Venezia 28 ottobre 2018: Genitori Tosti alla Venice Marathon!

Per eliminare le barriere, che non sono solo architettoniche, raccogliamo fondi per acquistare materiale, attrezzature, ausili oppure pagare i lavori necessari per permettere a tutte le persone, indipendentemente dal loro tipo e grado di disabilità, di accedere a luoghi e occasioni normalmente vietati.

Per i normodotati è automatico andare in piscina o in palestra, usare le varie giostrine ai parchigioco  andare a teatro, al cinema, in spiaggia, in montagna, al museo, in biblioteca e persino in ospedale.

Oppure pensiamo al semplice e naturale shopping.

Per poi considerare l’accesso ai bagni.

Così, dimostrando che basta poco come uno scivolo, una sedia specifica, una bilancia appositamente studiata o un lettino posizionato nel bagno oppure una segnaletica in CAA o una mappa tattile o i sottotitoli  o una traduzione in LIS si diffonde la cultura dell’accessibilità, che altro non è la cultura dell’essere sociale e della condivisone alla pari.

Senza discriminazioni.

Con quest’idea ben presente nei Genitori Tosti, abbiamo aderito al Charity Program legato alla maratona di Venezia in programma il 28 ottobre 2018.

Il 28 ottobre 2018 migliaia di runner correranno 42K o 10K alla Venicemarathon.
Tanti di loro potranno decidere di correre solidale sostenendo una delle non profit iscritte al Charity Program.

Abbiamo dunque lanciato la raccolta presso Rete del Dono dove è possibile donare una quota qualsiasi a sostegno dell’iniziativa e, quindi, dei nostri progetti che vogliamo continuare a sostenere.

Ora stiamo contattando/cercando i runners che desiderano cimentarsi con e per noi.

Forza! Fatevi Tosti anche voi! Ne vale la pena!

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Il canto (stonato) del cigno (la nota MIUR 0001143)

La nota MIUR 0001143 del 17 maggio scorso segna l’ennesimo, inutile e dannoso brano del Ministero dell’Istruzione (sigh) nel capitolo dell’inclusione scolastica, danneggiando ancora una volta la scuola pubblica statale.

L’ennesimo perché tanti sono stati i documenti che con l’intento di “precisare” qualcosa già ben scritto, di fatto hanno stratificato confusione. Le modalità per “fare” inclusione sono note e sono sempre andate oltre le alzate d’ingegno del funzionario o dell’“interessato” di turno.
D’altro canto, fin dal principio dei “BES”, Genitori Tosti si è espressa in modo univoco: cinque anni fa scrivevamo all’allora Ministro Carrozza:
http://www.genitoritosti.it/?p=546

I Genitori Tosti contrari alla direttiva ministeriale sui BES

Inutile perché lasciano il tempo che trovano. Il tema forte è uno: la professionalità di chi lavora con il progetto di vita per l’inclusione dei nostri figli. L’aspetto economico è il primo elemento che la annienta.

Dannoso perché in un clima di dismissione della scuola pubblica statale (ma in un più generale processo di eliminazione del bene pubblico) queste stonature generano perdite di tempo preziosissimo tra le ormai poche risorse disponibili.
Dannoso perché bisogna potere e sapere leggere tra le righe. Torna prepotentemente il rischio di offrire all’esterno delle scuole “appiattire” il ruolo dei docenti di sostegno, con un senso di inutilità della loro professione e, di conseguenza, generare un pensiero analogo per le ore attribuite agli alunni. Dannoso perché richiama quel concetto di autonomia reso ridicolo dall’ammiccare al privato e dal perseverare nei tagli ignorando (o forse no) il potere distruttivo sul futuro di una nazione.

Ribadiamo con forza che le risorse per l’inclusione scolastica delle persone con disabilità seguenti la Legge 104/92, devono essere tutte erogate, gestite nell’ambito della classe dal team docente con docenti (tutti) specializzati, supportati dalle figure di assistenza nel rispetto delle normative (attualmente) regionali, in un sistema virtuoso con alla base le persone con disabilità e le loro famiglie. Questo dice la Legge 104/92. Questo troppo spesso non viene osservato.
È necessario riavviare il rispetto delle persone tanto quanto del valore della Legge 104/92, gravemente danneggiata dai decreti attuativi della Legge 107/2015, che di buono ormai ha ben poco; due tra gli esempi di negatività: ancora pochi hanno avuto il coraggio di dire alle famiglie la porcheria dell’aver tolto gli strumenti compensativi negli esami; pochi sanno che tra poco il sostegno sarà decimato da un organismo, il GIT [Gruppo per l’Inclusione Territoriale] che dei territori non può saper nulla. Ci auguriamo che chi prossimamente siederà al MIUR abbia il coraggio e la competenza per far piazza pulita di quest’amalgama di e/orrori.

Ci auguriamo che la scuola italiana dimostri di essere ancora una volta superiore alla pochezza di questi scritti, lavorando con professionalità e amore per l’inclusione dei nostri figli, andando da sempre “oltre i BES”, pur con risorse insufficienti.

Il resto sono e son state chiacchiere assai poco utili, capaci di creare enormi tormenti ai nostri figli e alla società.

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Solidali con i docenti. Contro la politica discriminatoria del MIUR

Sembra un déjà vu per molti di noi genitori con figli con disabilità: in una già tormentata quotidianità, arriva la mazzata di un atto amministrativo che sconvolge la vita. Ingiusto nel senso profondo, ingiusto nell’idea che l’ha ispirato e richiesto, ingiusto per il contesto cui si abbatte, ingiusto per le conseguenze ampie che vi derivano. Per noi può trattarsi, ad esempio, di una sentenza negativa, come quelle sulle ore di sostegno, di un verbale della commissione di invalidità inadeguato alla situazione reale della persona, di un rigetto di una richiesta in ambito lavorativo. Tecnicamente talvolta corrette. Ma che non avrebbero in alcun modo dovuto veder luce in considerazione del contesto cui si abbattono.

Per questo, grazie all’esperienza acquisita, seguiamo con apprensione l’evolversi della squallida vicenda che da prima di Natale sta subendo una parte dei docenti delle scuole dell’infanzia e primaria. una sentenza che cancella un diritto e che rischia di avere riflessi assai negativi per le famiglie con figli con disabilità, dato che, tra l’altro, concorrerà ad infrangere ancora una volta uno dei diritti cardine della vita scolastica: la continuità didattica. Che, si badi bene, non vale solo per i docenti di sostegno, ma ragionando con buon senso, interessa tutto l’ambito dove vive la persona con disabilità.

In sostanza, ci saranno casi nei quali tra qualche mese i docenti saranno licenziati e i bambini perderanno per l’ennesima volta un riferimento importante.

Appellarsi a una sentenza, che tecnicamente sotto il profilo normativo potrà anche esser corretta, denota tutta la mancanza di senso politico e gestionale di questo governo. Con quell’asettica crudeltà che possiamo tutti leggere (qui si in squisita continuità) nella Legge 107/2015, sempre più beffardamente detta “Buona Scuola”, e ancor più nei suoi Decreti Attuativi, primo tra i quali il D.Lgs 66/2017 che ha riformato, devastandola, l’inclusione scolastica. Ricordiamolo: con quest’ultimo Decreto hanno di fatto escluso le famiglie dalla collaborazione con le scuole sulle tematiche della disabilità.

Proprio sulla battaglia contro la riforma dell’inclusione scolastica i Genitori Tosti si sono battuti assieme alla Rete dei 65 Movimenti per il Sostegno. Battaglia che non è per nulla terminata. Assieme ci batteremo ancora, anche contro questa ennesima discriminazione. Solidali coi docenti.

 

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2018. Scuola, disabilità, genitori

Lunedì 8 gennaio è ripresa la scuola.
Per chi ha figli significa la ripresa della routine, della quotidianità con la consapevolezza che i propri figli saranno nel luogo che li farà crescere nell’educazione e responsabilizzazione. Ma anche luogo di amicizie, passioni, confronti.

Non per tutti, però.

La scuola per alcune famiglie sta purtroppo rappresentando un momento difficile, di scontro, per molteplici ragioni.
Sono genitori con figli con disabilità che, magari dopo un periodo di serenità, non riprendono le lezioni con la fiducia che dovrebbero avere nella più importante Istituzione della nostra società.
Vorremmo, invece, che per questi genitori si aprisse un momento nuovo, di rispetto e comprensione reciproca, dove ciò dovrebbe essere a maggior ragione garantito essendo il luogo privilegiato della cultura.

Ci auguriamo che sia la gerarchia della scuola, da ogni docente, dirigente fin su al Ministero, nel cuore di ogni singolo funzionario, a curare il rispetto dei diritti di bambini e ragazzi con disabilità e delle proprie famiglie. Perché è grazie alla cultura del rispetto e delle regole che può funzionare una società inclusiva per tutti. E il buon esempio deve arrivare dall’alto. Con il rispetto dei docenti, degli assistenti e di tutto il personale che lavora nella scuola. Il rispetto di bambini e ragazzi in termini di accoglienza, continuità e ore di sostegno; di strategie pedagogiche adeguate e realmente inclusive.
Per tutti l’obiettivo deve tendere al successo scolastico mettendo a frutto le abilità di ognuno.

Ai genitori (ma anche ai docenti/dirigenti) diciamo di riprendere il percorso scolastico con spirito di dialogo e fermezza; di ascolto e collaborazione, con pazienza, fiducia e consapevolezza. E tosti, sempre!

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Tosti, sempre.

Qualche grossa delusione, tante belle novità. L’anno prossimo sarà probabilmente simile, con fattori certamente diversi.
Sta a noi rendere entusiasmante ogni cosa. A noi capire a chi e quando dar fiducia. Di sapere quando e come agire.
Molto è ancora da fare, sempre di più. Rimbocchiamoci le maniche e via!, le sfide galvanizzano e rendono ogni volta più forti. E tosti!

Fatevi tosti anche voi. Ne vale la pena.

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