Buona o meno, lo vedremo. La scuola che ci interessa è nei fatti.

rockRicordo come fosse adesso le parole che sentii la prima volta che varcai la soglia della scuola che avrebbe di li a poco accolto i miei figli: la disabilità è una risorsa per tutti. Parole illuminanti, quelle del dirigente scolastico davanti  a un’affollata assemblea dei genitori. Già, ma come fa una persona con disabilità ad esser tale e non un ingombrante presenza, mi chiesi?

E’ il 15 novembre, quei giorni son  distanti quasi 10 anni e oggi si conclude la consultazione sulle linee guida per la probabile prossima riforma della scuola dell’attuale Governo. Come sempre, il mondo della scuola è complesso e articolato; scriviamo  della parte che più ci compete e delle relazioni che ne nascono: l’integrazione scolastica degli allievi con disabilità, iniziando innanzitutto con la questione della partecipazione alla consultazione online. Non parteciparvi è un segnale. Ascoltando la politica, in un dibattito sul tema aperto al pubblico, risulta che le famiglie siano state poco attive, fatto indicativo dell’ampia distanza che in questi anni è cresciuta tra la società e l’ambito educativo; la stessa evidenza che si ha per chi, genitore, partecipa agli organi collegiali, o come lo è il vedere una sola, singola pagina delle linee guida dedicata all’integrazione scolastica, nella quale si leggono alcuni spunti confusi di ciò che, invece, è ben delineato nelle leggi attuali.

Da inguaribili ottimisti quali siamo, non abbiamo mai negato il contributo nell’offrire soluzioni per migliorare lo stato delle cose. Proponiamo di vedere la scuola con una diversa prospettiva, provando una sorta di “stress-test” visto con gli occhi della disabilità, per capire se l’attuale condizione della scuola (quella di tutti, non solo dal punto di vista delle persone con disabilità) regge o meno alle richieste del suo mercato, quello dei suoi fruitori: la scuola pubblica ha una riserva di risorse (umane, economiche, di programmi) per continuare, per confrontarsi con il mercato educativo? E’ sufficiente a reggere l’impatto di un ambiente più difficile rispetto a quanto attualmente previsto? Come in altri ambiti, nella scuola la disabilità offre un parametro di valutazione prezioso e indiscutibile, ragionando su bisogni complessi, verificando se vengono soddisfatti e in che misura. Dar adeguata risposta i bisogni complessi attuando l’integrazione scolastica significa coinvolgere tutti gli studenti verso una scuola effettivamente universale: passando di scala, trasferendo la valutazione su tutta la popolazione studentesca, si può di conseguenza giungere alla risultante generale per ragionare, infine, sui metodi per, eventualmente, migliorare.

I fatti, dal generale al particolare.

Qualche isola felice e una generale mancata integrazione scolastica. Le famiglie con figli con disabilità Continue reading

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