Il canto (stonato) del cigno (la nota MIUR 0001143)

La nota MIUR 0001143 del 17 maggio scorso segna l’ennesimo, inutile e dannoso brano del Ministero dell’Istruzione (sigh) nel capitolo dell’inclusione scolastica, danneggiando ancora una volta la scuola pubblica statale.

L’ennesimo perché tanti sono stati i documenti che con l’intento di “precisare” qualcosa già ben scritto, di fatto hanno stratificato confusione. Le modalità per “fare” inclusione sono note e sono sempre andate oltre le alzate d’ingegno del funzionario o dell’“interessato” di turno.
D’altro canto, fin dal principio dei “BES”, Genitori Tosti si è espressa in modo univoco: cinque anni fa scrivevamo all’allora Ministro Carrozza:
http://www.genitoritosti.it/?p=546

I Genitori Tosti contrari alla direttiva ministeriale sui BES

Inutile perché lasciano il tempo che trovano. Il tema forte è uno: la professionalità di chi lavora con il progetto di vita per l’inclusione dei nostri figli. L’aspetto economico è il primo elemento che la annienta.

Dannoso perché in un clima di dismissione della scuola pubblica statale (ma in un più generale processo di eliminazione del bene pubblico) queste stonature generano perdite di tempo preziosissimo tra le ormai poche risorse disponibili.
Dannoso perché bisogna potere e sapere leggere tra le righe. Torna prepotentemente il rischio di offrire all’esterno delle scuole “appiattire” il ruolo dei docenti di sostegno, con un senso di inutilità della loro professione e, di conseguenza, generare un pensiero analogo per le ore attribuite agli alunni. Dannoso perché richiama quel concetto di autonomia reso ridicolo dall’ammiccare al privato e dal perseverare nei tagli ignorando (o forse no) il potere distruttivo sul futuro di una nazione.

Ribadiamo con forza che le risorse per l’inclusione scolastica delle persone con disabilità seguenti la Legge 104/92, devono essere tutte erogate, gestite nell’ambito della classe dal team docente con docenti (tutti) specializzati, supportati dalle figure di assistenza nel rispetto delle normative (attualmente) regionali, in un sistema virtuoso con alla base le persone con disabilità e le loro famiglie. Questo dice la Legge 104/92. Questo troppo spesso non viene osservato.
È necessario riavviare il rispetto delle persone tanto quanto del valore della Legge 104/92, gravemente danneggiata dai decreti attuativi della Legge 107/2015, che di buono ormai ha ben poco; due tra gli esempi di negatività: ancora pochi hanno avuto il coraggio di dire alle famiglie la porcheria dell’aver tolto gli strumenti compensativi negli esami; pochi sanno che tra poco il sostegno sarà decimato da un organismo, il GIT [Gruppo per l’Inclusione Territoriale] che dei territori non può saper nulla. Ci auguriamo che chi prossimamente siederà al MIUR abbia il coraggio e la competenza per far piazza pulita di quest’amalgama di e/orrori.

Ci auguriamo che la scuola italiana dimostri di essere ancora una volta superiore alla pochezza di questi scritti, lavorando con professionalità e amore per l’inclusione dei nostri figli, andando da sempre “oltre i BES”, pur con risorse insufficienti.

Il resto sono e son state chiacchiere assai poco utili, capaci di creare enormi tormenti ai nostri figli e alla società.

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