Sostenere l’Associazione Genitori Tosti

Il vostro sostegno all’Associazione Genitori Tosti è fondamentale per portare avanti le iniziative che ci siamo prefissati.

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Grazie agli associati e a chi devolve il proprio 5 per mille è possibile mantenere viva la rete di relazioni che consentono il coinvolgimento e la condivisione sulle problematiche che si riscontrano nei vari ambiti della quotidianità: la sanità, la scuola, il lavoro, i rapporti con le istituzioni. Il contributo aiuta inoltre alla gestione di questo sito e delle altre pagine sul web.
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Genitori Tosti a TV2000

logoTV2000Gianfranco, rappresentante dei Genitori Tosti della Campania, oggi, 10 maggio dalle 15,40 alle 17,00 sarà in diretta nazionale su TV2000, ospite della trasmissione “Siamo noi”. Parlerà dell’associazione GENITORI TOSTI, della disabilità, dei progetti, delle difficoltà. Di noi, insomma.
Digitale terrestre, canale 28

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Convocazione assemblea Soci, 30 aprile 2016

Prot. n°001/16
Verona 4 aprile 2016

Convocazione assemblea dei soci 2016

Si comunica che in data 29 aprile p.v. alle ore 13.00 è convocata l’assemblea sociale annuale, ovvero in seconda convocazione sabato 30 aprile p.v. alle ore 9.30.

Per consentire a tutti i soci la partecipazione senza oneri, l’assemblea si terrà in modalità online. Al fine di ricevere le istruzioni per connettersi, i soci che intendono partecipare devono inviare, con congruo anticipo (non oltre una settimana prima, quindi entro il 23 aprile 2016, per dar modo di organizzare il tutto) una mail al seguente indirizzo:

assemblea.genitoritosti@gmail.com

con oggetto “Partecipazione assemblea” e scrivendo nel testo della mail il proprio nome e cognome;  si riceverà prima dell’assemblea una mail di risposta con il link e le istruzioni.

Chi non può partecipare è tenuto, entro il 15 aprile p.v. a delegare un altro socio (per statuto, art.9 comma 2, ogni socio può avere max due deleghe); in calce trovate il fac-simile per la delega, che si prega di usare solo per cause di forza maggiore: è importante partecipare alle assemblee per essere informati sulle attività dell’associazione, esprimersi e dare il proprio contributo nelle scelte da affrontare dando così un senso pieno alla parola “associazione”.

Chi avesse proposte/suggerimenti da portare in sede di assemblea è pregato di comunicarlo all’indirizzo genitoritosti@yahoo.it in modo da poter definire uno spazio per parlare.
Di seguito l’ordine del giorno:
– comunicazioni del presidente;
– revisione del libro soci;
– presentazione bilancio sociale anno 2015;
– approvazione bilancio preventivo anno 2016;
– relazione delle attività rese dai rappresentanti per l’anno 2015;
– progetti e proposte per il 2016/2017;
– varie ed eventuali;
– domande dei soci presenti/discussione.

Cordiali saluti,
il Presidente
Alessandra Corradi

—————————————————–
Io sottoscritta/o
DELEGO
la Sig.ra/Il Sig.
a rappresentarmi durante l’assemblea sociale 2016 dell’associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti Onlus.
In fede
data

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Parma 9 aprile 2016, partecipazione al convegno ASI. LA RIFORMA DELLA SCUOLA TRA CRITICITÀ E OPPORTUNITÀ

Riportiamo qui la presentazione di Giovanni Barin, rappresentante GT per la Lombardia, al 3 ° Convegno Regionale ASI Affrontiamo la Sordità Insieme ONLUS del 9 aprile 2016 a Parma. Il convegno, che affronta il tema “La sordità: IL RAPPORTO UOMO-TECNOLOGIA NELL’ERA MODERNA”, si tiene nelle Aule Centrali della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Parma, in  Via Gramsci ,14 a Parma.

I Genitori Tosti presentano una relazione sulla Legge 107/2015: “La riforma della scuola tra opportunità e criticità.”

La riforma declinata sulla disabilità presenta una serie di opportunità importanti all’interno di altrettante criticità. In questa sede, dopo una rapida disamina dell’attuale configurazione strutturale della scolastica italiana (pro/contro), si è scelto di approfondire la gestione dell’Alternanza Scuola Lavoro (ASL) nell’ottica della disabilità.
In un contesto sociale italiano che vede il lavoro quale elemento trinante della qualità della vita, l’ASL è senz’alcun dubbio una preziosa risorsa all’interno della quale le persone con disabilità possono trovare un tassello importante per costruire la propria vita sociale in un contesto che oggi presenta le difficoltà maggiori: la scuola riveste tutt’ora il ruolo di inclusione principale, ma scollato dal “dopo la scuola”, e quindi col mondo del lavoro, in maniera drammatica. Nelle Linee Guida del MIUR sull’Alternanza si legge:

L’ASL entra nel nostro sistema educativo con la legge 28 marzo 2003, n.53, che all’articolo 4 la prevede come possibilità di realizzare i corsi del secondo ciclo, consentendo ai giovani che hanno compiuto il quindicesimo anno di età di svolgere l’intera formazione dai 15 ai 18 anni “attraverso l’alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica, sulla base di convenzioni con imprese o con le rispettive associazioni di rappresentanza o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con enti, pubblici e privati,
inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di tirocinio che non costituiscono rapporto individuale di lavoro.”

L’ASL è concepita sull’individuazione delle competenze: riferimenti, criteri di selezione, modalità di descrizione
Identificazione di prestazioni osservabili e misurabili che permettano la valutazione delle competenze. Il successivo riconoscimento nella prestazione lavorativa dell’utilizzo delle conoscenze e nell’attività formativa della presenza di una prestazione, per poi correlarle le competenze acquisite nel mondo del lavoro con quelle da acquisire a scuola.Viene infine previsto il riconoscimento della valutazione nei percorsi in alternanza sulla  valutazione complessiva delle competenze sviluppate.

Competenza è definita come la capacità dimostrata di utilizzare le conoscenze, le abilità e le capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale

Non mancano le criticità, soprattutto se pensiamo che le recenti Linee Guida del MIUR trattano gli aspetti della disabilità solo in un breve paragrafo a pagina 7:

Per i soggetti disabili i periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro sono dimensionati in modo da promuovere l’autonomia anche ai fini dell’inserimento nel mondo del lavoro.

un copia/incolla a pagina 30, un riferimento a pagina 31:

a) capacità strutturali, ovvero spazi adeguati per consentire l’esercizio delle attività previste in alternanza scuola lavoro e, in caso di studenti con disabilità, il superamento o l’abbattimento delle eventuali barriere architettoniche;

e, infine, a pag.50, al punto “12. Valutazione e certificazione delle competenze in alternanza scuola lavoro”:

Nella valutazione dei percorsi in regime di alternanza scuola lavoro per gli alunni diversamente abili, con disturbi specifici di apprendimento (DSA) e bisogni educativi speciali (BES), valgono le stesse disposizioni compatibilmente con quanto previsto dalla normativa vigente.

Prescindendo dalla terminologia che va dall’arcaico all’ormai illegale, (PERSONE CON DISABILITA’ è l’unico termine che la Convenzione ONU dei diritti delle persone con disabilità, Legge del nostro Stato, prevede), non si può non sottolineare che mancano le strategie di intersecazione con la normativa generale di gestione della disabilità: il Progetto di Vita, il PEI, il ruolo delle famiglie, eccetera, e, sotto il profilo tecnico, l’ICF.

Qui di seguito la presentazione dell’intervento.

Invito ad approfondire il tema dell’Alternanza Scuola Lavoro sia con i materiali indicati nella presentazione, sia, per quanto concerne il rapporto con le disabilità, qui di seguito:

L’ICF come strumento di identificazione, descrizione e comprensione delle competenze
Dario Ianes
Ianes in “La speciale normalità” afferma che

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità una persona funziona bene se partecipa socialmente, se riveste ruoli di vita sociale in modo integrato e attivo.

Inoltre

Il funzionamento educativo è dunque un funzionamento intrecciato tra biologia, esperienze di ambienti, relazioni, attività e iniziative del soggetto. Per comprendere meglio questo intreccio e leggerlo nella mescolanza delle sue componenti abbiamo bisogno di una cornice forte che orienti questa analisi, una cornice concettuale e antropologica unica e condivisa dalle varie ottiche professionali. L’ICF dell’Organizzazione mondiale della sanità (2002) è il modello concettuale che serve molto bene a questa lettura e che proponiamo qui a questo scopo.
In questi ultimi anni, il modello ICF è stato proposto, nei suoi aspetti più tecnici, anche come base per un nuovo modello di diagnosi funzionale (Ianes, 2004), per la lettura dei Bisogni educativi Speciali in ambito scolastico (Ianes, 2005a; 2005b) per una nuova interpretazione del concetto di competenza nei percorsi di alternanza scuola-lavoro (Ianes e Biasioli, 2005).

Un’approfondimento in merito alle competenze su cui il sistema dell’ASL è basato, intersecandolo con i concetti dell’ICF, è disponibile qui:
http://www.darioianes.it/site/articoli/licf-come-strumento-di-identificazione-descrizione-e-comprensione-delle-competenze/

e in formato pdf qui.

Un sincero ringraziamento al dott. Antonello Risoli, Dirigente Scolastico dell’Istituto Tecnico Agrario Statale (I.T.A.S.) di Codogno (Lo), attivi in prima linea sull’ambito dell’ASL per i consigli e il materiale suggerito.

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ISEE: chi ha sbagliato?

Con la sentenza del Consiglio di Stato del 3 dicembre 2015 è stato scritto un momento importante per la disabilità: la riforma dell’ISEE imposta dal Governo Renzi e paradossalmente appoggiata da una non indifferente parte dell’associazionismo della disabilità è da riscrivere profondamente; meglio ancora: secondo noi andrebbe proprio eliminata.

Per informazione, la pronuncia deriva dal ricorso promosso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dal Ministero dell’economia e delle finanze alla sentenza del TAR Lazio (o, meglio, contro una nutrito numero di persone che avevano promosso il ricorso al TAR) che già prevedeva come conseguenza la modifica della riforma dell’ISEE. Sentenza che doveva essere immediatamente esecutiva, ma che Governo e Ministri hanno ignorato, pur essendo tale scelta nelle loro facoltà. In questo caso, trattandosi anche di casi nei quali le famiglie si sono trovate in grave difficoltà, sarebbe stato senz’alcun dubbio più intelligente tornare sui propri passi; un segnale di buon senso e apertura mentale che è stato deliberatamente negato, affermando una linea politica precisa.

Andando alla radice della questione, non si tratta solo di un mero calcolo su “quanto” pagare.

La disabilità paga fin dalla culla. Paga il non poter avere un’accoglienza adeguata nelle strutture sanitarie, paga un sistema inclusivo troppo spesso sulla carta, paga una riforma della sanità che va reiteratamente in senso privatistico abbandonando a se stessi i ragazzi e adulti con disabilità, paga una scuola che prima pensa al posto dei docenti e poi al benessere e all’istruzione dei bambini e ragazzi con disabilità, paga una scuola che si vuole sempre più privata con i soldi del pubblico rendendo l’ultima meno inclusiva e la prima che inclusiva non è mai stata, paga la piaga del bullismo, paga la discriminazione sociale che inizia in tenera età senza mai terminare, paga la buffonata dell’inserimento lavorativo, paga la perversione manageriale delle inutili e crudeli visite dell’INPS, paga una gestione delle indennità per la disabilità ridicola, paga la volontà dei governi di avere un nomenclatore degno di un’era passata.

La disabilità paga la mancanza di una cultura dell’inclusione e dell’uguaglianza; paga il crescendo di una società discriminatoria.

Infine, l’accanimento crudele sulla disabilità in un panorama di diffuso sfruttamento delle persone con maggiori difficoltà ignorando evasione fiscale e ruberie di ogni tipo costituisce il vero crimine di questo tempo.

Ci piacerebbe sapere chi pagherà per questi sbagli; ci piacerebbe vedere l’interesse della magistratura e delle forze di polizia. Ci piacerebbe vedere tanti passi indietro e tante pubbliche scuse.

La disabilità non deve pagare il malaffare. Ci sembra abbia pagato abbastanza fin dal principio.

Da inguaribili ottimisti continueremo con tenacia nel diffondere il principio del bene della disabilità come bene di tutti.

Nella sentenza ci sono i nomi di coloro che hanno reso possibile questo momento. Il grazie più sincero a tutti loro.

Aggiornamento dell’1 marzo: il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti ha esternato con la consueta tracotanza che alle famiglie danneggiate dall’introduzione del “nuovo” ISEE non spetterebbero risarcimenti. Vedremo. Con l’aiuto della Magistratura Sarebbe interessante far luce, sempre con la magistratura, su chi deve risarcire lo Stato dei ricorsi persi sulle provvidenze tolte dall’INPS, su quelli persi dallo Stato nei ricorsi al MIUR sul sostegno scolastico e su quelli che verranno in merito all’ISEE. E’ora che i responsabili paghino.

Nota a margine (ma neanche poi tanto): fa specie osservare che pressoché ovunque, dopo il passaggio da “handicappato” a “diversamente abile” a “disabile”, non si si rispetti la Convenzione ONU dei diritti delle persone con disabilità (Legge dello Stato Italiano) per la quale la dizione corretta è “persone con disabilità”… Un’occasione persa.

Alcuni link:
http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/501969/Nuovo-Isee-le-famiglie-vincono-il-ricorso-l-indennita-non-e-reddito

http://sociale.corriere.it/disabilita-lindennita-non-e-reddito-le-famiglie-vincono-il-ricorso-sentenza-storica/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/29/nuovo-isee-consiglio-di-stato-boccia-governo-su-disabili-indennita-e-un-sostegno-non-una-remunerazione-per-invalidita/2506648/

http://www.repubblica.it/economia/2016/02/29/news/isee_l_indennita_di_accompagnamento_non_puo_entrare_nel_reddito-134507888/

http://www.vita.it/it/article/2016/02/29/nuovo-isee-vincono-le-famiglie-illecito-considerare-indennita-come-red/138468/

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/02/29/consiglio-di-stato-indennita-di-disabilita-non-e-reddito_ab37ca90-ee90-4b40-aa04-8bcc8cf96fb2.html

 

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Regaliamoci un 2016 di gusto

di Alessandra

E’ arrivato il momento di rinnovare la tessera per il nuovo anno.
Nel 2015 abbiamo partecipato a seminari, convegni, giornate dedicate.
Siamo presenti a tavoli di lavoro (per il welfare generativo a Verona), a coordinamenti di associazioni (per l’autismo in Puglia, per l’abbattimento delle barriere a Lodi), in consulte (a Verona e Lodi).
Abbiamo preso parte attivamente ad un progetto dedicato alle famiglie, durato da gennaio a giugno 2015, finanziato dalla regione Lombardia, dove eravamo, tra più enti, gli unici volontari.
Abbiamo provato, senza successo perchè non presi in considerazione dall’amministrazione con la quale ci rapportavamo, a realizzare un parcogiochi inclusivo, non solo con l’altalenina per le sedie a ruote ma proprio inclusivo.
Abbiamo scritto al Ministero dell’Istruzione per chiedere, ancora una volta, dopo esserci recati in viale Trastevere nel 2013, di essere ammessi all’osservatorio per l’integrazione scolastica e perchè partisse la verifica sui GLH in Italia – siamo l’unica associazione che abbia mai fatto unacampagna sui GLH.

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