Luoghi, tempi e spazi per tutti.

L’augurio del presidente GT, Alessandra Corradi, a tutte le famiglie.

Le parole sono importanti, comunicare è fondamentale e questo argomento per noi GT è uno dei cavalli di battaglia come mission associativa, perché comunicare è un diritto della persona. La battaglia è durissima, lo sperimentiamo tutti: pensiamo alla scuola, dove invece che mettere i nostri figli nella condizione di comunicare si da per scontato che non possano farlo, in quanto non verbali magari, oppure con delle limitazioni motorie talmente gravi che, non potendo digitare su una tastiera, allora amen…. per tacere poi di quelle persone che hanno (anche) disabilità sensoriali – e quelle sordocieche? Finché non cambia la cultura “normodotata” e si comincia a ragionare nel senso che tutti sono persone e vivono nello stesso mondo e non ci sono luoghi, tempi, spazi dedicati solo alle persone con disabilità, separati dal resto avremo sempre questo tipo di esclusione/discriminazione non accesso e quindi godimento pieno all’istruzione, altro diritto fondamentale. Perché la cultura cambi siamo noi che conosciamo i modi, le cosiddette strategie e i mezzi a dover far conoscere, informare e purtroppo questo non accade in maniera automatica, lineare ed efficace. Ci sono dei dogmi per i normo davvero impossibili da sradicare e se ci prova un genitore isolato, per quanto preparato, per esempio a scuola, è una battaglia persa in partenza. Se già gli “specialisti” condividessero la medesima linea della famiglia sarebbe tutta una grande fatica risparmiata ma come in tanti sperimentiamo, persino coloro che per lavoro dovrebbero avere le competenze giuste, spesso non le hanno e decretano il nostro figlio “incapace” perciò non serve fare nulla, tranne il babysitting. Questa mia riflessione è un invito ai genitori a fare rete tra loro, condividendo il più possibile specie nelle scuole dove stiamo lentamente (perché siamo una piccola realtà, piccola in termini numerici) ma sempre decisi a fotografare la situazione: se venissero regolarmente indetti i GLH se ci fosse collaborazione tra le famiglie i cui figli frequentano la stessa scuola, le cose andrebbero molto meglio e sarebbero più facili per tutti.
Spesso abbiamo a che fare con situazioni, in cui veniamo interpellati come associazione, in cui i rapporti scuola-famiglia e specialisti sono drammatici a dir poco e solo la mediazione è un campo minato perché ormai ogni parte in causa è molto oltre la disponibilità ad ascoltarsi. Vi lascio, per riflettere e per invitarvi a commentare e a cercare di costruire qualcosa tutti assieme un video (trovato grazie a Valentina Baraghini), con l’augurio che, prima o poi, un video analogo possa essere girato anche nel nostro Paese.

usa

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