E altri continuano a non rispondere

Come avevamo accennato, abbiamo scritto ovunque per la questione della legge sul caregiver familiare.Per esempio il 19 novembre scorso abbiamo inviato una pec collettiva a:
Premier Conte
Ministro Fioramonti (MIUR)
Ministro Bonetti (Famiglia)
Ministro Catalfo (Lavoro)
Ministro Bellanova (Politiche Agricole)
Segretario generale CGIL Maurizio Landini
In questa lettera chiedevamo che tutti focalizzassero la questione e pensassero a come fare una buona legge, tenendo presente la platea di quasi 9 milioni di persone e che, forse, sarebbe stato il caso di fare una riunione con tutti, ascoltando le istanze della categoria, dato che si tratterebbe di mettere in regola milioni di persone. Ovviamente non abbiamo avuto nessun feedback. Così abbiamo iniziato a telefonare alle segreterie dei vari ministeri. A quella del premier ci fanno sapere che, poiché abbiamo incluso anche dei ministri, la competenza è loro – come scaricare il barile, insomma. ” E signora, non me lo faccia ripetere per la quinta volta!” mi sono anche sentita replicare, quando ho chiesto spiegazioni. Perbacco evviva l’educazione e la forma, nel rispondere all’utenza. Lì per lì sembrava che la nostra pec fosse stata inglobata in una specie di “sacca” che hanno chiamato “petizione” e che invece riguardava la nostra iniziativa, attivata a settembre 2019, di scrivere in massa al premier Conte, utilizzando il modello di lettera che avevamo messo a disposizione per sensibilizzarlo sulla tematica. Sappiate che in tantissimi hanno inviato questa e-mail, ma è stata catalogata come “petizione”. E buonanotte.

La nostra pec invece, dopo alcuni scambi in tempo reale, al telefono,  tra la dipendente con la “dirigente”, finalmente è stata trovata e letta e ci hanno detto che è stata protocollata e che il premier ne è a conoscenza. Uh.
Ma che dobbiamo rifarci ai ministri.Quindi ho iniziato a chiamare le segreterie.
Al Miur non hanno mai risposto.Al ministero della famiglia un signore un po’ stanco ma gentile ci ha detto che se volevamo avere un appuntamento (come era scritto nel testo della nostra lettera!) dovevamo scrivere a … ah. E-mail che non appare da nessuna parte, tra l’altro. Certo. La burocrazia killer.
Al ministero delle Politiche Agricole abbiamo ascoltato delle belle musichette preregistrate, ma poi tutto è stato interrotto. Poi è saltata anche la connessione, che è andata avanti a singhiozzo per tutta la mattinata, chissà i cantieri per il filobus a Verona?
Fattostà che è desolante che tu, cittadino, scrivi all’istituzione e questo è il feedback.Dovrebbe essere che appena ricevono – e non importa quante lettere/email ricevono, sono lì, pagati per quel lavoro e non per girarsi i pollici – dovrebbero notificare ai mittenti. Esistono anche le risposte automatiche, immagino esistano tante cose tecnologiche  che andrebbero in aiuto a queste persone, per raggiungere un minimo di efficienza. E invece.

A corollario del tutto possiamo dire (e lo diciamo perchè sappiamo quel che diciamo, non spariamo a vanvera) che la questione del caregiver familiare, che investe molteplici ambiti della politica, in realtà è in mano ad un solo partito, a poche persone e che quindi non avrà mai l’attenzione e l’importanza che si merita. Non lo sa nessuno e infatti nemmeno sui giornali o in tv nessuno ne parla. Non stiamo parlando di agevolare una manciata di persone, ma di normare tutto un ambito del sociale/sanitario/lavoro etc della nostra Repubblica. Chiedo la mobilitazione generale di tutti i caregiver italiani.
Perchè questo “sottosilenzio” e “far finta di”  è vergognoso!

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