Scuola e inclusione: la solita amara apertura dell’anno scolastico?

La Legge 107/2015 di riforma della scuola, sta portando e porterà conseguenze negative pesantissime per gli allievi con disabilità. L’abbiamo detto e non ci stancheremo di ripeterlo. I segnali erano evidenti ad inizio 2017, diventati realtà con i decreti attuativi. In particolare col D.Lgs. 66/2017.
Alla pari delle passate riforme, camuffato in molte parti come progresso positivo, il Decreto 66/2017 ad una lettura un poco più attenta evidenziava immediatamente le enormi criticità. Che abbiamo fin dal disegno di legge rimarcato chiedendo lo stralcio immediato di tutto il disegno di legge; ma dopo che “tanti” non lo han reso possibile, eccoli i primi risultati alle porte del nuovo anno scolastico. Complice l’altrettanto critica riforma dell’assistenza scolastica (anche in questo caso bastava ascoltare e leggere quanto da noi scritto da più parti), si va definendo una congiuntura drammatica per la disabilità a scuola.
Ecco in sintesi le nuove criticità a poche ore dall’apertura dell’anno scolastico 2017/2018.

L’aspetto più rilevante per le nostre famiglie con figli con disabilità è l’esclusione dai processi di collaborazione con la scuola previsti precedentemente dalla Legge 104/92 (già, perché va ricordato che la cosiddetta “buona scuola” è andata ben oltre la delega concessa al Governo, riformando profondamente e pericolosamente una Legge che non poteva essere toccata da quella delega). Il Governo per mano della Ministra Fedeli ha scritto la cancellazione dei GLHI, momento cruciale di programmazione e confronto sulla gestione della disabilità nelle singole scuole. Cancellati anche i GLIP (dove, parimenti, le famiglie potevano interagire e conoscere la programmazione e situazione scolastica) eliminando così il confronto su scala territoriale/provinciale. Facendosi peraltro beffa del binomio Direttiva 27/12/2012 e Circolare Ministeriale 8/2013, creando una grave dimenticanza dei bisogni educativi speciali (BES): non si capisce infatti come potrà organizzarsi il Gruppo di Lavoro sull’Inclusione così come uscito dal D.Lgs. 66/2017. Son passati cinque anni (!!!) da quando abbiamo evidenziato la discrepanza normativa su questo punto, prevedendo l’assoluta impossibilità a seguire quelle (seppur assolutamente legittime e necessarie) dinamiche delle difficoltà scolastiche in senso ampio. Continue reading

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Nasce la “Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela dei diritti delle persone con disabilità”, FIRST.

Lo scorso 24 giugno Genitori Tosti in Tutti i Posti è stata tra le 22 associazioni fondatrici della nuova “Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela dei diritti delle persone con disabilità”, FIRST. Associazioni che fin dalle prime intenzioni del Governo di riformare l’inclusione scolastica delle persone con disabilità hanno lavorato a stretto contatto per unire ideali comuni nel territorio italiano, dando corpo all’unica voce che ha chiesto l’incondizionato ritiro il disegno di legge di riforma.

Si concretizza oggi, ma da diversi anni tante persone operano per contrastare la deriva scolastica e sociale dell’inclusione e dei diritti delle persone con disabilità causata da una successione di riforme che non ha eguali nella storia italiana, dal sociale, al sanitario, al lavoro, alla scuola. Con quella siglata col Decreto Legislativo 66/2017 si è persa l’occasione unica di imprimere quel piccolo salto qualitativo che dopo oltre vent’anni poteva essere offerto alla Legge 104/92; invece si è voluto colpire il cuore del sistema organizzativo cresciuto da allora e che è andato ben oltre le parole di una legge che non potrà mai esprimere la complessità della disabilità. E’ stato colpito il sistema gestionale, altrettanto complesso, e con esso la fitta rete di legami che han permesso fino ad oggi alle persone con disabilità di integrarsi socialmente. E’ stata colpita la Legge 104/92. Passata l’amarezza nel vedere ancora una volta la discriminazione, valorizzeremo quel che rimane. L’impegno della Federazione è questo: coagulare le persone che condividono un pensiero che va ben oltre la sfera politico/legislativa. Persone che hanno lavorato costantemente nel silenzio della quotidianità per “fare”, per “tutelare”, per “crescere” i loro figli e famiglie.

https://retedei65movimenti.wordpress.com/2017/06/29/nasce-la-first/

La “Rete dei 65 movimenti” oggi annuncia con il suo ultimo comunicato stampa la costituzione della sua naturale prosecuzione, ossia la nascita della FIRST, la “Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela dei diritti delle persone con disabilità”, già Rete dei 65 movimenti.

Dopo sei mesi di lavoro incessante a tutela del diritto all’inclusione scolastica contrastando lo schema di decreto legislativo 378, sabato 24 giugno, di concerto, si sono riuniti a Roma i rappresentanti delle prime 22 associazioni presenti in ambito nazionale, comprendendo il nord, il centro e il sud d’Italia. A queste associazioni che si occupano di scuola e disabilità, presto si uniranno altre associazioni che hanno già dato adesione.

La FIRST si inserisce nel paesaggio italiano dell’associazionismo e delle federazioni che riguardano le persone con disabilità in una posizione unica, tracciando nuove linee e prospettive.

L’avvocato Maurizio Benincasa, neoeletto presidente della FIRST, dichiara che questa nuova Federazione è un esperimento unico in Italia, “perché la Federazione mira al perseguimento effettivo dei diritti e delle tutele delle persone con disabilità in tutti gli ambiti di vita e in particolare nell’ambito scolastico, al fine di realizzare un’effettiva inclusione, attraverso una nuova visione unitaria con il mondo della scuola e con tutte le altre figure professionali fondamentali per gli alunni con disabilità, laddove altre realtà vogliono enfatizzare i contrasti e separare noi invece vogliamo unire“.

Contestualmente è stato eletto un direttivo e sono stati costituiti alcuni dei numerosi gruppi di lavoro istituiti nello statuto, perché l’obiettivo è quello di entrare nell’osservatorio inclusione del MIUR al fine di migliorare gli schemi di regolamento che riguardano la disabilità.

Si prevede, dunque, un periodo fervido di attività che saranno rese note in itinere.

6 luglio 2017
http://www.neifatti.it/2017/07/06/disabili-in-balia-dei-decreti-attuativi/

di Marzio Di Mezza

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Le figlie invisibili

Locandina programma Le figlie invisibili

Sta andando in onda in questo periodo il documentario curato da Nicola Lott e Federico Scienza “Le figlie invisibili” che presenta lo spaccato storico e sociale che va dal periodo della guerra fino ai nostri giorni della vita dell’Istituto Villa Maria della Misericordia di Lenzima di Isera, in provincia di Trento.
Realizzato con racconti diretti delle persone ospitate nell’Istituto, interviste alle operatrici e ad esperti e storici tra i quali Matteo Schianchi, storico della disabilità, sia con filmati dell’epoca, il programma offre oggi un raro momento di consapevolezza storica su come si è evoluto l’approccio alle persone con disabilità, i rapporti con le loro famiglie, la vita sociale e l’assistenza alle persone con disabilità.

Le figlie invisibili, in onda il giovedì alle 20.30 e alle 22 (e in replica il giorno seguente alle 15)

su #HistoryLab canale 602 e, per ora nei giovedì della diretta, sul sito della Fondazione Museo storico del Trentino.

A programmazione ultimata saranno disponibili sulla pagina “on demand” del sito.

L’istituto Villa Maria della Misericordia di Lenzima di Isera fu fondato per accogliere gli orfani della Grande Guerra; in seguito fu acquisito dall’ordine delle Piccole Suore della Sacra Famiglia ospitando, fino al 1995, centinaia di orfane, figlie illegittime e disabili, in un’Italia che metteva ai margini ciò che non voleva vedere.
“Le figlie invisibili” tenta di ricostruire una storia di oblio e abbandono. Uno spaccato storico-sociale di incredibile ricchezza, dalla storia della psichiatria a quella della disabilità, dalle istituzioni totali alla legge Basaglia.
La storia di un mondo di sole donne, delle loro lotte per l’emancipazione e per evitare la segregazione dei disabiliti negli istituti.
Un programma di Nicola Lott e Federico Scienza; montaggio di Nicola Lott, Manu Gerosa e Federico Scienza.


Sono disponibili le prime tre puntate del documentario. Via web consigliamo la visione con dispositivi Apple.

Un programma che tenta di ricostruire una storia di oblio e abbandono, che parte dalle istituzioni totali e arriva fino alla legge Basaglia. L’istituto Villa Maria della Misericordia di Lenzima di Isera fu fondato per accogliere gli orfani della Grande Guerra; in seguito fu acquisito dall’ordine delle Piccole Suore della Sacra Famiglia ospitando, fino al 1995, centinaia di orfane, figlie illegittime e disabili, in un Italia che metteva ai margini ciò che non voleva vedere. La sfera delle relazioni, in un istituto così affollato, con un approccio alla disabilità ben distante da quello odierno, era guidata principalmente dal bisogno di controllo. La vita a Villa Maria fu organizzata dalle suore con una rigida routine che ebbe riflessi significativi nei rapporti col personale laico, con le utenti e i loro famigliari. Il bisogno di controllo, in un istituto affollato e con un approccio alla disabilità ben distante da quello odierno, influenzava pesantemente la sfera delle relazioni.
La vita a Villa Maria fu organizzata dalle suore con una rigida routine che ebbe riflessi significativi nei rapporti col personale laico, con le utenti e i loro famigliari.

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Inclusione scolastica: si riforma, si arretra, si riforma, si arretra…

Il 7 aprile 2017 sono stati approvati i decreti delegati della Legge 107/2015. Tra questi quello inizialmente emanato dal Governo come schema di decreto Atto 378 riguardante gli allievi con disabilità nelle scuole, ora presentato nel suo testo definitivo.

Fin dalla proposta nel 2014 del disegno di legge Fish/Fand di riforma del sostegno scolastico, arrivando all’attuale testo approvato, Genitori Tosti ha sempre affermato la contrarietà a qualsiasi cambiamento in senso restrittivo dei diritti degli studenti con disabilità sia per le loro famiglie.

Il testo approvato dal governo porta nuove diffuse criticità nel sistema inclusivo, solo in apparenza circoscritto all’ambito scolastico, ma che estenderà i suoi effetti negativi in quello più vasto dell’inclusione sociale delle persone con disabilità, andando a modificare la Legge 104/1992.

Ne esce un sistema scuola distorto, che limiterà l’accesso alla scuola “di tutti e di ciascuno”. Siamo di fronte a un cambiamento che fonda le proprie radici nella discriminazione delle persone più fragili. Una riforma imposta senza aver considerato consigli e richieste di famiglie, docenti, assistenti, esperti.

Le criticità nell’inclusione scolastica, al contrario di quanto affermato dal MIUR, sono in estrema sintesi le seguenti:

  • marginalizzazione della famiglia e delle associazioni nel processo inclusivo;
  • svilimento del PEI, Progetto Educativo Individualizzato;
  • insufficiente formazione del personale docente e non docente;
  • ridimensionamento (e scomparsa) dei GLHI
  • valutazione dell’inclusione scolastica lontana dall’essere fattore inclusivo;
  • sfilacciamento della filiera gestionale che sul territorio perde l’occasione di rinvigorire il ruolo di supporto alle famiglie e alle persone con disabilità, razionalizzando in senso deprimente ciò che fino ad oggi erano i GLIP, Gruppi di Lavoro Interistituzionale Provinciale, e di conseguenza gli UST;
  • burocratizzazione gestionale, tesa a tagliare risorse negando il dialogo;
  • eliminazione della possibilità per le famiglie di aprire un contenzioso in modo razionale;
  • per contro, aumento di contenziosi maggiormente complessi, con oneri crescenti per tutti e spreco di risorse per lo Stato;
  • enorme criticità nella delicata gestione degli aspetti sanitari e di igiene;
  • mancanza di strategie nell’alternanza scuola-lavoro;
  • assenza di visione nel percorso dopo la scuola secondaria di secondo grado;
  • grande incertezza sul futuro dell’insegnante di sostegno e degli assistenti;
  • infine ma non certo di minore gravità: che fine farà la scuola in ospedale e a domicilio, fiore all’occhiello del diritto all’istruzione e allo studio dello Stato italiano?

Nonostante l’impegno eccezionale della Rete dei 65 Movimenti, cui Genitori Tosti aderisce, l’irresponsabilità di coloro avrebbero dovuto più di tutti tutelare le persone con disabilità credendo di poter influire su una governance del Paese storicamente tesa su finalità opposte, sia l’aver perseverato nel mancare la compattezza del mondo della disabilità, ha condotto le persone con disabilità e le loro famiglie a un arretramento nei diritti di oltre vent’anni.

Lo ripetiamo: con i diritti fondamentali non c’è mediazione possibile, ogni compromesso è un’immensa  disfatta in termini di tutela. Il risultato finale è purtroppo esattamente questo.

La Retedei65Movimenti ha diffuso nelle scorse settimane un video nel quale le famiglie chiedono al Presidente della Repubblica di non ratificare il decreto. Invitiamo tutti a guardarlo, ascoltarlo e diffonderlo ovunque le coscienze possano risvegliarsi.

Per il futuro dei nostri figli, delle persone con disabilità è imprescindibile tornare all’idea di inclusione nei fatti; su questo ci impegneremo come associazione e come Rete.

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