Lettera aperta sui diritti dei Caregiver familiari

Pubblichiamo la lettera aperta sui diritti dei Caregiver familiari che abbiamo inviato ai politici che potete vedere di seguito e alle maggiori testate giornalistiche. La lettera è stata ripresa anche da Superando, che ringraziamo.

 

 

Lettera aperta.

Illustrissimi

Sen. Maurizio Sacconi

On. Ileana Argentin

On. Ignazio Angioni

On. Edoardo Patriarca

On. Renato Brunetta

On. Angelino Alfano

On. Giorgia Meloni

On. Luigi Di Maio

On. Matteo Salvini

Verona, 28 settembre 2011

OGGETTO: Lettera aperta sui diritti dei Caregiver familiari

I Caregiver membri dell’associazione Genitori Tosti in tutti i posti (affiliata FIRST – Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela dei diritti delle persone con disabilità) accolgono con favore la decisione della Commissione Bilancio di stanziare un fondo di 60 milioni di euro, per i prossimi 3 anni, da destinare a favore dei Caregiver familiari italiani.

Prendersi cura di un proprio caro, finalmente non è più considerata esclusivamente una scelta d’amore, un dovere, un obbligo totalmente a carico del Caregiver, ma una corresponsabilità ed un dovere anche dello stato verso un suo cittadino che si trova a vivere condizioni di criticità.

Finalmente, con questo primo passo, viene riconosciuta, garantita e preservata la figura del Caregiver familiare come soggetto che assicura e tutela i diritti e il benessere di un cittadino dello Stato italiano, e non solamente di un proprio famigliare.

Noi ci auguriamo che, finalmente, lo Stato italiano abbia preso atto che i Caregiver familiari hanno:

  • diritto al riposo, quindi, alla salute;
  • diritto al lavoro, quindi, ad avere un reddito;
  • diritto ad avere riconosciuti i contributi figurativi per chi è impossibilitato a svolgere una regolare attività lavorativa, dovendosi occupare del proprio caro con disabilità H-24;
  • diritto alle tutele assicurative nel caso in cui il Caregiver familiare, per necessità legate alla cura dell’assistito, si dovesse assentare per un lungo periodo dal lavoro;
  • diritto ad usufruire delle necessarie opportunità formative al fine di sviluppare maggiore consapevolezza e competenze rispetto al ruolo svolto;
  • diritto alla tutela delle esigenze personali di vita sociale e lavorativa.

Si informano i destinatari della presente che, poiché l’associazione Genitori Tosti in tutti posti intende e ritiene opportuno farsi portavoce degli interessi dei propri associati e dei tanti altri cittadini che vivono la condizione di Caregiver familiare, si propone, insieme a tutte le altre Associazioni che ne faranno parte, di poter partecipare alla definizione dei criteri che stabiliranno chi avrà diritto e con quali tutele ogni Caregiver familiare potrà accedere al sopra citato fondo.

Si ricorda infine questa petizione attivata dalla presidente Genitori Tosti:

https://www.change.org/p/maurizio-sacconi-caregiver-familiare-una-legge-giusta-e-a-tutela-di-tutti

 

Certi di un vostro interessamento su un tema di importanza vitale per centinaia di cittadini,

Distinti saluti

Alessandra Corradi, presidente Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti ONLUS

Rosario Pullano

Giovanni Barin

____

Qui di seguito il testo della petizione, che al 30 novembre 2017 conta 3.380 firmatari. Anche a loro il nostro sentito ringraziamento.

Per chi come me e almeno per altri 9 milioni di persone in Italia, assistere un familiare stretto, un figlio non autosufficiente o un genitore o il proprio partner,  è un lavoro non riconosciuto, che impiega 24 ore al giorno, tutti i giorni, per sempre. Chi svolge questo lavoro di cura si chiama “caregiver familiare”. Non esistono ferie e non esistono tutele, di nessun tipo, specie quando si è costretti ad abbandonare il proprio lavoro perchè è incompatibile con il careviging familiare. Non esistono scuole o corsi di formazione che ti preparino per questa professione di cura, che non è una scelta ma un obbligo, in quanto non esistono reti di servizi, a partire da quello psicologico per finire con quello economico, passando per tutta una serie di ausili fondamentali per la persona che svolge un lavoro di cura di un proprio caro. Il caregiver familiare è spesso abbandonato al suo destino e quando l’età avanza chiunque può immaginare l’epilogo obbligato, per tacere di quando il caregiver viene a mancare all’improvviso. Inoltre la durata di vita, proprio per il tipo di lavoro molto usurante, è notevolmente più corta del resto della popolazione . Per rimediare alla situazione in cui versano 9 milioni di italiani e relative famiglie al Governo è in itinere, dal 2015, una legge che per la prima volta normerebbe la figura del caregiver familiare in Italia e, di conseguenza, tutto quanto pertiene a questa professione non riconosciuta. Al momento è in esame al parlamento uno schema di testo unificato che si compone di 4 articoli e che avrebbe dovuto riunire 3 DDL precedenti sullo stesso argomento, ma il risultato annulla le aspettative e i diritti di tutti i caregiver familiari italiani. Per una legge giusta e di tutela si chiede all’On. Maurizio Sacconi, al relatore Giuseppe Pagano di accettare ogni emendamento ragionevole, proposto direttamente dalle associazioni di caregiver e non da qualcun altro che dica di rappresentare questa categoria, senza averne i titoli. Si chiede anche al Direttore della Conferenza delle Regioni  e delle province Autonome di accertarsi sul contenuto della Legge in quanto, logisticamente ed economicamente, la sua attuazione sembrerebbe ricadere sulle Regioni. Il tempo non è molto per fare una buona legge, solo fino a dicembre 2017, chiedo perciò la solidarietà di tutti per essere in tanti a sostenere questa petizione perché, volendo, si può fare una buona legge che tuteli tutti.

Qui lo scritto tema che ha visto la presidente GT Alessandra Corradi intervistata da Radio CittàdelCapo:

Careleaver e caregiver: la politica si sveglia ma i soldi sono sempre pochi

 

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