Bambini con disabilità: la discriminazione dei più piccoli

Il seminario sul tema della discriminazione verso i bambini organizzato da LEDHA e dallo studio legale Linklaters a Milano è stato partecipato e intenso. La presentazione iniziale a cura dell’avvocato Giulia Grazioli, ha analizzato la situazione normativa attuale, incentrata soprattutto sulla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, evoluzione importante della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. Lo sfondo del quadro normativo ha visto quindi il racconto delle vicende di due madri protagoniste delle prime cause vinte dalle famiglie per ottenere il rispetto dei diritti legati al sostegno a scuola (insegnanti di sostegno e assistenti alla persona) l’una quale ricorso al TAR contro MIUR, Ufficio scolastico, Scuola e Comune, la seconda quale prima causa antidiscriminatoria organizzata e vinta in Italia. Il tema particolarmente sentito dai presenti, omogeneamente rappresentato da genitori e avvocati (quand’anche entrambe le figure nella stessa persona) ha sviluppato un’intensa discussione che può essere riassunta in due punti fondamentali:

– la necessità pressante di fare rete tra le famiglie, nella consapevolezza che solo un gruppo quanto più ampio possibile, informato, deciso e organizzato ha la potenzialità di essere adeguatamente ascoltato dagli Enti pubblici, laddove possibile anche per collaborare insieme nell’interesse di tutti. Gli esempi sui quali basarsi non mancano.

– l’evidenza di dover affidarsi ai tribunali per ottenere il riconoscimento dei diritti che le amministrazioni statali, provinciali e comunali scientemente riducono o negano. Anche su questo aspetto è importante che le associazioni (quelle grandi, dico io) appoggino quanto più diffusamente possibile le famiglie, dato che l’approccio legale spaventa portando alla rinuncia del proseguimento della causa. Purtroppo si è affermato che tuttora non esiste la possibilità di sanzionare in modo “semplice” individualmente un ente o una persona che si rende responsabile del reato, ma è ottenibile solo il riconoscimento e il ripristino di quanto non erogato.

Nel dibattito è stato affrontato il problema dei rapporti con la scuola che non di rado si guastano dopo il ricorso degli avvocati, quasi che il riconoscimento di un diritto di legge (costituzionale, peraltro) sia considerato come un affronto e/o un dispetto al dirigente scolastico. Emerge con grande chiarezza la necessità di confrontarsi, informare e formare gli attori del percorso pedagogico dei bambini con disabilità a partire dal progetto di vita che deve essere l’obiettivo di tutti fin dal principio del percorso scolastico, offrendo alla persona lo sviluppo in armonia delle proprie potenzialità e alla collettività la certezza di una società civile degna di questo nome.

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