Scuola e disabilità. Uniti ma divisi

Uniti ma divisi, un ossimoro che pare essere in voga come non mai in quest’ultimo periodo. Che la storia del nostro Paese sia percorsa da moti che da un lato perseguono lo scopo di unirlo e dall’altro creano malcontenti che dividono, non è certo una novità. A chi non vive in prima persona l’esperienza della disabilità sembrerà un paradosso: questa condizione dovrebbe avvicinare tra loro i familiari delle persone disabili. Invece essere uniti ma divisi è ormai una consuetudine anche in questa realtà. E questo nonostante l’Italia sia un esempio invidiato ben oltre l’Europa per il panorama normativo vigente.

Una condizione che le famiglie di figli con disabilità conoscono bene, potendo constatare l’enorme iato tra normativa pubblica e triste realtà quotidiana, scandita dallo stillicidio di grandi e piccoli ostacoli che nessuna norma da sola potrà mai eliminare senza il naturale senso civico, senza l’educazione e la cultura di ogni cittadino di questo Paese. Qualità, queste ultime, sempre più rare in Italia, dalle quali discende l’imprescindibilità delle leggi a difesa dei diritti dei propri figli. Una società che non ne vuol sapere di considerare la disabilità come una condizione di normale vivere in comunità, conduce necessariamente a dover ergere la normativa a baluardo difensivo di diritti che, lo ripetiamo, si è portati a pensare essere una realtà consolidata. Quale stupore invece nel constatare il contrario quando si valutano numericamente ricorsi, esposti e denunce dei genitori!

Lo abbiamo già scritto e detto più volte: le nostre famiglie offrono a chiunque lo Continue reading

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Una lampadina blu in casa…

C’è chi, in casa, una lampadina blu ce l’ha accesa sempre. Non solo oggi, che è 2 aprile, giornata dedicata alla sensibilizzazione e all’informazione circa la condizione delle persone autistiche e, indirettamente, delle loro famiglie.
Sembra che i genitori con figli autistici, soprattutto se benestanti e “alternativi”, siano le vere star del momento… Sarà per questo che non ho voglia di scrivere oggi: non vorrei entrare nel novero delle celebrità, mio malgrado. Continue reading

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App…però! Le app guardate con occhi speciali

[Dal blog Speculum Maius]

E allora cominciamo a rompere i recinti di dottori che parlano solo con dottori, di genitori che parlano solo con altri genitori (magari solo se interessati alla stessa patologia), di docenti che parlano solo con altri docenti. Rimescoliamo gli interlocutori per capirci e conoscerci meglio.
Questo post, ad esempio, è in un luogo della Rete in cui passano gli interessi più svariati. Ognuno di noi può trovarci qualcosa su cui riflettere. Ognuno può proporre qualcosa di costruttivo. Ognuno può partecipare. Ognuno di noi può andare oltre.

Da: Un blog per l’integrazione: (ri)cominciamo dall’inizio

Rimescolare gli interlocutori e i punti di vista è stato fin dall’inizio l’orizzonte di senso delle mie riflessioni sull’utilità della Rete e degli strumenti di condivisione e comunicazione che ci mette a disposizione. Nel post da cui ho tratto l’incipit di quello che state leggendo, ho distinto quelle che secondo me sono le tre sfere d’azione in cui può fare la differenza integrare la comunicazione in presenza con uno spazio di comunicazione online in:

1) azione e comunicazione del singolo;

2) comunicazione tra i soggetti (istituzionali e non) che “tessono” il progetto di vita della persona con disabilità;

3) visibilità/vivibilità sociale della disabilità tout court.

Chi frequenta questo blog dovrebbe conoscere anche L’officina di Jacopo, primo blog sperimentale per l’integrazione, nato per collocarsi nella seconda sfera d’azione ma rientrato quasi subito anche nella terza, conseguentemente alla mia scelta di non chiudere l’ambiente all’esterno.
Un seme gettato nel web che ha dato i suoi frutti. E’ nato Apperò – Le app guardate con occhi speciali, blog in cui un gruppo di persone che si confrontano con la disabilità tutti i giorni (per lavoro o come care giver), ha deciso di condividere con gli altri ciò ha imparato (e continua a imparare) usando il tablet anche con le app non create specificatamente per i Bisogni Educativi Speciali.

E’ per questo che abbiamo pensato di arricchire i nostri post con dei simboli (collezione ARASAAC) che diano ulteriori informazioni aggiuntive su quella app, derivate direttamente dalla nostra esperienza. La scelta di queste etichette è dunque frutto di un utilizzo quotidiano, condiviso con adulti o bambini con bisogni educativi speciali: non hanno un valore assoluto né vogliono rendere un accezione negativa o positiva… Sono solo etichette che servono ad orientarsi nella giungla delle applicazioni e a condividere con i nostri colleghi/amici velocemente “la prova sul campo”. [da Legenda Apperò]

Ci piacerebbe creare una rete di lettori/fruitori che ci aiuti in questo lavoro di riflessione su/segnalazione di app, commentando le nostre “recensioni” e aiutandoci ad allargare sempre più la visuale, contaminando i punti di vista. Ovviamente è un ambiente ancora work in progress (come è mio stile), ma un blog è qualcosa di vivo e non un ambiente imbalsamato: al più presto vi mostrerò la sua architettura comunicativa e gli strumenti di cui si avvale.

Chi fosse interessato a collaborare o volesse contattarci, può utilizzare il form su questo blog o farlo al seguente indirizzo email:

indirizzo email di Apperò

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Sostenere l’Associazione Genitori Tosti

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Grazie agli associati e a chi devolve il proprio 5 per mille è possibile mantenere viva la rete di relazioni che consentono il coinvolgimento e la condivisione sulle problematiche che si riscontrano nei vari ambiti della quotidianità: la sanità, la scuola, il lavoro, i rapporti con le istituzioni. Il contributo aiuta inoltre alla gestione di questo sito e delle altre pagine sul web.
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