Camper e disabilità: un nuovo contributo su “Camperpress”

a7EO8Qn9ZvvMEWn_Page_1Camperpress, la rivista freepress digitale gratuita che tratta il mondo del camper, periodicamente riporta notizie che coinvolgono in varia misura la disabilità. Sul numero del 16 giugno una positiva esperienza di condivisione sociale tra i ragazzi, le famiglie e gli educatori della cooperativa sociale Monteverde di Badia Calavena e una quarantina di soci del Club camperisti veronesi che hanno trascorso insieme un fine settimana nella riserva naturale del Bosco della Mesola.

Di seguito l’articolo.

Il Centro diurno si fa… in camper

Sette giovani con disabilità della cooperativa sociale Monteverde di Badia Calavena al Bosco della Mesola
(Ferrara) con 40 soci del Club camperisti veronesi.

a7EO8Qn9ZvvMEWn_Page_2Portare il Centro diurno su camper, per far vivere un’esperienza inclusiva a sette giovani con disabilità. L’esperimento, primo del suo genere nella provincia di Verona, ha avuto come protagonisti i ragazzi, le famiglie e gli educatori della cooperativa sociale Monteverde di Badia Calavena e una quarantina di soci del Club camperisti veronesi.
Insieme, hanno trascorso un fine settimana immersi nella riserva naturale del Bosco della Mesola, la più estesa area boschiva del ferrarese, inserita nel parco del Delta del Po. Non una semplice gita, ma un progetto strutturato per lavorare sulle autonomie di un gruppo di persone con disabilità (dai 20 ai 37 anni), impegnate quotidianamente nei laboratori della cooperativa della Val d’Illasi. L’idea è partita da Massimo Finetto, consigliere del Club camperesti veronesi, legato alla cooperativa perché il figlio Omar frequenta il Ceod: condividendola con lo staff e con il presidente della Monteverde Giovanni Soriato, il sogno si è trasformato in realtà. Dal 20 al 22 maggio, una flotta di 18 camper è stata coinvolta nell’iniziativa. «Ci siamo prestati con piacere a quest’esperienza che ci ha molto arricchiti, speriamo ne
seguano altre in futuro – commenta Diego Chignola, presidente del Club camperisti veronesi, che riunisce 140
soci –. Questi ragazzi speciali hanno potuto trascorrere tre giorni a contatto con la natura, all’insegna della vita da
camperisti: hanno contribuito a sbrigare le incombenze, come la preparazione dei pasti o la pulizia delle stoviglie, e
goduto di un clima festoso, cantando al karaoke e instaurando reciproci legami di amicizia». Una simbiosi perfetta, rinsaldata anche dall’invito a partecipare al prossimo Tocatì, il festival internazionale dei giochi in strada, a cui il club partecipa attivamente nell’accoglienza camper.
Omar, Elia, Gabriele, Inderjeet, Elisa e le due omonime Giulia sono stati entusiasti dell’avventura fuori dagli schemi, tanto che qualcuno di loro non avrebbe più voluto rincasare. «Dal punto di vista educativo, abbiamo preparato l’esperienza qualche mese prima, creando un gruppo di lavoro con alcuni ragazzi più autonomi, affetti da disabilità più lievi (delle 51 persone inserite al Ceod, 27 sono casi molto gravi, ndr) – spiega Fiorella Sola, educatrice dell’équipe su camper della cooperativa Monteverde, composta anche da due operatori e un volontario –. L’obiettivo era dare l’opportunità ai ragazzi di vivere un’esperienza integrata: ai camperisti va un grande grazie, perché hanno saputo
coinvolgere i partecipanti in maniera attiva, oltre che accollarsi le spese di ingresso al parco e dei pasti». Anche le famiglie hanno apprezzato l’iniziativa, sostenendola da casa con una quota.

 

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