Petizione per i concerti accessibili – Barriere mai più

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CONCERTI ED EVENTI DAL VIVO ACCESSIBILI IN TUTTA ITALIA

https://tinyurl.com/yba3odt6

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#barrieremaipiù #concertipertutti #accessibilità&inclusione

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CAREGIVER FAMILIARI; il questionario

Eccoci che finalmente abbiamo lo strumento per contarci, fare un censimento e avere delle linee su cui indirizzare il nostro lavoro di tramite con le istituzioni.
Il censimento è anonimo ma consente di fotografare egregiamente la situazione.
Non solo dovete farlo voi, ma dovete fare passaparola con tutti i caregiver che conoscete, in modo che si riesca a raccogliere il maggior numero di risposte.
Certo, non pensiamo di avere quasi 9 milioni di questionari compilati, ma almeno un migliaio per gennaio, dopo le feste, sì.
Un migliaio di persone, caregiver familiari, è un buon numero. 
Tutto è perfettibile ma sappiamo che nel nostro mondo è tutto relativo, non sempre siamo disponibili, non sempre connessi e spesso non conosciamo altri come noi e se passiamo momenti difficili sicuramente non rispondiamo.
Vi chiediamo perciò di impegnarvi, è per la causa comune: noi vogliamo arrivare al riconoscimento come lavoratori e non ci fermeremo finché non succederà.
Eccoci che finalmente abbiamo lo strumento per contarci, fare censimento e avere delle linee su cui indirizzare il nostro lavoro di tramite con le istituzioni.
Il censimento è anonimo ma consente di fotografare egregiamente la situazione.
Non solo dovete farlo voi, ma dovete fare passaparola con tutti i caregiver che conoscete, in modo che si riesca a raccogliere il maggior numero di risposte.
Certo, non pensiamo di avere quasi 9 milioni di questionari compilati, ma almeno un migliaio per gennaio, dopo le feste, sì.
Un migliaio di persone, caregiver familiari, è un buon numero. 
Perciò, forza!, qui di seguito trovate il questionario da compilare:

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Grazie al 5×1000 sostieni anche tu l’Associazione Genitori Tosti

5x1000 ai Genitori Tosti

Il vostro sostegno all’Associazione Genitori Tosti è fondamentale per portare avanti le iniziative che ci siamo prefissati.

5×1000
Aiutaci a far crescere l’associazione, dai anche tu un piccolo (ma grande per noi) contributo.
Grazie agli associati e a chi devolve il proprio 5 per mille è possibile mantenere viva la rete di relazioni che consentono il coinvolgimento e la condivisione sulle problematiche che si riscontrano nei vari ambiti della quotidianità: la sanità, la scuola, il lavoro, i rapporti con le istituzioni, lavorando per eliminare le barriere culturali e sociali.
Il contributo aiuta inoltre alla gestione di questo sito e delle altre pagine sul web.
I fondi raccolti saranno utilizzati, ad esempio, per organizzare e sostenere gli incontri con le famiglie, i convegni sulle tematiche della disabilità nei territori e con le associazioni e le persone interessate, donazioni di attrezzature ed ausili per agevolare le persone con disabilità ma anche per sviluppare i progetti in cantiere dei Genitori Tosti, sia di proposte che possono arrivare da tutti voi/noi.

Se anche tu credi che la difesa dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità sia importante, devolvi all’Associazione il tuo 5 per mille inserendo nella dichiarazione dei redditi il nostro codice fiscale:
93224580238

 

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Inviando un’e-mail a genitoritosti@yahoo.it con oggetto “prima iscrizione” riceverete il modulo di iscrizione.
Grazie

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Donne che odiano le donne: smettiamola!

Siamo un paese per cui se tu, donna, decidi di mettere su famiglia e quindi avere un figlio, in automatico devi lasciare il lavoro. Tutti conoscono quella pratica ignobile del foglio in bianco firmato quando le donne vengono assunte, eppure ancora molto poco si fa per rimediare a tutto questo. Per non parlare di quando se, sfidando tutto, decidi di ritornare al lavoro e ti trovi demansionata.

Non esiste una politica articolata a sostegno delle donne, in generale e, in particolare, nulla che le agevoli sul lavoro, parificando la loro situazione a quella maschile.

Siamo un Paese arretrato per cui vige la cultura della cura al femminile, cioè chi sacrifica la propria vita per prendersi cura degli altri componenti della famiglia è sempre la donna.

Il lavoro di cura può essere standard (cioè generare e poi allevare i figlio) oppure straordinario (cioè fare il caregiver h24) come lo svolgiamo noi genitori di figli con disabilità totalmente non autosufficienti. Oppure puoi essere il caregiver di un genitore anziano, un coniuge/fratello/sorella/compagno etc per motivi di patologie invalidanti sia temporaneamente che per sempre.

Non esistono ancora, nel nostro Paese, tutte quelle misure per cui se sei un caregiver, indipendentemente dalla patologia/condizione, puoi comunque svolgere questo ruolo compatibilmente con il tuo lavoro e la tua vita: significa che hai il tempo per fare tutto perchè il tuo Comune attraverso la tua Regione a sua volta sostenuta da legge statali, ha approntato un sistema di servizi, e a domicilio, per cui tu ti puoi allontanare da casa e andare al lavoro oppure impiegare il tuo tempo libero, o curarti a tua volta, o dormire.

Siamo agli albori di tutto un processo che, si spera, porterà il nostro Paese a un livello almeno basico e dignitoso di servizi alla persona e quindi al sostegno delle donne, finalmente, che non devono essere più il sesso debole ma, semplicemente, persone alla pari.

Qualcuno avrà sentito parlare del movimento “il giusto mezzo”, oppure delle iniziative di più Europa o comunque vi sarete resi conto che da qualche anno è in atto una mobilitazione generale, trasversale e non necessariamente femminista ma pro donne, che vuole portare il nostro Paese in linea con quella cosa che si chiama parità di genere, appunto.

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Caro Babbo ti scrivo

Tra 6 giorni è Natale, nell’anno I della pandemia da Covid.

Siamo tutti stanchi e stremati poichè quanto si è venuto a creare in questa emergenza ha portato all’attenzione generale che la categoria delle persone con disabilità e loro familiari/caregiver è quella che ha pagato più di tutte e ancora una volta è quella che non è stata supportata come avrebbe dovuto – vi ricordo che la presente associazione scrisse durante il lockdown alle più alte cariche dello Stato, al prefetto Gabrielli, all’ufficio presso la PCM, per chiedere che si derogasse l’uso della mascherina alle persone con disabilità non collaboranti. Questa richiesta dovrebbe far capire il livello di considerazione che questo Governo ha delle persone con disabilità.

Come tutti avete visto in nessun DPCM è contenuta una misura a favore della categoria, nessun bonus, nessuno sgravio.

L’unica cosa che riguarda l’aumento delle pensioni per i maggiorenni e con determinati requisiti è stata imposta al Governo da una sentenza della Corte costituzionale in seguito ad un ricorso presentato da un privato cittadino.

E quindi è passata l’estate, è ripresa la scuola (e ancora non ci sono i docenti di sostegno ed è inutile strombazzare l’assunzione di 25mila docenti come se fosse la manna dal cielo: sono spalmati su un triennio e il primo anno cioè quello entrante saranno 5000, cioè nulla in relazione ai 70.000 mancanti).

Poi con l’autunno il virus ha ripreso a circolare e l’unica notizia degna di nota, che non è stata proprio bellissima, è il dirottamento del fondo accantonato per iniziative di promozione sul caregiver (68 milioni) alle regioni: ci chiediamo come le regioni useranno, e secondo quali criteri, dato che, finora, le regioni italiane dotate di una legge propria sono 3 su 20.

E arriviamo poi al 3 dicembre dove c’è stato un bel movimento, da più parti rispetto all’anno scorso e in generale, rispetto agli anni precedenti. 

L’unico ente che ha proseguito oltre la giornata celebrativa annuale, facendo un lavoro di tessitura molto pregevole e ponendo le basi di future e durevoli azioni è stato il Disability Pride network di cui facciamo parte.

Dal webinar del 3 e 4 dicembre si sono formati tavoli di lavoro, cui chiunque, anche se non iscritto al network, può aderire, leggiamo dalla pagina FB: I tavoli di lavoro sono aperti anche a tutti coloro che ancora non fanno parte del Network e che desiderano impegnarsi per dare un loro contributo – v. http://disabilityprideitalia.org/disability-pride-network/

Ecco i macro temi scelti per redigere il piano d’azione annuale e biennale:

1.- VITA INDIPENDENTE, AUTONOMIA E DOPO DI NOI.
Coordinatore: Maximiliano Ulivieri, max.ulivieri@gmail.com
2.- L.E.A. L.E.A. (Livelli Essenziali di Assistenza) e L.E.P.S. (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali).
Coordinatore: Donatella Bonaiuti, dbonaiuti2@yahoo.it
3.- SCUOLA, FORMAZIONE, UNIVERSITA’ E LAVORO.
Coordinatore: Alessandro Pepino, pepino@unina.it
4.- SUPERAMENTO BARRIERE (ARCHITETTONICHE, TECNOLOGICHE E DELLA COMUNICAZIONE).
Coordinatore: Dario Dongo, egaliteonlus@gmail.com
5.- PROMOZIONE DI UNA CULTURA DELL’INCLUSIONE (SPORT, TURISMO ACCESSIBILE, TEATRI, CENTRI CULTURALI, PARCHI, SPIAGGE).
Coordinatore: Patrizia Guadagnini, presidenteimpegnodonnaroma@gmail.com
Referente per la comunità dei sordi per partecipare ai tavoli di lavoro: Vanessa Migliosi, responsabile@lissubito.com
Disability Pride Network
Contatti stampa: Carmelo Comisi, 388 6549585, info@disabilityprideitalia.org
Mi sembra uno splendido modo, segnalando questa attività, di fare gli auguri a tutti in quest’anno così funestato. Vi invito perciò ad interessarvi e ad iscrivervi ai tavoli, perchè è giunto il momento che si cambi radicalmente sistema , approccio, modalità e metodi, nel nostro Paese poichè non è più accettabile che le persone con disabilità siano così discriminate, escluse, spesso abusate o vittime dell’indifferenza e destinate ad un’esistenza sempre oltre i limiti specie per chi ha pochissime o nulle risorse economiche.
Colgo l’occasione anche per comunicare che:
1) il gruppo FB, quello con oltre 1800 iscritti, che serviva come punto d’informazione/formazione, diffusione appelli malattie rare ha cessato l’attività, dopo 10 anni. Se volete stare in contatto con noi, avviare collaborazioni, chiedere info, scriveteci: genitoritosti@yahoo.it Per sapere in tempo reale le news, mettete il mi piace alla pagina dei Genitori Tosti;
2) se volete uno dei servizi che rendiamo come associazione, potete iscrivervi seguendo le istruzioni di questa pagina;
3) potete farci una donazione: con la causale “EROGAZIONE LIBERALE” e una somma dai 30 euro in poi riceverete una carta che dovete esibire la momento della dichiarazione dei redditi e vi ritorna il 19% di quanto avete donato. L’IBAN per il bonifico è IT52 H031 2711 7060 0000 0002 126 intestato a Associazione Genitori Tosti in tutti i posti ONLUS
4) continuare a seguire il glorioso blog GT.
L’immagine usata per questo post viene dalla pagina FB di “All WHeelchair Stuff” che significa “roba per la sedia a rotelle”, da visitare.
Lascio quindi il bellissimo video, realizzato dal Disability Pride, che consiglio di diffondere a tutto spiano, si fa cultura anche con video come questi.

Buon Natale.

Alessandra Corradi
Presidente Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti

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Puglia, una nuova referente GT

Con gioia informiamo che Loredana Alfieri è la nuova referente Genitori Tosti in Puglia. Le famiglie possono far riferimento alla mail:
puglia@genitoritosti.it

Ecco una breve presentazione di Loredana:

Loredana Alfieri è nata e risiede a Taranto. Dipendente Comunale lavora presso il Comando di Polizia locale dove si occupa di ordinanze per persone con disabilità. È stata Presidente Provinciale del Numero Azzurro Italia e si è occupata di minori a rischio ed abusati. Vedova dal 2012 del dott. Donato Bianchi, medico cardiologo di Taranto con il quale ha operato nel sociale per moltissimi anni e dal quale ha avuto un figlio ed adottato dopo tredici anni, tre fratelli consanguinei dei quali alcuni con disabilità cromosomica ha adottato altresì dopo essere rimasta vedova una bambina speciale affetta da tetra paresi spastica ed ha sempre lottato per difendere i diritti dei più fragili.
Ha lavorato per anni presso i Servizio Sociale del Comune di Taranto operando sempre per risolvere le difficoltà esistenziali delle famiglie bisognose. È laureanda in psicologia e di ciò si avvale anche per meglio comprendere le difficoltà in cui spesso si dibatte l’animo umano.
È pronta e decisa a continuare a lottare anche per gli umili e per tutti coloro che versano in stato di necessità. Ovviamente per i bambini e per le persone con disabilità e le loro famiglie presta una particolare attenzione ritenendo che sono sempre una categoria fragile e da tutelare nell’ordine dei diritti.
Con Genitori Tosti intende innanzitutto approfondire il percorso con le istituzioni e, in particolare, con il Tribunale dei Minori, sempre nel solco della tutela dei diritti delle persone con disabilità.

Grazie Loredana da tutti i GT!

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La scuola di nessuno, o quasi

Siamo al 23 ottobre 2020 e dopo Campania e Lombardia anche in altre regioni si ventila la possibilità di chiudere delle scuole attivando la DAD, didattica a distanza.

Senza fare valutazioni più ampie, sul sistema politico-socio-economico che ci sta portando a una situazione di pura discriminazione delle persone con disabilità, e più ampiamente per tutti, seppur sinteticamente vale la pena riflettere su alcuni aspetti, validi non solo per alunn* e student* con disabilità.

Il periodo di lockdown ha restituito la segregazione delle persone con disabilità; nella scuola, chi non poteva seguire la DAD ha di fatto perso metà dell’anno scolastico, con un grosso dubbio su come recuperare il periodo qualora non si segua un programma differenziato e la DAD non sia stata proficua. Ma l’aspetto segregante ha colpito chi non ha potuto seguire la DAD. Da qui la presa di posizione di tutti (scuole, famiglie, associazioni) per una ripresa e prosecuzione con la didattica in presenza; per un esame di come gestire ulteriori possibili situazioni emergenziali per evitare ulteriori discriminazioni; per una revisione dei PEI.

Prescindendo da una valutazione di come si sono utilizzati gli scorsi mesi (profondamente negativa) arriviamo ai nostri giorni con il dibattito che verte sostanzialmente su affermazioni come quelle riportate nelle ordinanze campane e lombarde. La Campania, per tutte le scuole prevede:

“…. è confermata la sospensione delle attività didattiche in presenza per le scuole primaria e secondaria, fatta eccezione per lo svolgimento delle attività destinate agli alunni con disabilità ovvero con disturbi dello spettro autistico, il cui svolgimento in presenza è consentito, previa valutazione delle specifiche condizioni di contesto da parte dell’Istituto scolastico.”

Quella lombarda, forse con una razio più vicina al problema dei trasporti e, quindi, per le sole scuole secondarie di secondo grado, sia meno ghettizzante:

Le scuole …. devono realizzare le proprie attività in modo da assicurare lo svolgimento delle lezioni mediante la didattica a distanza delle lezioni, per l’intero gruppo classe, qualora siano già nelle condizioni di effettuarla e fatti salvi eventuali bisogni educativi speciali.

Su ciò si sviluppa la questione se sia giusto o meno la didattica in presenza per la disabilità e il conseguente dibattito.

Facciamo alcune considerazioni, che ovviamente non esauriscono il problema:

  1. I BES, Bisogni Educativi Speciali, abbracciano un numero di studenti ben più numeroso di quelli con disabilità. Quest’ultima fa parte dei BES.
  2. L’integrazione scolastica prima e inclusione poi, comprende sia gli aspetti didattico-educativi, sia quelli socio-educativi. Gli uni senza gli altri non possono funzionare e non funzionano dove si eludono i principi dell’inclusione scolastica.
  3. La didattica in presenza dei soli studenti con disabilità crea di fatto una scuola speciale.
  4. Ridurre il concetto di didattica in presenza ai soli studenti con disabilità significa ignorare decenni di studi e sforzi pedagogici reali per una didattica moderna e inclusiva per tutti, studenti con e senza disabilità.
  5. La DAD per una parte degli studenti con disabilità può essere anche positiva.
  6. Se è vero che le scuole erano sicure fino alla scorsa settimana, lo saranno ancor più se una grossa fetta di popolazione scolastica seguirà la DAD.
  7. Le scuole, i docenti hanno tutte le possibili strategie per applicare in sicurezza una didattica mista.
  8. Non ci sono divieti affinché ci siano classi delle scuole che continuano a frequentare in presenza per soddisfare i principi normativi, di rango superiore, che assicurino l’inclusione scolastica.
  9. Il PEI e la famiglia sono la bussola per gestire la situazione, anche in caso docenti e assistenti supportino gli studenti al loro domicilio in situaizoni di sicurezza.

Dato che il termine “BES” torna ciclicamente alla ribalta, aggiungiamo e ribadiamo ancora una volta che le recenti leggi di riforma della scuola sono da abrogare, per riprendere da dove il legislatore più attento aveva elaborato la prima versione della Legge 104. Era il 1992. Da allora alcuni passi in avanti son stati compiuti, ma troppi sono stati quelli contrari.

Infine non possiamo non evidenziare che quella dei trasporti era una bomba a orologeria che non è stata gestita con un briciolo di lungimiranza. Oggi l’inettitudine fa pagare il prezzo più elevato ancora alle persone che sono il futuro di un popolo, i giovani, e ancor peggio alla parte più fragile; dando l’ennesimo colpo al sistema educativo pubblico statale, risorsa immensa che stiamo perdendo a favore di una scuola per pochi.

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A.S. 2020/21. Il disastro annunciato dell’inclusione scolastica

Scuola. Un mese è passato dall’inizio delle prime scuole che hanno aperto. Com’è stato questo mese per ragazz* e bambin* con disabilità e le loro famiglie?

Un mese passato ad aspettare, vedendo che le previsioni sono state purtroppo confermate: ogni inizio di anno scolastico da qualche anno in qua è sempre peggiore del precedente

Un briciolo di speranza in più l’avevamo, dato che l’emergenza sembrava aver svegliato propositi positivi nella Ministra Azzolina. La realtà dimostra, invece, che questo sistema ha accelerato l’affondamento della scuola pubblica statale. Allontanandone le famiglie, che cercano alternative nella scuola privata o in quella domiciliare. 

Dopo un mese le scuole si sono riorganizzate in autonomia. Autonomia che corrisponde però alla solitudine dirigenziale e di risorse generata dalla riforma Berlinguer di trent’anni fa, non certo ad una reale efficienza della scuola. Solo la professionalità di molti docenti ha scongiurato la disfatta della scuola. 

Adesso, dopo un mese, stanno arrivando gli insegnanti di sostegno, ma tante sono ancora le cattedre scoperte.
Dopo un mese l’assistenza scolastica è invece ancora terra di nessuno.

In particolare nelle regioni del nord Italia, complice la nuova formula del contratto che si interrompe in caso di nuovo lockdown scolastico -che prevede che i docenti vengano automaticamente lasciati senza lavoro e, quindi, stipendio- molti hanno giustamente preferito rinunciare alla chiamata lasciando gli studenti senza sostegno. Molti i casi nei quali, si legge, le scuole han chiesto alle famiglie di non portare i figli a scuola.

Oltre che nella vita scolastica, l’emergenza coronavirus ha portato una fortissima criticità nelle cooperative che tradizionalmente gestiscono l’assistenza scolastica: gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione ed educativi sono di competenza degli enti locali, che a loro volta rimandano ad altre entità sino ad arrivare alle cooperative. Queste ultime, già in precario equilibrio economico in tempi “normali”, con l’emergenza hanno fermato ogni attività anche a causa dell’interruzione dei pagamenti da parte degli enti locali. Ripartire non è stato certo semplice, con ripercussioni organizzative che scoraggiano professionisti che vedono la loro tariffa oraria già tagliuzzata dai passaggi tra Enti (vuoi che ognuno non si tenga qualche briciola?), con uno stipendio finale che rasenta il ridicolo. Una gestione fallimentare che lo Stato ha ideato qualche decennio fa e che ormai grida vendetta.

Soluzioni?

Possono essere viste in due prospettive, ambedue necessarie.
Una rivoluzione culturale e politica, da un lato.
Una revisione globale dell’attuale gestione di docenti e assistenti, dall’altro.

Senza dubbio più pressante la prima, più semplice la seconda verso una revisione della riforma della scuola e, in particolare, dell’inclusione tramite l’abrogazione delle leggi dall’autonomia scolastica (compresa) in poi, non ultimo quel disgraziato DLgs. 66/2017. Per arrivare all’incorporamento dell’assistenza scolastica all’interno del MIUR, con la definizione del profilo professionale degli assistenti e la loro possibile equiparazione al livello degli ATA.

Queste le vie.

Il futuro si prospetta, invece, ancora dipendente dall’apatia di gran parte delle famiglie e dai giochini di potere tra la politica e chi decide ai tavoli dei ministeri, federazioni sulla disabilità incluse. Il disastro annunciato è arrivato. Quello di portata ancora più dirompente per i diritti delle persone con disabilità si avvicina sempre di più.

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