Solidali con i docenti. Contro la politica discriminatoria del MIUR

Sembra un déjà vu per molti di noi genitori con figli con disabilità: in una già tormentata quotidianità, arriva la mazzata di un atto amministrativo che sconvolge la vita. Ingiusto nel senso profondo, ingiusto nell’idea che l’ha ispirato e richiesto, ingiusto per il contesto cui si abbatte, ingiusto per le conseguenze ampie che vi derivano. Per noi può trattarsi, ad esempio, di una sentenza negativa, come quelle sulle ore di sostegno, di un verbale della commissione di invalidità inadeguato alla situazione reale della persona, di un rigetto di una richiesta in ambito lavorativo. Tecnicamente talvolta corrette. Ma che non avrebbero in alcun modo dovuto veder luce in considerazione del contesto cui si abbattono.

Per questo, grazie all’esperienza acquisita, seguiamo con apprensione l’evolversi della squallida vicenda che da prima di Natale sta subendo una parte dei docenti delle scuole dell’infanzia e primaria. una sentenza che cancella un diritto e che rischia di avere riflessi assai negativi per le famiglie con figli con disabilità, dato che, tra l’altro, concorrerà ad infrangere ancora una volta uno dei diritti cardine della vita scolastica: la continuità didattica. Che, si badi bene, non vale solo per i docenti di sostegno, ma ragionando con buon senso, interessa tutto l’ambito dove vive la persona con disabilità.

In sostanza, ci saranno casi nei quali tra qualche mese i docenti saranno licenziati e i bambini perderanno per l’ennesima volta un riferimento importante.

Appellarsi a una sentenza, che tecnicamente sotto il profilo normativo potrà anche esser corretta, denota tutta la mancanza di senso politico e gestionale di questo governo. Con quell’asettica crudeltà che possiamo tutti leggere (qui si in squisita continuità) nella Legge 107/2015, sempre più beffardamente detta “Buona Scuola”, e ancor più nei suoi Decreti Attuativi, primo tra i quali il D.Lgs 66/2017 che ha riformato, devastandola, l’inclusione scolastica. Ricordiamolo: con quest’ultimo Decreto hanno di fatto escluso le famiglie dalla collaborazione con le scuole sulle tematiche della disabilità.

Proprio sulla battaglia contro la riforma dell’inclusione scolastica i Genitori Tosti si sono battuti assieme alla Rete dei 65 Movimenti per il Sostegno. Battaglia che non è per nulla terminata. Assieme ci batteremo ancora, anche contro questa ennesima discriminazione. Solidali coi docenti.

 

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LA RETE DEI 65 MOVIMENTI: IL RESOCONTO DEL SEMINARIO DEL 23 FEBBRAIO 2017 A ROMA

Riportiamo il testo relativo al seminario del 24 febbraio 2017 “Sostegno: INCLUSIONE o ESCLUSIONE? Il docente di sostegno e la continuità didattica. Come cambia la L.104”
I Genitori Tosti hanno partecipato con la presidente Alessandra Corradi e il referente per la Lombardia Giovanni Barin.

LA RETE DEI 65 MOVIMENTI: IL RESOCONTO DEL SEMINARIO DEL 23 FEBBRAIO 2017 A ROMA

26 febbraio 2017
Dopo la manifestazione del 23 febbraio davanti a Montecitorio (indetta dalla RETE DEI 65 MOVIMENTI, unendo genitori, docenti, associazioni, studenti, tutti insieme per chiedere al governo Gentiloni di non licenziare i decreti attuativi della legge 107 del 2015), il Comitato nazionale “Per la Scuola della repubblica” in collaborazione con la “Rete dei 65 movimenti” ha tenuto, il giorno dopo, un seminario di formazione presso il Liceo Tasso di Roma, dal titolo: “Sostegno: INCLUSIONE o ESCLUSIONE? Il docente di sostegno e la continuità didattica. Come cambia la L.104 “

Il seminario è stato introdotto da Cosimo Forleo, docente romano e membro del “Comitato nazionale per la Scuola della Repubblica” che ha promosso l’evento, insieme alla “Rete dei 65 movimenti”. Cosimo Forleo sottolinea quanto sia importante che la Rete sia nata dal basso e che raccolga il mondo della disabilità, le associazioni, gli studenti, i movimenti, i docenti, dando vita a uno splendido sodalizio, che si regge sulla passione per la giustizia sociale e per dare voce alle rivendicazioni dei più deboli.

Daniela Iacopino, docente a Reggio Calabria, giurista e membro A.S.I.S. (Ass. Ins. di Sostegno), ha condotto i lavori del seminario. Ha, quindi, presentato gli interventi puntando l’attenzione sul fatto che all’inclusione degli studenti con disabilità nelle classi comuni italiane può essere attribuito l’epiteto di “primo motore immobile”, mutuando le categorie aristoteliche, in quanto “è qualcosa che provoca il movimento senza essere mosso”, essendo una causa finale inamovibile nella qualità di perno della tradizione pedagogica italiana e, nel contempo, di processo irreversibile di crescita e sviluppo della persona umana. La moderatrice ha proseguito leggendo la relazione inviata da Ferdinando Imposimato, Presidente onorario della Suprema corte di cassazione e garante della Costituzione, che non ha potuto presenziare per motivi familiari.

Daniela Costabile, docente di Lamezia Terme, membro dei direttivi del platea-seminario-del-24-febbraio-2017-a-roma “Comitato nazionale per la Scuola della Repubblica” e dei “Partigiani della Scuola Pubblica”, ha presentato una relazione dal titolo La delega del sostegno. Cosa cambia nel futuro professionale del docente di sostegno. Le proposte della Rete. Daniela Costabile racconta la nascita della “Rete dei 65 movimenti”, generata da una collaborazione con i “Genitori tosti” del Veneto, ed espone gli antefatti che hanno preceduto l’approvazione della delega in Parlamento. “Si evince, infatti, – dice Daniela Costabile – dal comportamento degli autori della delega inclusione e da quello del Partito che ha portato i decreti attuativi all’esame delle commissioni parlamentari, un giorno prima della scadenza, quanto sia stata forzata la mano dal governo, nonostante la sconfitta referendaria, pur di arrivare a decretare la fine della Scuola Statale Pubblica a vantaggio dei privati e della privatizzazione. Infatti il PD non ha mai voluto condividere o consegnare i decreti attuativi a nessuno, prima dei 18 mesi, per non comprometterne la fattibilità, che poteva essere messa in discussione da tutte le parti coinvolte, se ci fossero stati tempi più lunghi da dedicare alla discussione e all’esame. Infine, ha elencato i cambiamenti, purtroppo negativi, che la scuola dovrà affrontare a causa dei tagli previsti dalla “delega inclusione”. I docenti di sostegno saranno infatti ridotti al lumicino da un organo discrezionale che risponde al Governo: il GIT” (gruppo territoriale per l’inclusione). Continue reading

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