lettura e che proponiamo qui a questo scopo.
In questi ultimi anni, il modello ICF è stato proposto, nei suoi aspetti più tecnici, anche come base per un nuovo modello di diagnosi funzionale (Ianes, 2004), per la lettura dei Bisogni educativi Speciali in ambito scolastico (Ianes, 2005a; 2005b) per una nuova interpretazione del concetto di competenza nei percorsi di alternanza scuola-lavoro (Ianes e Biasioli, 2005).

Un’approfondimento in merito alle competenze su cui il sistema dell’ASL è basato, intersecandolo con i concetti dell’ICF, è disponibile qui:
http://www.darioianes.it/site/articoli/licf-come-strumento-di-identificazione-descrizione-e-comprensione-delle-competenze/

e in formato pdf qui.

Un sincero ringraziamento al dott. Antonello Risoli, Dirigente Scolastico dell’Istituto Tecnico Agrario Statale (I.T.A.S.) di Codogno (Lo), attivi in prima linea sull’ambito dell’ASL per i consigli e il materiale suggerito.

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Regaliamoci un 2016 di gusto

di Alessandra

E’ arrivato il momento di rinnovare la tessera per il nuovo anno.
Nel 2015 abbiamo partecipato a seminari, convegni, giornate dedicate.
Siamo presenti a tavoli di lavoro (per il welfare generativo a Verona), a coordinamenti di associazioni (per l’autismo in Puglia, per l’abbattimento delle barriere a Lodi), in consulte (a Verona e Lodi).
Abbiamo preso parte attivamente ad un progetto dedicato alle famiglie, durato da gennaio a giugno 2015, finanziato dalla regione Lombardia, dove eravamo, tra più enti, gli unici volontari.
Abbiamo provato, senza successo perchè non presi in considerazione dall’amministrazione con la quale ci rapportavamo, a realizzare un parcogiochi inclusivo, non solo con l’altalenina per le sedie a ruote ma proprio inclusivo.
Abbiamo scritto al Ministero dell’Istruzione per chiedere, ancora una volta, dopo esserci recati in viale Trastevere nel 2013, di essere ammessi all’osservatorio per l’integrazione scolastica e perchè partisse la verifica sui GLH in Italia – siamo l’unica associazione che abbia mai fatto unacampagna sui GLH.

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Riflessioni di un genitore

“Quello che mi manca di più di lui è sentire il suono della sua voce. Qualche volta sogno che parli e poi mi rimprovero per questo desiderio, quasi fosse il segno di una mancata accettazione di Jacopo nella sua interezza…”

L’intervista che Maria Grazia Fiore, rappresentante GT per la Puglia, ha rilasciato a Giovanna Pasqualin Traversa racconta una realtà nella quale si possono riconoscere molte famiglie con figli con disabilità. Realtà che troppo spesso e con sempre maggior frequenza la nostra società vuole nascondere, dimenticare o, peggio, negare.

La società “isola ciò che non vuole vedere e, paradossalmente, accoglie in modo più benevolo chi non ha la forza di affrancarsi dal dolore”, mentre fa fatica ad accettare “una famiglia che, pur nella sua condizione, si sforza di continuare a vivere una vita ‘piena’ e rivendica il diritto di non essere condannata al compatimento”.

Sorgono una serie di riflessioni:
– il livello di supporto alle famiglie che hanno figli con disabilità, quanto è lontano dall’essere minimamente sufficiente ed efficace?
– si sta progredendo verso un miglioramento oppure la regressione che noi constatiamo ogni giorno è sempre più drammaticamente presente e pesante per le famiglie?
– è giusto, umanamente oltre che legalmente, che le famiglie debbano sostituirsi alle istituzioni? Che debbano lottare per avere un qualsiasi servizio adeguato alla disabilità?
– che scuola, sanità, servizi sociali rappresentino una lotta quotidiana invece di una preziosa risorsa?

Stiamo vivendo un tempo nel quale le risorse per la disabilità sono state ridotte dallo Stato con sempre più accanimento dietro la falsità della mancanza delle stesse. Assistiamo, inoltre, a una preoccupante volontà di escludere la disabilità, in particolare quelle più gravi, dalla vita sociale. La storia si ripete; ma grazie alla storia abbiamo le “armi” per combattere il pensiero ghettizzante. Ricordiamo che la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità è Legge dello Stato Italiano dal 24 febbraio 2009.

La conclusione dell’intervista a Maria Grazia dipinge la realtà dei nostri giorni:
“Scrivere e riscrivere bei principi sulla carta senza prevedere adeguati fondi per renderli effettivi è una presa in giro di cui non abbiamo bisogno”. Finché le famiglie “saranno ostaggio della mancanza di servizi, qualsiasi proposta burocratico-normativa rimarrà priva di efficacia” e “i nostri figli continueranno a essere – loro malgrado – i nostri ‘carcerieri’, alimentando una spirale di frustrazione se non di disperazione”.

http://www.agensir.it/sir/documenti/2015/09/00320318_basta_bei_discorsi_sull_autismo_servono_a.html

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