Alternanze virtuose.

Lo scorso 6 novembre ha ufficialmente preso avvio “La scuola oltre le barriere”,  laboratorio di alternanza scuola lavoro  nato dal CLEBA* con la volontà di proseguire le esperienze che ormai da oltre dieci anni sono in corso a Lodi per sensibilizzare i giovani studenti del corso Geometri dell’Istituto Tecnico Economico Agostino Bassi di Lodi sulla tematica delle barriere (tutte, da quelle culturali fino alle architettoniche, passando per le sensoriali e cognitive). In accordo con la dirigenza dell’Istituto quest’anno abbiamo partecipato ai percorsi di alternanza scuola lavoro per questa nuova esperienza, ampliando il progetto grazie al coinvolgimento di una classe del quarto anno per quattro settimane.

La prima collaborazione tra CLEBA e l’Istituto Bassi risale a dieci anni fa: nel maggio 2007, quando in un convegno presso l’aula magna del Bassi, veniva presentato alla città il progetto “Oltre le barriere”, portando gli studenti a confrontarsi con le persone con disabilità per comprendere quali barriere architettoniche potevano essere studiate per progettatarne l’eliminazione.

Diversi sono stati gli spunti adottati dall’amministrazione comunale di Lodi, con interventi effettivamente realizzati su alcuni brani di città.

La pubblicazione testimonia il pregevole lavoro svolto.

Nel 2016 la collaborazione con l’Istituto Bassi veniva ripresa con la partecipazione al concorso “I futuri geometri” promosso dalla FIABA.

La proposta progettuale ha visto gli studenti lavorare su un giardino pubblico, “il giardino delle età”, nel centro storico di Lodi. Nonostante il relativamente breve tempo a disposizione, i ragazzi hanno dimostrato passione e attenzione alle tematiche affrontate, proponendo una serie di interventi legati all’accessibilità e fruizione del giardino.

 

Grazie alla collaborazione con Andrea Delle Foglie, videomaker lodigiano, nel 2016, CLEBA ha realizzato un breve ma significativo video per diffondere la problematica dell’inacessibilità assai diffusa in città; pur avendo risolto alcune criticità, le barriere architettoniche sono rimaste purtroppo molto presenti a Lodi; caso emblematico, quello che per molto tempo portava il percorso loges verso la stazione ferroviaria contro il muro perimetrale dell’edificio. Nel considerare le barriere sensoriali e cognitive, il problema si aggrava infatti notevolmente.

Ed è proprio sull’eliminazione di ogni tipologia di barriera e, quindi, verso l’accessibilità forall, che si è concentrata la proposta per l’alternanza scuola lavoro che CLEBA ha proposto al Bassi alla fine dello scorso anno scolastico. “La scuola oltre le barriere” rappresenta la nuova sfida rivolta sia all’eliminazione diffusa delle barriere, sia per sensibilizzare la città alla più ampia tematica dell’accessibilità a vantaggio di tutti.

Con Genitori Tosti come associazione capofila, dopo un notevole sforzo di tutte le persone del CLEBA in un processo di definizione delle tematiche e della gestione dell’impegno nell’“ospitare” gli studenti, lo scorso 6 novembre è iniziato il percorso. L’abbiamo identificato come “laboratorio di alternanza” per una serie di motivi che riprenderemo più avanti; di fatto questa esperienza è distante dagli episodi descritti recentemente dalle cronache, che han portato alle proteste degli studenti che ci sentiamo di condividere.

Partendo dalla possibilità offerta dalle linee guida operative del MIUR che nelle “forme di accordo scuola, territorio e mondo del lavoro” prevedono che i percorsi in alternanza siano progettati e attuati, anche con “gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore”, CLEBA ha concepito una proposta operativa strettamente legata con la realtà dell’Istituto Bassi mantenendo il carattere didattico e sfruttando la possibilità di usufruire della struttura stessa dell’Istituto sia quella delle realtà associative, quali ALAH Onlus fondatrice della Cooperativa il Mosaicosenza dimenticare la terza età grazie alla Fondazione Santa Chiara.

Più in generale, avendo a disposizione la realtà cittadina quale laboratorio dove concentrare le osservazioni e le proposte di eliminazione delle barriere, gli studenti possono spaziare tra le proposte del CLEBA, entrando di volta in volta a contatto con i diversi contesti legati alla disabilità per essere innanzitutto consci del perché una barriera è tale, condizione necessaria per comprendere come progettarne l’eliminazione.

Dialogo nel buio”, realizzato dall’Istituto dei Ciechi di Milano, ha offerto ai ragazzi un’esperienza sensoriale profonda, per comprendere come la vita delle persone con cecità si rapporta con le infinite sfaccettature della città e dei suoi servizi.

Sono state poi affrontate le buone prassi per superare la barriera amministrativa della dicotomia tutta burocratica tra accessibilità e occupazione del suolo pubblico, che grazie al FabLab WeMake e l’esperienza openrampette elaborata con la patecipazione del Comune di Milano potrebbe diventare una fase snella in grado di garantire l’accessibilità di luoghi e negozi.

 

 

ALAH e la cooperativa Il Mosaico hanno ospitato gli studenti in una giornata ricca di opportunità di conoscenza reciproca tra gli ospiti del Mosaico e i ragazzi del Bassi. Nella stessa giornata, Silvana Cesani ha portato ai ragazzi la propria preziosa esperienza nell’assessorato alle politiche sociali che ha guidato per diversi anni nel Comune di Lodi.

L’approccio “forall” porterà gli studenti ad approcciare anche il tema dei bisogni comunicativi complessi, scoprendo le risorse della Comunicazione Aumentativa Alternativa, CAA, e la “dote” opensurce di ARASAACspiegata loro dal gruppo Visualforall.

Grazie ai primi sopralluoghi in città gli studenti hanno conosciuto e compreso i luoghi che saranno chiamati a rilevare e riprogettare; si tratta di brani importanti della città caratterizzati da barriere all’accessibilità sotto i diversi profili: accessibilità fisica, sensoriale e comunicativa. Gli aspetti normativi, altrettanto complessi e fondamentali per un approccio progettuale corretto,  vengono declinati nella realtà dell’osservazione in città e sempre strettamente relazionati al complesso delle disabilità.

Il percorso di alternanza è giocoforza guidato verso alcune tematiche individuate tra le tante presenti nella città. Gli studenti sono indirizzati verso tre ambiti:

1. Percorsi pedonali e ciclabili
In particolare, saranno considerati alcuni percorsi pedonali e ciclabili nevralgici per la mobilità delle persone con difficoltà motorie, cui la risposta urbanistica degli ultimi decenni ha negato la possibilità di percorrerli. Le proposte progettuali saranno quindi tese a riallacciare la mobilità nel centro storico e da qui verso il fiume Adda, per collegarsi con i percorsi ciclopedonali che conducono alla periferia e alla campagna.

 

2. Un parco per tutti
Un secondo tema ripropone l’annoso rapporto della città con il suo pregevole parco principale, l’Isola Carolina: collocato in un lato del centro storico, pur facendone parte sotto il profilo planimetrico, il parco rimane marginale e trascurato sotto ogni aspetto. Privo com’è di attrazioni e attrezzature per i bambini, sostanzialmente è difficilmente fruibile per le persone con disabilità. Nel 2015 si era assistito a uno dei tanti capitoli sulla riqualificazione del parco: una progettazione partecipata aveva visto CLEBA proporre l’accessibilità quale tema forte per la valorizzazione del parco. Le successive vicende dell’Amministrazione non hanno permesso la finalizzazione. Tuttavia, proprio in virtù dell’assoluta necessità di rivitalizzare un luogo così importante per la città, gli studenti avranno un obiettivo privilegiato sul quale operare nell’ottica di realizzare un luogo inclusivo e accessibile per tutti, senza mirare al mero gioco solo idealmente inclusivo.

3. L’ITE Bassi
Infine non poteva mancare il luogo fulcro del percorso di alternanza: l’Istituto Bassi, che sebbene abbia avuto interventi strutturali importanti negli ultimi decenni, presenta ancora alcune criticità sull’accessibilità. Le proposte saranno orientate verso la fruibilità a 360°. D’altro canto, negli incontri sulla teoria della disabilità, l’accento è stato più volte posto sull’universal design quale metodo per raccogliere il complesso della sfida all’accessibilità forall in grado di garantire una qualità diffusa per tutti, dagli studenti ai docenti. La restituzione delle proposte progettuali verranno quindi improntate sulla risposta a 360° dei bisogni complessi degli studenti. Si parla quindi non solo di accessibilità senza barriere fisiche, ma anche di favorire la fruibilità alla sensorialità, sia di rispondere alle esigenze comunicative complessa, con l’utilizzo della CAA.

D’altro canto, l’accesso all’istruzione secondaria di secondo grado sta diventando una priorità per le famiglie: in una società sempre più selettiva e priva di supporti sociali, la scuola in tutti i suoi gradi è una risorsa preziosissima per le persone con disabilità; queste, a loro volta, sono una risorsa per le scuole, sia per i compagni che per i docenti, tutti chiamati a pensare ad un futuro inclusivo qualsiasi sia la persona che lo affronta.

In un  blog appositamente attivato da CLEBA sono raccolti i contributi dei docenti e dei relatori, raccogliendo i materiali di presentazione, i file digitali delle planimetrie, ecc., il tutto condiviso tra studenti, il CLEBA e i docenti. Non mancano ovviamente le risorse “social”.

Infine, è stata pensata anche la socializzazione del percorso, progettando (è in corso d’opera) una giornata dedicata alla presentazione dei progetti degli studenti, abbinandovi una serie di iniziative di ampio respiro culturale e sportivo, coinvolgendo associazioni, scuole, ed aziende. Perciò, stay tuned!

La risposta degli studenti è stata positiva sotto ogni aspetto: interesse, partecipazione, accettazione del confronto con realtà e persone con bisogni complessi non è semplice, oltretutto considerando i tempi limitati a disposizione. Si poteva iniziare immediatamente a rilevare le barriere progettando soluzioni per eliminarle. Ma non è questo l’unico scopo del percorso; importante è unirlo alla creazione di una consapevolezza per progettare e amministrare il bene, pubblico e privato, nel modo migliore e per tutti. E’ stato quindi dibattuto e progettato un approccio graduale al concetto di “barriera” considerando tutti gli ambiti nei quali viene compromessa l’accessibilità e l’inclusione. Barriera non è infatti solo architettonica, ma prima di tutto culturale e sociale.
Non dimentichiamo, infine, che questo progetto si è concretizzato grazie alla fiducia che la dirigenza dell’Istituto Bassi ha avuto in noi. Grazie quindi al professor Corrado Sancilio, dirigente del Bassi; al vicepreside, professor Massimo Negri, e ai docenti del corso di Costruzioni, Ambiente e Territorio.

Riflessioni di una prima settimana di alternanza
La prima settimana con gli studenti del Bassi ha riportato il tempo indietro di parecchi anni, consentendo di ragionare su diversi aspetti. Con certezza posso ribadire che tra le professioni, quella dell’insegnare è la più bella e importante di questo mondo, ma che deve essere valorizzata evitando la piega (o piaga?) politica odierna che tende alla sua mortificazione. La stessa cosa vale per le scuole pubbliche statali: sono un patrimonio immenso e raro nel panorama internazionale, che le politiche di questi ultimi decenni, in un tragico crescendo a cominciare dall’autonomia, stanno pericolosamente disgregando.

Il discorso potrebbe proseguire nel considerare l’insieme della deriva verso una inutile quanto dannosa privatizzazione del sociale e del sanitario; ne abbiamo già scritto e li rimandiamo.

Bisogna invece notare che la recente riforma dell’inclusione scolastica, mentre poteva rappresentare un’evoluzione positiva per le persone con disabilità, ha disatteso pressoché tutte le aspettative: il D.Lgs. 66/2017 è una delle peggiori pagine della storia della disabilità, tra l’altro allontanando le famiglie dalla collaborazione con le scuole e imponendo una burocratizzazione pericolosa nella gestione dell’accesso alla scuola. Le ragioni di un atto così violento si intravedono solo nell’ottica di risparmio.  Genitori Tosti si è sempre battuta contro queste logiche e recentemente ha aderito a FIRST, Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela dei diritti delle persone con disabilità, che è recentemente entrata a far parte dell’Osservatorio Permanente del MIUR per l’inclusione scolastica; organo importante dove proseguire la battaglia della difesa dei diritti, sia per portare buone prassi.

L’alternanza
Resta il dato di fatto, ampiamente dibattuto in questo periodo, della valenza positiva o meno dell’alternanza scuola lavoro così come concepita dalla Legge 107/2015. Nella prospettiva delle persone con disabilità, in un panorama tanto avaro di possibilità sociali effettivamente inclusive, ogni iniziativa può essere declinata a favore dell’inclusione sociale e della sensibilizzazione su tali aspetti. La legge 107/2015 ha lasciato troppi gradi di libertà in senso negativo. Il connubio tra “soggetti ospitanti” attenti al mero sfruttamento e dirigenti oppressi dal “dover fare” senza cognizione di causa, hanno generato esempi deprecabili di approccio sterile, non tanto al lavoro quanto all’essere parte della società “adulta”. Se si voleva togliere stimoli ai giovani, lo si è riuscito perfettamente.

Da qui la riflessione di offrire alcuni impulsi positivi in grado di generare un percorso virtuoso di crescita personale e professionale dei ragazzi; la disabilità offre la possibilità di comprendere che quando si soddisfano correttamente e coerentemente dei bisogni complessi, il risultato offrirà realtà migliori per tutti. In altre parole, nello specifico del percorso “La scuola oltre le barriere”, una volta compreso sia il perché quel fatto è una barriera, sia come eliminarla favorendo l’accessibilità, sarà portata una goccia per formare il mare di una società inclusiva.

Noi associazioni ci abbiamo messo cuore e presenza per realizzare il progetto e attuarlo. Determinati pur nell’onere di realizzare tutto nel tempo dedicato al lavoro e alla famiglia, giacché ognuno di noi ha queste priorità. Per cercare le sempre necessarie risorse abbiamo anche coinvolto la Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi, che ha supportato il percorso.

Senza dubbio lo Stato (nella sua accezione amministrativa) avrebbe teoricamente permesso tempi rapidi e maggior efficienza. Ma tant’è, di necessità…

 

*: Comitato Lodigiano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche. Genitori Tosti fa parte di CLEBA dal 2014 assieme ad altre associazioni di Lodi e con il prezioso e irrinunciabile lavoro di volontari appassionati e sensibili all’accessibilità e inclusione forall: Matteo Calori, Annamaria Cremascoli, Chiara Galatola, Paolo Arisi, Andrea Delle Foglie, Omar Lazzeri.
CLEBA attualmente è sostenuto, oltre che da Genitori Tosti (Giovanni Barin, vicepresidente, e Nicoletta Wojciechowski) da ALAH Onlus, con Silvana Castellotti e Nadia Valentini, AISM Onlus, con Sabrina Testini, Fondazione Santa Chiara (Emanuela Garibaldi) e LEDHA Lodi.

 

 

 

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